La rivoluzione artistica, culturale e sociale di Luigi Tenco fu riscontrabile nella volontà di una profonda rottura con la musica tradizionale italiana e nella necessità di trattare tematiche d'avanguardia per l'epoca, quali il sentimento umano nella sua crudezza, l'amore nelle sue molteplici prospettive, le esperienze esistenziali, fino alla critica sociale come la politica, l'ideologia, i diritti della donna, la guerra, e ai temi dell'emarginazione, con forti accenni individualisti, ricollegandosi ai toni dell'esistenzialismo francese e spesso anticipando i temi del sessantotto.

Fabrizio De André espresse pubblicamente profonda stima e amicizia nei confronti di Tenco, arrivando a dichiarare che "senza Tenco io non ci sarei stato", e sottolineando il vuoto artistico che Tenco ha provocato con la sua morte.

Secondo il poeta Salvatore Quasimodo, la musica di Tenco voleva colpire a sangue il sonno mentale dell'italiano medio, oramai dormiente rispetto al cambiamento dell'emergente protesta della critica sociale ai dogmi e alle vecchie tradizioni della società.

Contributi biografici postumi Nel 1967, tra agosto e settembre, il regista e produttore Tullio Piacentini realizzò il film musicale Passeggiando per Subiaco, dedicando buona parte della pellicola e del repertorio musicale a Luigi Tenco coinvolgendo, tra i vari musicisti, il gruppo Le Pecore Nere con il brano Ricordo un ragazzo, oppure la band The Primitives del giovanissimo Mal con la canzone Yeeeeeh!, scritta dallo stesso Tenco. Sempre nel 1967, Ornella Benedetti, pochi mesi dopo la morte del cantautore, costituisce il Club Luigi Tenco di Venezia, un vero e proprio fan club con l'obiettivo di raccogliere, ricordare e diffondere il messaggio dell'artista. Due canzoni di Tenco furono usate, dopo la sua morte, come sigle di sceneggiati RAI: "Guarda se io" per "Questi nostri figli" di Diego Fabbri nel 1967 e "Vedrai Vedrai" per "Storia di Anna" di Salvatore Nocita nel 1981. Nel 1972, Amilcare Rambaldi a Sanremo costituì il cosiddetto "Club Tenco", con lo scopo di riunire tutti coloro che si propongono di valorizzare la canzone d'autore. Dal 1974, in suo onore, al Teatro Ariston di Sanremo, fu istituito, dallo stesso Club, il Premio Tenco, manifestazione a cui partecipano, ancor oggi, i più grandi cantautori degli ultimi decenni. Nel novembre 2007, il Club gli dedica l'intera edizione della Rassegna e il volume Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti (BUR) curato da Enrico de Angelis, Enrico Deregibus e Sergio Secondiano Sacchi. Nel 1990, il giornalista Corrado Augias dedicò una puntata del suo programma di approfondimento molto seguito Telefono giallo. Nel febbraio 1992, la Biennale di Poesia di Alessandria promosse, in collaborazione con il Club Tenco, il comune di Ricaldone e il quotidiano Il Secolo XIX di Genova, un convegno dedicato a Luigi Tenco a venticinque anni dalla scomparsa. La manifestazione si tenne presso il Teatro Umberto I di Ricaldone e la serata di spettacolo si svolse presso il Teatro Comunale di Alessandria. Per la Biennale di Poesia intervennero Giancarlo Bertolino e Aldino Leoni. Amilcare Rambaldi rappresentò di persona il Club Tenco. Fra i giornalisti, Marinella Venegoni, Mario Luzzatto Fegiz e altri; al concerto serale parteciparono Gino Paoli, Umberto Bindi e Cristiano De André. Fu la prima manifestazione dedicata a Tenco nel suo paese di nascita dove, dall'estate successiva, prenderà il via la rassegna "L'Isola in Collina". A Cusano Milanino, il 19 gennaio 2006, presso il Centro Sociale Cooperativo Ghezzi, da un'idea di Renzo Zannardi, si tenne la conferenza "Il sax ribelle che anticipò il 68", centrata sull'impegno sociale di Tenco e sul clima culturale da lui vissuto. L'evento fu caratterizzato dalla partecipazione, tra gli altri, del biografo Aldo Fegatelli Colonna e del giornalista Daniele Biacchessi. A Ricaldone, il 20 luglio 2006 fu inaugurato il Centro di Documentazione Permanente Luigi