Biografia Le notizie intorno alla sua vita sono abbastanza frammentarie. Fin da giovane si dedicò al mestiere di rilegatore presso Asgeiri Finnboga a Seltjarnarnes. Con l'aiuto del direttore di quella ditta andò a perfezionarsi a Copenaghen nel 1859, dove studiò con Ursin, il legatore ufficiale della corona danese. La bottega di Ursin era la più grande della Danimarca, il lavoro iniziava alle 6 del mattino e potevi essere licenziato anche solo per il fatto che a Ursin non piaceva ciò che stavi facendo.
Nonostante tutto, Sigfús terminò l'apprendistato presso Ursin con voti alti, due anni prima dei quattro previsti, continuando a lavorare in quella bottega dapprima come operaio qualificato e poi come caposquadra. Nel 1863 Sigfús si trasferì a Kristiania, divenuta in seguito Oslo. Venne impiegato come operaio specializzato in una rilegatoria fino al marzo 1864. Non è noto il motivo del suo trasferimento a Bergen. In quella città svolse lavori saltuari ma dovette fare i conti con un malanno a un piede, problema che lo afflisse per tutto il tempo trascorso in Norvegia.
Nel mese di ottobre dell'anno dopo tornò a Copenaghen per lavorare presso una casa editrice, dove rimase fino all'estate del 1865, quando decise di tornare in Islanda. Non è noto con precsione quando iniziò il suo interesse per la fotografia, né perché ne fu affascinato, e quando abbia iniziato ad impararla. Secondo alcune versioni avrebbe iniziato a praticare fotografia fin dal 1861 in Norvegia, mentre secondo altre, negli anni 1864-1865 sempre nel periodo norvegese. In pratica, i suoi viaggi fotografici islandesi si concentravano nella breve estate ma attraversò il suo paese in lungo e largo scattando numerose foto. In ogni caso nel 1867 aprì il proprio studio a Reykjavík.
Periodicamente Sigfús si recava a Stykkisholmur ed avvenne che si fidanzasse con Elisabetu Hjaltalin, la figlia del direttore e legatore di un negozio di libri. Nonostante avesse aperto lo studio fotografico a Rekyavik nel 1867, anche se in quegli anni la capitale islandese contasse soltanto abitanti, passarono quattro anni prima che decidesse di stabilirvisi. Infatti, tra le molte cose cui ha dato vita figura quella di aver aperto una libreria nel 1872 e di essere stato un editore. Vendette la libreria un anno prima della morte, ma quella libreria non è mai stata chiusa e figura tra le attrazioni in Islanda, come afferma Inga Lara Báldvinsdóttir, direttrice dei programmi del Museo della Fotografia, settore del Museo nazionale d'Islanda. La stessa Báldvinsdóttir, per stile e maniera di fotografare, paragona Eymundsson a Gustave Le Gray.
Sigfús gestì lo studio fotografico per 40 anni e fu il primo a fotografare i luoghi simbolici e più interessanti del suo paese, oltre agli eventi pubblici e ai ritratti. Alla sua morte ha lasciato al Museo Nazionale circa tra lastre, negativi e stampe, dei quali 830 sono foto di paesaggio, fonte importante che mostra i cambiamenti dell'isola, anche se qualche dubbio potrebbe sorgere sull'autore in quanto le lastre, non riportando alcun segno né nome, è possibile che fossero scattate anche da qualche suo assistente, tra cui Daníel Daníelsson (1866-1937), cognato di Sigfús, e Friðrik Gíslason (1870-1906), originario delle Isole Vestmann. Per molti anni Sigfús lavorò per conto della compagnia di navigazione Allan nell'organizzazione dei viaggi e nella vendita dei biglietti, attraverso navi come quelle furono molti gli islandesi che emigrarono soprattutto negli Stati Uniti, Canada e Brasile. I primi ad espatriare furono i mormoni nel 1850 verso lo Utah. Il Vesturfaraskrá (Registro dei viaggi verso ovest), pubblicato nel 1983, elenca i nomi di islandesi, la maggior parte dei quali è stata tratta dai passeggeri delle navi.
Nel corso della sua vita ebbe anche incarichi politici attraverso i quali si impegnò per il suo paese.
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