La provenienza o provenance (dal francese provenir, "venire da") è la cronologia della proprietà, della custodia o della collocazione di un oggetto storico.

Il termine viene impiegato in un'ampia varietà di campi tra cui arte, archeologia, paleontologia, archivistica, economia, informatica, collezionismo, antiquariato, architettura e ricerca scientifica.

Lo scopo principale della ricostruzione della provenienza di un oggetto è fornire informazioni e prove sul contesto in cui è stato prodotto o scoperto. Essa permette inoltre di ricostruirne, per quanto possibile, la storia successiva, comprese le successioni di proprietà, custodia e luoghi di conservazione. Questa pratica è particolarmente utile per aiutare ad autenticare gli oggetti. A tal fine possono essere utilizzate anche tecniche comparative, pareri di esperti e risultati di test scientifici, ma la ricostruzione della provenienza è prevalentemente una questione di documentazione. Il termine è attestato in inglese a partire dagli anni 1780. La provenienza è concettualmente paragonabile al termine giuridico "catena di custodia".

Per i musei e il mercato dell'arte, oltre ad aiutare a stabilire l'autore e l'autenticità di un oggetto, la provenienza è diventata sempre più importante per determinare la validità morale e legale della catena di custodia, dato il crescente numero di opere d'arte saccheggiate.

Per esempio, un'opera può essere stata venduta legalmente, ma se in passato è stata rubata, saccheggiata o sottratta illegalmente a una comunità o a una famiglia, la sua provenienza può essere moralmente problematica.

Queste problematiche sono diventate particolarmente rilevanti per le opere passate di mano nelle aree europee controllate dai nazisti prima e durante la seconda guerra mondiale. Molti musei hanno iniziato a compilare registri proattivi di tali opere e della loro storia. In epoca moderna, le stesse preoccupazioni si sono estese alle opere d'arte africana, spesso esportate illegalmente, e alle antichità provenienti da molte parti del mondo, in particolare dall'Iraq e successivamente dalla Siria.

In archeologia e paleontologia, il termine derivato "provenienza di ritrovamento" viene usato con un significato correlato ma molto specifico. Indica il luogo in cui un manufatto o un altro oggetto antico è stato trovato. Nelle ricerche moderne, tale posizione viene registrata con coordinate spaziali precise. La provenienza comprende invece l'intera storia documentata di un oggetto. Un reperto può quindi avere sia una provenienza di ritrovamento sia una provenienza storica.

Opere d'arte e antiquariato La provenienza delle opere d'arte, degli oggetti d'antiquariato e delle antichità è di grande importanza, soprattutto per il proprietario. Una buona provenienza aumenta infatti il valore di un'opera e può aiutare a confermarne la datazione, l'autore e, soprattutto nel caso dei ritratti, il soggetto rappresentato. Può confermare se un'opera appartiene realmente al periodo storico a cui sembra riferirsi. Può anche aiutare a risolvere dispute sulla proprietà. Per esempio, ricostruire la provenienza di un'opera realizzata tra il 1933 e il 1945 è utile per capire se possa essere stata sottratta o saccheggiata durante il periodo nazista.

Le prove documentali della provenienza di un oggetto possono contribuire a stabilire che esso non sia stato alterato e che non si tratti di un falso, di una riproduzione o di un'opera rubata o saccheggiata. La provenienza aiuta inoltre ad attribuire l'opera a un artista conosciuto, e una storia documentata può essere utile per dimostrare la proprietà. Un esempio di provenienza dettagliata è offerto dal Ritratto dei coniugi Arnolfini.

Collezionismo

La provenienza è particolarmente importante per oggetti da collezione dove autenticità, valore economico e rischio di falsi sono elevatiCharney, N. (ed.), Art and Crime: Exploring Forgery, Theft, and Fraud in the Art World. Le categorie più comuni sonoLindemann, A., Collecting Art: Principles and PracticeDempsey, A., Styles, Schools and Movements in Art:

Fotografie a pellicola e negativi Filmati a pellicola Mobili antichi Argenti antichi Ceramiche antiche Tappeti antichi Orologi di lusso: soprattutto modelli vintage con scatola e documenti originali Gioielli e pietre preziose: diamanti certificati, gioielli firmati Auto d'epoca e veicoli storici Monete e banconote (numismatica) Francobolli (filatelia) Fumetti, carte collezionabili e giochi in scatola: soprattutto pezzi sigillati Abiti, scarpe, borse e altri oggetti di moda: edizioni limitate con ricevute e certificazioni Oggetti storici o militari: documenti, uniformi, lettere autografe NFT e arte digitale: la provenienza è spesso incorporata nella blockchain

Arte

La qualità della provenienza di un'opera d'arte può influire notevolmente sul suo prezzo di vendita sul mercato. Ciò dipende dal grado di certezza della provenienza, dallo status dei precedenti proprietari come collezionisti e, in molti casi, dalla solidità delle prove che dimostrano che l'oggetto non sia stato scavato illegalmente o esportato da un altro paese. La provenienza di un'opera d'arte può variare enormemente per lunghezza e dettaglio, a seconda del contesto o delle informazioni disponibili: può andare da un semplice nome fino a una voce in un catalogo accademico composta da migliaia di parole.

