Woman's Day è una rivista femminile australiana edita da Are Media. A giugno 2023 è una delle riviste settimanali più lette in Australia.
Storia Woman's Day, in Australia, fu fondata il 16 agosto 1948. La rivista trattava storie di personaggi famosi, tendenze della moda, cucina creativa, consigli, narrativa, consigli medici e attualità. La prima copertina raffigurava una bambina che offriva un giacinto rosa reciso dalla pianta in vaso preferita della madre, invitando le lettrici a «unirsi al suo divertimento».Woman's Day 60th Birthday "Diamond Anniversary" issue, August 2008, held by author.
Nel 1950 la rivista assunse come redattrice Alice Mabel Jackson, precedentemente impiegata presso The Australian Women's Weekly. La Jackson si trasferì a Melbourne per assumere questo ruolo.
Originariamente stampata e pubblicata da Joseph Swanson Wilkinson di Toorak, Victoria per Cologravure Publications (The Herald & Weekly Times Limited),From author's first issue of Woman's Day Magazine. la rivista entrò successivamente a far parte di ACP Magazines. ACP Magazines era di proprietà di Nine Entertainment Co, che possiede la rete televisiva australiana Nine Network. Per questo motivo Woman's Day presentava spesso molte storie basate su o in collaborazione con un programma di Nine Network, come A Current Affair. La rivista entrò a far parte di Bauer Media Group nel 2012, dopo che Nine Entertainment Co aveva attraversato difficoltà finanziarie. Woman's Day è pubblicata settimanalmente da Bauer Media Pty Limited e ha sede a Sydney.
Rivolta alle donne di età compresa tra i 25 e i 54 anni, include notizie, gossip, interviste, stile di vita e ricette.
I dati di vendita, il numero di lettori e gli introiti pubblicitari sono diminuiti in modo significativo, passando da 405.000 copie vendute settimanalmente nel 2010 a 330.000 nel marzo 2014.Audited Media Association of Australia April 2014 Il numero di lettori è sceso di un ulteriore 14,6% nell'anno conclusosi nel 2014.Roy Morgan research 'Australian Magazine Readership 12 months to Dec 2014'
All'inizio di aprile 2020 Bauer Media Australia annunciò che avrebbe chiuso Woman's Day, oltre a diversi marchi australiani e neozelandesi tra cui The Australian Women's Weekly e New Zealand Woman's Weekly, a causa della crisi economica causata dalla pandemia di COVID-19 in Australia e Nuova Zelanda.
Il 17 giugno 2020 la società di investimento australiana Mercury Capital acquisì Woman's Day nell'ambito dell'acquisto delle attività australiane e neozelandesi di Bauer Media.
Alla fine di settembre 2020 Mercury Capital ha rinominato Bauer Media come Are Media.
Polemiche Nel 2007 la rivista raggiunse un accordo extragiudiziale con la conduttrice televisiva neozelandese Charlotte Dawson, che aveva citato in giudizio la rivista per la copertura mediatica del suo divorzio.
Nel 2008 la rivista subì una significativa riduzione del personale.
Nel novembre 2013 Woman's Day fu criticata dai propri lettori dopo che un articolo su Kate Middleton, la duchessa di Cambridge, aveva messo in discussione il suo aspetto confrontando una foto di lei prima e dopo il parto con il titolo “Che fine ha fatto Kate?”. Le critiche sottolineavano che le donne che hanno appena partorito spesso appaiono stanche e che nella seconda immagine lei non era truccata come nella prima.
Nel 2014 il presentatore televisivo Grant Denyer avviò un procedimento legale contro la rivista dopo che questa aveva affermato che lui e sua moglie si trovavano in una struttura di riabilitazione in Thailandia per dipendenza da metanfetamine. Denyer sostenne di aver visitato una struttura di riabilitazione, ma non per problemi di droga, e ribadì che non erano tossicodipendenti. La rivista difese l'articolo affermando che le fonti erano gli amici di Denyer.
Nel 2014 Woman's Day fu criticata nel programma Media Watch dell'Australian Broadcasting Corporation, in cui fu definita “giornalismo spazzatura” per l'uso di titoli e contenuti sensazionalistici.ABC Media Watch 7/7/14
Note
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