Tenco, prima struttura museale in Italia dedicata a un cantautore. A Milano, nel dicembre 2007, presso il Teatro Litta, la pittrice sassarese Maria Vittoria Conconi realizzò una mostra dal titolo "Tenco, le donne e la musica. Un immaginario visivo ispirato da Luigi Tenco", con dodici acquerelli di immagini femminili, ispirati alla musica di Tenco. Nell'ambito della mostra fu presentato anche un calendario con le dodici opere, dedicato al 70º anniversario della nascita di Tenco.La mostra fu replicata nel febbraio 2008, presso la Biblioteca Comunale di Rescaldina e, il 21 marzo 2008 a Sassari, con la mostra "I fiori di ieri. Un omaggio a Luigi Tenco", presso il Centro d'Arte e Cultura "Giuseppe Biasi". A Busto Garolfo, il 15 febbraio 2008, presso la Biblioteca Comunale, il gruppo di studiosi ed estimatori di Luigi Tenco "Binario21" diede luogo alla conferenza "Gli anni di Luigi Tenco e quelli di Internet", con analisi e approfondimenti su vita, musica e testi del cantautore. A Sassari, il 16 e il 17 ottobre 2010 al teatro Il Ferroviario, l'associazione culturale e studentesca "Materia Grigia" presentò lo spettacolo teatrale La Forza delle Parole: Luigi Tenco, incentrato sulla figura umana e artistica del cantautore e realizzato nell'ambito del laboratorio "Università e Teatro" con la direzione di Pier Paolo Conconi per "La Botte e Il Cilindro".

Omaggi Diversi furono i tributi a Tenco nati nel corso degli anni da colleghi cantautori, amici, musicisti ed estimatori. Tra i più interessanti e significativi: Preghiera in gennaio di Fabrizio De André, pubblicata per la prima volta nel 1967, con la quale il cantautore onora l'amico e collega scomparso, immaginando per lui un posto in paradiso. Signori benpensanti, spero non vi dispiacciase in cielo, in mezzo ai santi, Dio, fra le sue braccia,soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte,che all'odio e all'ignoranza preferirono la morte Ricordo un ragazzo del 1967 del gruppo beat romano Le Pecore Nere. Ricordo un ragazzo dall'aria un po' triste di lui si diceva che era un poeta aveva da dire qualcosa di nuovo comprò una chitarra e si mise a cantare. Passeggiando per Subiaco, film di Tullio Piacentini del 1967 che inserisce nella prima pellicola cinematografica dedicata a Luigi Tenco diversi riferimenti musicali alla sua figura, tra cui il primo video musicale di Ricordo un ragazzo. Nicola Di Bari canta Luigi Tenco, disco del 1971 nel quale Nicola Di Bari, che aveva conosciuto Tenco nel periodo Jolly diventandone amico, interpreta suoi brani come Lontano lontano o Cara maestra. È inoltre presente una canzone inedita di Tenco, intitolata Il mondo gira, la cui musica è scritta da Gian Piero Reverberi. Festival di Francesco De Gregori, dall'album Bufalo Bill del 1976, nella quale difese l'umanità di Luigi ("qualcuno ricordò che aveva dei debiti, mormorò sottobanco che quello era il motivo. Era pieno di tranquillanti, ma non era un ragazzo cattivo") e mise in luce l’ipocrisia di chi, solo dopo la tragedia, si affannò a dichiararsi suo amico ("si ritrovarono dietro il palco, con gli occhi sudati e le mani in tasca, tutti dicevano: «Io sono stato suo padre!», purché lo spettacolo non finisca"). Italo Salizzato e la sua orchestra nel 1977 incide su dischi Tosco Records (TR/502) e gli dedica la canzone A Luigi Tenco (musica di Italo Salizzato/Giuseppe Damele, testo di Mario Gioli): Caro, caro Tencosolo quando ci hai lasciatotanta gente ti ha capitoma niente è cambiato…ora è troppo tardi Donatella Rettore, con È morto un artista, dal suo omonimo album del 1977, dedica questa canzone a Tenco in ricordo ai 10 anni dalla sua scomparsa. Nei suoi sogni cercava da sempre una donna idealee voleva la banda e i cavalli al suo funeraleE le notti d'inverno, rosse d'amore e di vinoConfessava la donna che aveva e che avrebbe voluto!Un giorno di gloria almeno!