Il Ritratto di Paolina Clelia Silvia Bondi è un dipinto a olio su tavola del pittore livornese Vittorio Matteo Corcos risalente al 1909. Battuta all'asta di Pandolfini nel 2023, l’opera attualmente si trova in una collezione privata.
Storia A partire dagli anni ‘90 dell’Ottocento, Corcos si afferma come uno dei massimi ritrattisti italiani della ricca borghesia e dell’aristocrazia toscana e italiana della Belle Époque, raffigurando come soggetti uomini, donne, e anche bambini.
Descrizione In un interno borghese, davanti a una parete ricoperta da una carta da parati, una bambina vestita di una camicetta verde rivolge lo sguardo direttamente verso lo spettatore. Qui si presenta con i capelli neri raccolti a treccia a corona sul capo e la bocca di un rosso acceso. Tuttavia, nonostante l’aspetto curato, a richiamare l’attenzione è soprattutto lo sguardo diretto con il quale scruta chi ha di fronte, forse cercando di coglierne i pensieri, ma nascondendo i suoi.
Sotto di lei è dipinta una balaustra in pietra dove l’artista ha inciso a pennello per lungo il suo nome: Paolina Clelia Silvia Bondi. Dopo di esso, sulla destra osserviamo la data in numero romano A. D. MCMIX, ossia 1909. La giovane Paolina, nata a Firenze nel 1898, al tempo in cui venne ritratta aveva soltanto 10-11 anni.
I Bondi, una ricca famiglia toscana La bambina qui ritratta è Paolina Clelia Silvia Bondi (Firenze, 1898 - Roma, 2002), seconda figlia di Camillo e Silvia Levi, sorella minore di Margherita e maggiore di Roberto. Angelo De Gubernatis menziona nel Dizionario degli artisti italiani viventi (1889) alla voce dell'artista un Ritratto del signor Bondi (non rilevato), titolo che rileva, a partire dalla data di pubblicazione del libro, che i rapporti del padre con l'artista duravano da più di vent'anni. Successivamente al Ritratto del signor Bondi, nel 1897, in occasione del suo matrimonio, Camillo commissionò a Corcos un ritratto della sua futura sposa (non rilevato). Nel 1909 inoltre gli affidò il ritratto di Silvia (qui descritto), sua seconda figlia, al tempo già orfana di madre (morta improvvisamente nel gennaio del 1907). Sono gli anni in cui diventa un industriale di rilievo realizzando nella sua Manifattura di Signa celebri ceramiche in stile antico e rinascimentale.
Come notato dal professore Vincenzo Farinella nel 1998, la posa della bambina riecheggia in parte quella della Belle Ferronnière di Leonardo da Vinci, presente al Museo del Louvre. Se confermato, sarebbe un richiamo alle ceramiche artistiche della Manifattura Bondi.
Quest’opera ha avuto una buona fortuna espositiva, presente fin dalla prima mostra antologica di Corcos del 1965, venne mostrata anche in quelle successive del 1997, 2014 e 2019-2020 a conferma del continuo interesse per essa, e per il suo sguardo, così tanto misterioso.
Note
Voci correlate Manifattura di Signa Belle Ferronnière Vittorio Matteo Corcos
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