è un yōkai giapponese presente nella raccolta di illustrazioni di yōkai di Toriyama Sekien intitolata “Gazu Hyakki Yagyō”; si ritiene che appaia nei templi abbandonati e in rovina.

Nel “Gazu Hyakki Yagyō” è raffigurato un yōkai dall’aspetto simile a un monaco, vestito con una kesa logora, in piedi accanto alla campana del tempio; tuttavia, poiché non vi è alcuna spiegazione da parte di Sekien, non è chiaro quale tipo di yōkai si intendesse rappresentare.

Nei libri sul mondo yōkai pubblicati a partire dall'era Shōwa, spesso si spiega che questi esseri soprannaturali compaiono nei templi abbandonati e fatiscenti, oppure che il rancore di un monaco, costretto ad abbandonare il tempio per mancanza di offerte da parte degli abitanti del villaggio, si trasforma in uno yōkai che appare al crepuscolo nel tempio deserto, dove suona tristemente la campana.

Descrizione Poiché non è chiaro cosa abbia raffigurato Sekien, dall'inizio dell'era Heisei sono state avanzate diverse ipotesi; in primo luogo, è stato suggerito che si tratti di un'opera di fantasia creata da Sekien per fare satira sui monaci che avevano infranto i precetti religiosi durante il periodo Edo. Dipinti e racconti che descrivono monaci trasformati in yōkai a causa della loro ossessione per il denaro o la lussuria sono un genere piuttosto diffuso nell'epoca moderna, e se ne trovano esempi anche in pubblicazioni contemporanee a Sekien.

Il fumettista Shigeru Mizuki, nella nota introduttiva ad un suo libro parla del noderabō, racconta che da bambino, al tramonto, tra le montagne, sentiva il suono di una campana pur non vedendo alcun tempio; gli era stato spiegato che era colpa del noderabō, ma in realtà, a causa della conformazione frastagliata delle montagne, il suono si rifletteva creando un fenomeno simile al yamabiko.

Nella città di Niiza, nella prefettura di Saitama, esiste un luogo chiamato “Nodera”. Si narra che un uomo, con l'intenzione di terrorizzare gli abitanti del villaggio, rubò una campana famosa nei dintorni; tuttavia, quando un viaggiatore passò di lì per caso, l'uomo si nascose in fretta in uno stagno ma, nella concitazione del momento, perse anche la campana. Questo stagno è chiamato e si dice che, da quando un giovane monaco, dopo aver trascurato un incarico affidatogli dal proprio superiore per andare a giocare con i bambini, si gettò nello stagno in preda alla disperazione perché non avrebbe più potuto guardare in faccia il proprio maestro, ogni notte si sentano dei pianti provenire dallo stagno. È stata avanzata l'ipotesi che Sekien abbia tratto ispirazione dal toponimo “Nodera” e da luoghi come Kanegafuchi per descrivere lo yōkai noto come noderabō.

Tuttavia, vi sono poche prove conclusive su cosa Sekien abbia basato la sua raffigurazione del noderabō, dato l'orientamento generale degli yōkai presenti nel "Gazu Hyakki Yagyō" nel suo complesso e la limitata quantità di informazioni fornite dal dipinto stesso.

Note

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