È morto un artista, e invece di piangere fanno festa! Molto commosso il ricordo di Luigi Tenco nell'autobiografia dell'amico Bruno Lauzi.Bruno Lauzi, Tanto domani mi sveglio, Autobiografia in controcanto Ciao ciao di Francesco De Gregori, dall'album Scacchi e tarocchi del 1985, in cui viene citata nel testo Ciao amore ciao e Sanremo (nei versi "Guarda che belli i fiori in questa città") e la morte di Tenco ("Andarsene è un peccato..."). Brown plays Tenco, mini LP inciso nel 1987 in Italia da Steven Brown, polistrumentista del gruppo statunitense Tuxedomoon, contiene cinque cover di altrettanti pezzi di Tenco tra cui una versione in inglese di Lontano, lontano e le altre in italiano: Un giorno dopo l'altro, Vedrai, vedrai, Ciao amore ciao e Mi sono innamorato di te. Nel 1999 è stato allestito lo spettacolo teatrale Solitudini - Luigi Tenco e Dalida, presso il Teatro Greco di Roma, scritto e diretto da Maurizio Valtieri. Danza di una ninfa, disco della cantante jazz Ada Montellanico e del pianista Enrico Pieranunzi, edito da Egea nel 2005, nel quale vengono musicate per la prima volta 4 canzoni inedite di Tenco: Da quando, Mia cara amica, O me, Danza di una ninfa sotto la luna. Ed è proprio quest'ultima la canzone più bella secondo il sito internet Jazzitalia, che la definisce "raffinata, colta", eterea, una perfetta fusione tra musica e parole. Nel luglio 2006 esordisce al 40º Festival Teatrale di Borgio Verezzi Tenco a Tempo di Tango scritto da Carlo Lucarelli, per la regia di Gigi Dall'Aglio, con Adolfo Margiotta e Mascia Foschi, prodotto da Giorgio Ugozzoli. Durante la serata finale del Festival di Sanremo 2007, Renato Zero riporta a Sanremo Ciao Amore, Ciao (all'interno di un medley di tributo a Tenco). Antonello Venditti rende omaggio a Tenco nella canzone Tradimento e perdono, contenuta nell'album del 2007 Dalla pelle al cuore. Nel 2007 il rapper casertano Kaos campiona Mi sono innamorato di te (nella versione cantata da Ornella Vanoni) per utilizzarla nella base di Insomnia, contenuta nell'album Karma. Un altro rapper, Fabri Fibra, sempre nel 2007, nel suo album Bugiardo, nel testo Andiamo a Sanremo, ipotizza di andare al Festival di Sanremo e di venir ritrovato "...sdraiato sul tappeto/con una pistola in mano e un buco in testa/non sono il primo che protesta...", proprio in riferimento al ritrovamento del corpo senza vita di Luigi nella sua camera d'albergo. Nel 2007 l'attore e regista Giulio Bufo realizza lo spettacolo teatrale "E se mi diranno....Tenco. Una storia di 40 anni fa". Nel 2008 i Cluster, nel programma X-Factor hanno riproposto Mi sono innamorato di te in una versione a cappella. Tenco, brano scritto dal cantautore rock Luca Masperone e selezionato nel 2008 per la Stanza dello Scirocco (programma di teatro in onda su radio Life Gate). Nel testo, Luca definisce Tenco "una lettera d'avulso", giocando sul triplo significato del verso: la lettera può essere intesa come riferimento all'ultimo messaggio lasciato da Luigi prima di morire, oppure come lettera dell'alfabeto unica e originale, e come tale non capita fino in fondo. O ancora come lettera che il mondo di allora ha, superficialmente, rispedito al mittente. La canzone Colpo smarrito dell'album Cauto e acuto da Ravenna a Roma via Rimini di Max Arduini del 2011 parla del proiettile mai ritrovato. Lo stesso cantautore Nell'album L'arte del chiedere e dell'ottenere gli dedica la canzone "TencoVive". Nella canzone Baudelaire dell'album Amen del 2008, i Baustelle cantano: "Luigi Tenco è morto per te". Il 30 settembre 2008, il sito web "La verde isola" di Luigi Tenco pubblica La ballata del Tenchiano, canzone volta a dissacrare lo stereotipo di Luigi Tenco quale personaggio triste e malinconico. Nel 2008, in occasione del concerto di beneficenza "Musicamore", gli Stadio hanno suonato Vedrai vedrai di Luigi Tenco. Il 18 aprile 2009 il gruppo dei CaljAmari ha tenuto il concerto Mille Cose da Dire, tributo a Luigi Tenco. Il 18 febbraio 2010, Edoardo Bennato, ospite al festival, rende omaggio a Luigi Tenco cantando Ciao Amore, Ciao.