Biografia Nacque l'11 luglio 1841 ad Ancona, nello Stato Pontificio, in una famiglia ebraica; suo padre Saul era fratello di Vito Almagià e alla morte di quest'ultimo nel 1843 si adoperò per sostenere la vedova, Fortunata Basman, e i suoi due figli, Alfonso e Angelica (quest'ultima madre di Vito Volterra), che strinsero un legame piuttosto stretto coi figli di Saul, tra cui Edoardo, legato particolarmente a sua cugina Angelica.

Considerato un ragazzo prodigio, dopo aver terminato gli studi primari in una scuola privata, si trasferì nel 1852 a Firenze, allora capitale del Granducato di Toscana. Proseguì gli studi sotto la guida di Cesare Scartabelli, professore di letteratura dell'Università di Firenze, e si iscrisse poi all'Università di Pisa, dove si laureò in matematica applicata nel 1861.

Iniziò a lavorare nel settore delle costruzioni ferroviarie e nel 1866, mentre era impegnato nella realizzazione della ferrovia Terontola-Foligno, si arruolò al comando di Giuseppe Garibaldi per partecipare all'invasione del Trentino. Già nel 1861 era stato dichiarato inabile al servizio militare a causa di una forte miopia e per questo non volle accettare il grado di ufficiale che gli era stato offerto. Partecipò alle battaglie di Storo, Casale di Davena e Bezzecca oltre che alla conquista del forte d'Ampola.

Dopo il congedo tornò a dedicarsi all'attività lavorativa, passando alla realizzazione della ferrovia Adriatica. In questo contesto incontrò un giovane Ferdinando Cesaroni che, anche grazie all'ammirazione che provava nei confronti di Almagià, gli propose di associarsi per fondare una ditta di costruzioni. La ditta fu fondata ufficialmente nel 1868 e si occupò di numerose opere civili sia in Italia che all'estero, in particolare in Libia (dove realizzò il Porto di Tripoli), Romania, Turchia, Ungheria ed Egitto.

Ebbe almeno tre figli: Virginia (1875-1968), che sposò poi nel 1900 Vito Volterra, Amelia (1877-1960), pittrice e allieva di Antonio Mancini nonché madre a sua volta del pittore Emilio Ambron, e Carlo (1909-1980).

Nel 1903 si interessò alla questione dell'Ara Pacis Augustae di Roma, che gli archeologi del tempo avevano individuato sotto Palazzo Peretti-Ottoboni-Fiano-Almagià; il palazzo, sorto nel XIII secolo, era stato di proprietà di numerose famiglie, venendo acquistato da Almagià nel 1898, e già nel XVI secolo iniziarono ad affiorare dei reperti, che furono attribuiti all'Ara Pacis solo nel 1879. L'ingegnere decise di favorire gli scavi, rinunciando a qualsiasi diritto sugli eventuali ritrovamenti e offrendo un contributo finanziario affinché i lavori di recupero potessero essere effettuati da archeologi italiani.

Nel 1906, su invito del Sindaco di Venezia Filippo Grimani, fondò e presiedette la Società Italiana della Ferrovia della Valsugana (SIFV), così da raccogliere la concessione per la costruzione e l'esercito della ferrovia Venezia-Bassano-Primolano. La linea fu realizzata con efficienza e rapidità, tanto che le Ferrovie dello Stato la riscattarono poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale.

Gli fu conferita una medaglia d'oro dal Ministero della pubblica istruzione e fu socio benemerito dell'Accademia nazionale di San Luca. Un suo ritratto, realizzato dal pittore Antonio Mancini, è conservato presso la Raccolta Lercaro di Bologna.

Morì il 3 ottobre 1921 ad Ancona.

Nel 1927, tramite Regio decreto 2 giugno 1927, n. 1508, fu eretta a ente morale la Fondazione Edoardo Almagià fu Saul ad Ancona, sotto l'amministrazione della locale congregazione di carità. Tale fondazione è stata poi unificata con la Fondazione Roberto Almagià nel 1967 tramite Decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1967, n. 827.

Note

Categoria:Studenti dell'Università di Pisa