Come operista ottenne un buon successo: era dotato di uno stile melodico fluido e gradevole, di sicura dottrina musicale ed elegante nell'uso dell'orchestra.

Biografia Nato in ambiente borghese, fu assai precoce nell'apprendimento della musica, invogliato e aiutato in questo dalla madre. In seguito completò e affinò le sue conoscenze musicali studiando, quasi certamente nella vicina Venezia, sotto l'esperta guida di Antonio Buzzolla; nelle sue prime composizioni è infatti avvertibile l'influsso dello stile melodico tipico di quel maestro. La sua prima composizione fu un "Inno a Pio IX"; in seguito musicò alcuni canti su testi tratti dalla commedia dantesca. Aveva diciotto anni quando decise di percorrere la carriera di compositore operistico. Esordí al Teatro Sociale di Mantova con il suo dramma musicale "Valenzia Candiani" liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Rovani. Opera che però fu subito ritirata per "deficiente esecuzione", alla prova generale. Il 26 novembre 1857 portò sulle scene del Teatro della Cannobiana oggi Teatro Lirico di Milano un suo lavoro decisamente più ambizioso, Adriana Lecouvreur, dramma lirico in quattro atti, su libretto di Leone Fortis da Eugène Scribe, che fu rappresentato con esito mediocre. Dirigeva l'orchestra Eugenio Cavallini (1° violino); gli interpreti furono: il soprano Fanny Gordosa (Adriana Lecouvreur), il mezzosoprano Luigia Abbadia (Duchessa di Bouillon), il tenore Giovanni De Vecchi (Principe di Sassonia), il baritono Giorgio Atry (Michonnet). Migliore accoglienza toccò alla sua terza opera, il "Guglielmo Shakespeare", melodramma in cinque atti, su libretto di Francesco Maria Piave, il librettista di Verdi, che venne messo in scena il 14 febbraio 1861 al Teatro Regio di Parma. Il Direttore dell'orchestra era Giulio Cesare Ferrarini. Cantavano: i soprani Eufrosina Poinsot (Olivia), Rosina Raineri (Alice), tenori Pietro Bignardi (Roberto Essex), Ercole Braglia (Tom Hathaway) e Gaetano Benfatti (Fenton), baritono Lodovico Butti (Shakespeare), bassi Giacomo Vercellini (Lord Englamoure) e Giuseppe Romanelli (Lord Bright), basso profondo Marco Ghini (Winchester). Nel 1864 Benvenuti aveva completato un suo nuovo lavoro che inizialmente si doveva rappresentare al Teatro alla Scala di Milano, ma che poi l'amministrazione di quel teatro preferí scartare a favore de "Le Aquile romane" del francese H.A. Chèlard; che fu rappresentata il 10 marzo 1864 e risultò un disastro. Il Benvenuti, da parte sua, «...amareggiato. da tali vicissitudini voleva abbandonare la musica, poi ritornò sulla sua decisione...Incontro felice di pubblico e di critica ottennero le opere successive...» Il nuovo melodramma del Benvenuti, "La stella di Toledo", opera seria in tre atti su libretto di Antonio Ghislanzoni, fu messa in scena il 23 Aprile 1864 al "Teatro della Cannobiana" di Milano, dove incontrò un cordiale e incoraggiante successo; dirigeva Eugenio Cavallini (1° violino) con i soprani Elvira Demi (Donna Flores) e Eleonora Parodi (Hermosa), tenori Carlo Bullerini (Don Giovannj) e Giacomo Redaelli (Gomez), bassi Luigi Rossi-De Ruggiero (Filippo II), Ernesto Daneri (Carlo V). Il 16 febbraio 1878, al Teatro Rossini di Venezia prima rappresentazione de "Il falconiere" dramma lirico in tre atti su libretto di Leopoldo Marenco, direttore d'orchestra Achille Abbati con Amelia Conti-Foroni, soprano, (Adelasia-Agnese), mezzosoprano Cesira Montagna (Caterina) tenori Vittore Deliliers (Aleramo-Fulberto), basso Luigi Bergami (Rutli-Ildovaldo). Il 20 febbraio 1890 al Teatro la Fenice di Venezia Benvenuti presentò "Beatrice di Svezia" opera-ballo su libretto di anonimo. Dirigeva il maestro Emilio Usiglio, maestro sostituto Carlo Carignani, coreografia di Carlo Conti, 1° violino Pier Adolfo Tirindelli, soprani Ersilia Ancarani (Beatrice) e Maria Tarsi (Kerkilde), mezzosoprano Vittoria Falconis e Amalia Belloni (Maria), tenori Umberto Salvi (Otto di Wittelsbach) e Iginio Corsi (un contadino), baritono Arturo Pessina (Filippo II), bassi Vittorio Pozzi Camolla (Eckard), Pietro Gaetano Biancardi (Burcardo). Il 30 gennaio 1895, al "Teatro Pagliano" di Firenze, oggi Teatro Verdi, Benvenuti presentò la commedia musicale in due parti "Le baruffe chiozzotte" su libretto in prosa di Enrico Golisciani dall'omonima commedia di Carlo.Goldoni, lavoro che si avvalse di una buona esecuzione e piacque molto al pubblico. L'ultima sua opera "Tre milioni", con libretto di Francesco Maria Piave, non venne rappresentata. Con questo. si concluse l'attività teatrale del Benvenuti che morí a Roma il 26 febbraio 1906.

Analisi critica «...se per novità di forma o per originalità di pensiero il Benvenuti non si distinse nel quadro dei minori ottocenteschi, fu, tuttavia, musicista di notevole valore. La grazia naturale, scorrevole della sua melodia, l'eleganza generale delle sue composizioni e l'accuratezza strumentale nelle opere, rifuggente da risoluzioni troppo facili o di facile "effetto teatrale", palesano il compositore coscienzioso e di sicura dottrina, soprattutto non imitatore di alcuno...» Note

Bibliografia

Voci correlate Antonio Ghislanzoni Enrico Golisciani

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