Una provenienza certificata da un esperto può fare la differenza tra un oggetto privo di valore e uno che vale molto. Tuttavia, le certificazioni stesse possono essere messe in discussione. Jacques van Meegeren falsificò opere attribuite a suo padre Han van Meegeren, il quale aveva a sua volta falsificato opere di Jan Vermeer. Jacques produceva talvolta certificati insieme ai suoi falsi, dichiarando che l'opera era stata creata da suo padre.

John Drewe riuscì a far riconoscere come autentici numerosi dipinti falsi, che sarebbero stati facilmente smascherati da analisi scientifiche. Per renderli credibili, costruì una provenienza fittizia attraverso la contraffazione di lettere, documenti e persino registrazioni in cataloghi di mostre precedenti. Grazie a questa documentazione artefatta, gallerie e mercanti finirono per accettare le opere come autentiche.

Talvolta la provenienza di un oggetto può essere dimostrata anche da una semplice fotografia che lo ritrae insieme al suo proprietario originario. Una prova di questo tipo, pur essendo essenziale, può aumentarne notevolmente il valore, soprattutto se il proprietario era una persona famosa. Molti oggetti venduti all'asta hanno superato (anche di molto) le stime previste grazie a fotografie che li ritraevano accanto a personaggi celebri. Alcuni esempi includono oggetti d'antiquariato appartenuti a politici, musicisti, artisti o attori.

Nel contesto del dibattito sulla restituzione dei beni culturali provenienti dalle collezioni di epoca coloniale, a partire dal 2021 il Museo reale per l'Africa Centrale in Belgio iniziò a rendere pubbliche, all'interno della propria esposizione permanente, informazioni relative alla provenienza di questi oggetti.

Obiettivi

L'obiettivo della ricerca di provenienza è ricostruire la storia dei passaggi di possesso e detenzione di un'opera, accompagnata, quando possibile, da relative prove documentarie, dalla sua creazione o prima apparizione documentata fino ai giorni nostri. È frequente che tale ricostruzione presenti lacune o documenti mancanti. La provenienza documentata può inoltre includere informazioni sulle esposizioni in mostre e rimandare alla bibliografia critica in cui l'opera è stata discussa o riprodotta.

Quando la ricerca procede a ritroso, per scoprire la provenienza precedente di un'opera la cui collocazione e proprietà attuali sono note, è importante registrare i dettagli fisici dell'opera: stile, soggetto, firma, materiali, dimensioni, cornice e così via. I titoli delle opere e l'attribuzione a un determinato artista possono cambiare nel tempo. Le dimensioni e la descrizione dell'opera possono essere utilizzate per identificare eventuali menzioni di essa in documenti storici precedenti.

Il retro può contenere importanti informazioni sulla provenienza. Possono esserci marchi di esposizioni, timbri di mercanti, etichette di gallerie e altri indizi relativi ai precedenti proprietari. Possono anche essere presenti etichette di spedizione. Nel programma televisivo della BBC Fake or Fortune?, la provenienza del dipinto Bords de la Seine à Argenteuil fu investigata utilizzando un'etichetta di galleria e una di spedizione presenti sul retro. Le prime informazioni sulla provenienza possono talvolta essere indicate da un cartellino, cioè una rappresentazione trompe-l'œil di un'etichetta scritta aggiunta sulla parte anteriore del dipinto. Tuttavia, tali elementi possono essere falsificati, sbiadire oppure essere coperti dalla pittura.

I registri delle aste rappresentano una risorsa importante per la ricerca della provenienza delle opere. La Witt Library conserva una raccolta di ritagli provenienti da cataloghi d'asta che consente ai ricercatori di identificare le occasioni in cui un'opera è stato venduto. La Heinz Library presso la National Portrait Gallery conserva una raccolta simile, limitata però ai ritratti. La National Art Library presso il Victoria and Albert Museum possiede una collezione di cataloghi di vendite del Regno Unito. La University of York sta sviluppando un sito web con risorse online per lo studio della storia dell'arte nel periodo compreso tra il 1660 e il 1735. Tra queste vi sono diari, cataloghi di vendita, fatture, corrispondenza e inventari. Il Getty Research Institute ha avviato il Project for the Study of Collecting and provenienza (PSCP), che comprende un database online, ancora in fase di compilazione, con registri d'asta e altri documenti relativi alla provenienza delle opere. La Frick Art Reference Library possiede un'ampia raccolta di cataloghi d'asta e di esposizioni. Il Nederlands Instituut voor Kunstgeschiedenis dispone di diversi database relativi agli artisti dei Paesi Bassi.

Se un'opera è rimasta in mani private per un lungo periodo ed è stata esposta in una dimora storica, potrebbe essere registrata in un inventario. Un esempio è il Lumley Inventory, un inventario di collezioni artistiche compilato alla fine del XVI secolo per John Lumley, collezionista ingleseDynasties, catalogo alla Tate Gallery, Karen Hearn, pagina 158.

Un'opera può anche essere stata descritta da un visitatore che ne abbia successivamente scritto, oppure menzionata in un testamento o in un diario. Se acquistata da un mercante o trasferita tramite una vendita privata, possono inoltre esistere fatture o ricevute utili a documentarne la provenienza. Quando l'artista è noto, potrebbe esistere un catalogue raisonné che elenca tutte le opere conosciute dell'artista e la loro collocazione al momento della redazione. Un database di catalogues raisonnés è disponibile presso la International Foundation for Art Research.