Il castello dei Paleologi è un castello di Acqui Terme, in provincia di Alessandria, sede del museo archeologico cittadino.

Storia

Acqui fu uno dei principali centri dei Liguri Statielli, conquistati dai Romani nel 172 a.C.; in età romana la città, nota come Aquae Statiellae, assunse notevole importanza grazie alla presenza delle acque termali..

Nel IV secolo Acqui divenne sede di un presidio di Sarmati, passò ai Longobardi e poi ai Franchi. Durante quest'ultimo periodo il territorio venne elevato a Contea e dato in gestione ai vescovi di Acqui che patrocinarono la costruzione di una prima struttura fortificata nel corso dell'XI secolo. Il castello è viene citato per la prima volta nel 1056 come castelletto dell'Episcopio mantenendo la funzione residenza vescovile fino al 1258, quando il vescovo Alberto decise di trasferire la sede vescovile nel castello di Bistagno.

Nel XIII secolo la città ebbe un perido di declino a causa delle ingerenze di Alessandria che costrinsero a intervenire nel 1234 l'imperatore Federico II; in seguito nel contesto delle lotte tra guelfi e ghibellini, Acqui e il suo castello furono al centro di aspri combattimenti e di alterne conquiste fino a quando entrarono a fare parte dei possedimenti del marchesato del Monferrato e alla conferma nel titolo di Teodoro Paleologo da parte dell'imperatore Enrico VII di Lussemburgo.

Nel XIV secolo il territorio fu occupato dagli Angioini tra il 1313 e il 1345, per poi tornare ai Paleologi, che lo conservarono fino al 1431, quando la sua proprietà passo alla famiglia Visconti nel contesto delle lotte con i Savoia per il predominio sul territorio. Nel 1436 Acqui tornò ai Paleologi per poi passare nel 1533 ai Gonzaga in quanto Gian Giorgio Paleologo morì senza lasciare eredi..

Durante il dominio di Guglielmo VIII Paleologo venne promossa una del castello di Acqui che perdurò per tutto il decennio 1480-1490, durante il secolo successivo la città venne più volte contesa tra spagnoli e francesi e il castello subì diversi assedi che ne portarono alla distruzione. Dopo questi eventi il castello venne riedificato dal duca Carlo nel 1663 e durante il resto del secolo l'edificio venne rimaneggiato diverse volte sotto il dominio Gonzaga con interventi anche di Giovanni Battista Scapitta

Durante la guerra di successione austriaca la città fu occupata dagli spagnoli nel 1745 e il 17 maggio 1746, conclusa la guerra, i francesi abbandonarono la piazza dopo avere demolito parte delle mura del castello che Carlo Emanuele III di Savoia fece nuovamente ricostruire dopo essere rientrato in possesso della città.

Nel XIX secolo, venuta meno la funzione militare, il complesso fu definitivamente trasformato in carcere, funzione che aveva preso dopo i lavori del 1789 dell'architetto Giovanni Battista Feroggio. Tra il 1815 e il 1818 il castello, perse le proprie funzioni militari, venne parzialmente smantellato e venne inglobato in un parco pubblico, venne però mantenuto l'uso carcerario che cessò solo a partire dagli anni settanta del XX secolo.

Descrizione

Il castello sorge sulla sommità del colle di Acqui, in posizione dominante rispetto al centro abitato. Dell'antico complesso rimangono gli imponenti bastioni in laterizio che racchiudono l'area dell'antico castello dei Paleologi, più volte rimaneggiato nel corso dei secoli.

Del nucleo medievale originario non restano strutture chiaramente riconoscibili: le parti più antiche visibili non sono precedenti alla seconda metà del XV secolo e comprendono il ponte levatoio e una parte della cinta muraria.

Il castello cessò la sua funzione residenziale successivamente alla perdita del suo possesso da parte dei marchesi del Monferrato adottando prevalente funzione di piazzaforte militare che per questo fu frequentemente espugnata e danneggiata dall'artiglieria, per questo la parte principale dell'edificio attuale è risalente alla ricostruzione del maniero del 1663 successiva alle varie distruzioni patite durante i vari assedi XVII secolo.

L'ala delle ex carceri venne costruita in epoca napoleonica con gli ultimi lavori di risistemazione risalenti agli anni 1860-1865 che coinvolsero un tratto di cinta muraria che fu demolita per fare spazio agli attuali giardini del castello.

Museo archeologico Il castello ospita il museo archeologico di Acqui Terme, nato per raccogliere i numerosi reperti provenienti dagli scavi cittadini e del territorio. Una prima esposizione fu allestita alla fine degli anni settanta del XX secolo mentre l'odierno allestimento venne inaugurato nel 2002 e ampliato nel 2013.

Il percorso si articola in sei sale che propongono un percorso che partendo dalla preistoria e protostoria passando per l'età romana per giungere al periodo tardo-antico e medievale.

La sala principale ospita la ricostruzione della fontana romana della Bollente, realizzata in blocchi di marmo bianco e rinvenuta alla fine del XIX secolo dove oggi si trova l'omonima piazza insieme ad altri materiali che documentano la vita commerciale e produttiva della città romana, con anfore, ceramiche comuni, matrici per lucerne e reperti provenienti da edifici pubblici e privati.

L'ultima sezione del museo è infine dedicata al periodo tardo-antico e medievale e conserva un'epigrafe funeraria paleocristiana, corredi longobardi e ceramiche medievali provenienti dal centro storico di Acqui Terme.

Il castello è anche dotato di un parco interno che ospita un giardino botanico e birdgarden.

Note

Bibliografia

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