Il governo Janša IV è il 16º e attuale governo della Slovenia, in carica dal 4 giugno 2026.

Si tratta di un governo di coalizione di minoranza, nato in seguito alle elezioni parlamentari dello stesso anno, e composto da Partito Democratico Sloveno (SDS), Nuova Slovenia - Partito Popolare Cristiano-Partito Popolare Sloveno-Focus di Marko Lotrič (N.Si-SLS-FOKUS) e Democratici (D), supportato in appoggio esterno da Resni.ca (Resni) e dalle minoranze nazionali italiana ed ungherese (IMNS-MIN).

Storia Formazione In seguito alle elezioni parlamentari dello stesso anno, che hanno lasciato una Camera di Stato abbastanza frammentata, per il paese è iniziato un complesso periodo post-elettorale, caratterizzato da lunghe negoziazioni e ampie difficoltà in tutto il processo di formazione.

Constatato l'esito del voto, dunque, i principali partiti politici hanno presto iniziato a dialogare fra loro, facendo tuttavia emergere, vista l'aritmetica parlamentare, l'ambiguità dei Democratici (D) ed i veti di Resni.ca (Resni) — entrambi aghi della bilancia, solo uno stretto ventaglio di percorsi per una nuova coalizione politica, che la Presidente della Repubblica, Nataša Pirc Musar, dovendo affidare l'incarico per la formazione di un nuovo esecutivo, ha presto appreso a seguito delle consultazioni.

Tenuto conto di ciò, dopo alcune settimane di forte incertezza, la Presidente ha dunque deciso di astenersi momentaneamente dall'annunciare un formateur, rispettando così inizialmente (in attesa di potenziali sviluppi) la posizione di mediatore informale del Presidente del Governo uscente Robert Golob, in quanto vincitore della maggioranza relativa dei seggi. Questi dunque, conscio di ciò, aveva già rapidamente tentato, nel mentre, di orientare il suo sguardo verso una Grande coalizione, inedita per il paese, tra il suo blocco politico di centro-sinistra ed i Democratici (D) di centro-destra, come avevano già preannunciato alcune indiscrezioni.

Accettato dunque l'invito al negoziato, i partiti politici hanno presto tenuto una serie di colloqui e discussioni per negoziare un programma politico condiviso, sebbene la rapida divergenza di opinioni abbia presto portato, nonostante la successiva redazione di una proposta di accordo a Movimento Libertà (GS) (derivante dall'ottimismo di Robert Golob di raggiungere dei compromessi soddisfacenti), ad un immediato disaccordo, nonché al contemporaneo rafforzarsi di una tendenza politica maggiormente orientata verso un governo di centro-destra, complice il patto di collaborazione informale nato nel mentre tra Nuova Slovenia (N.Si), Democratici (D) e Resni.ca (Resni).

Tutto ciò, dunque, ha rapidamente determinato un'inevitabile battuta di arresto dei colloqui che, aggravatisi ancor più a seguito dell'elezione alla Presidenza dell'Assemblea nazionale, in data 10 aprile, del Leader di partito di Resni.ca (Resni), Zoran Stefanović — grazie anche ai voti del Partito Democratico Sloveno (SDS), nonché all'abbandono dei negoziati da parte dei Democratici (D) —, ha così definitivamente determinato la rinuncia del Presidente del Governo uscente all'aspirazione di formare un nuovo governo, resa nota il successivo 20 aprile.

A causa di questo terremoto politico quindi, la Presidente della Repubblica, Nataša Pirc Musar, dovendo ancora affidare l'incarico per la formazione di un nuovo esecutivo, ha presto tenuto ulteriori consultazioni, da cui, pur iniziando ad emergere la figura del Partito Democratico Sloveno (SDS) e segnatamente il suo leader di partito, Janez Janša, come potenziale risolutrice (anche grazie alla cauta apertura di Resni.ca al negoziato — ma non alla figura di Janša), non hanno comunque dato alla Presidente sufficienti garanzie in merito al successo del mandato, portando così all'indizione di nuove consultazioni, pur con l'informale indicazione di Janez Janša alla guida dei negoziati con i partiti politici, cosa implicitamente confermata altresì pochi giorni dopo quando, scaduto il termine costituzionale per la proposizione esclusiva di un candidato da parte della Presidenza della Repubblica, la palla è stata rimessa direttamente alla Camera di Stato per una discussione tra i deputati, che ne hanno preso atto il successivo 5 maggio.

Nel mentre Janez Janša (già conscio a sua volta di ciò), al fine di sondare il terreno per una potenziale elezione a Presidente del Governo, aveva già deciso di presentare (in linea con il programma politico del suo partito politico) un disegno di legge di revisione del numero di ministeri, continuando nel mentre le negoziazioni in tal senso al fine di raggiungere una maggioranza solida a supporto sulla base di questo prerequisito. Alla fine, venendo il testo accolto favorevolmente anche da Nuova Slovenia (N.Si), Democratici (D) e Resni.ca (Resni), esso è stato infine approvato in data 29 aprile, portando così all'apertura ufficiale di veri e propri negoziati, legittimati da tali orientamenti parlamentari condivisi.

Riunitisi dunque, in data 4 maggio, i partiti politici di centro-destra (Partito Democratico Sloveno — SDS, Nuova Slovenia — N.Si, Democratici — D e Resni.ca — Resni), i maggiori sforzi negoziali si sono avuti, come già da tempo speculato, nei confronti di quest'ultimo, vista la sua posizione negoziale cruciale ma complessa, ed il fatto che, complice l'invio anticipato da parte di Janša (in ottica acceleratoria, pur cauta) di un'apprezzata bozza di governo alle altre formazioni politiche e la loro precedente esperienza di governo con quest'ultimo, quest'ultime fossero già sostanzialmente d'accordo a formare il nuovo governo.

Alla fine dunque, dopo altre intense giornate di negoziazione, le prime adesioni ufficiali sono giunte dai Democratici (D) e Nuova Slovenia (N.Si) in data 16 maggio, seguite più tardi lo stesso giorno anche da quelle di Resni.ca (Resni) che, persuaso dalla possibilità di appoggiare esternamente il governo senza farne parte, ha infine deciso di appoggiare l'esecutivo, permettendo così, in data 19 maggio, il deposito delle firme necessarie per candidare Janez Janša alla carica di capo del governo, nonché, due giorni dopo, la firma dell'accordo di coalizione.

In virtù di ciò, in data 22 maggio, Janez Janša ha ufficialmente ricevuto la fiducia parlamentare dalla Camera di Stato, la quale gli ha così contestualmente conferito, ai sensi della Costituzione, un ufficiale mandato di formare un esecutivo. Questi dunque, al fine di adempierlo compiutamente, ha inoltrato in data 29 maggio (e non senza alcuni rischi di stallo tra i membri della neonata coalizione) una lista dei candidati-ministri presso le commissioni parlamentari competenti della Camera di Stato che, avendoli esaminati progressivamente tutti quattro giorni dopo, hanno infine confermato, il successivo 2 giugno, il nuovo assetto dell'esecutivo da sottoporre alla seduta plenaria.

Tenutasi infine quest'ultima in data 4 giugno, essa ha visto la Camera di Stato conferire agilmente l'ultima e decisiva mozione di fiducia al governo, permettendogli così di assumere compiutamente la pienezza dei poteri esecutivi lo stesso giorno.

Compagine di governo Appartenenza politica Partito Presidente Ministri Totale Partito Democratico Sloveno (SDS) 1 7 8 Nuova Slovenia (N.Si) - 5 5 Democratici (D) - 3 3Totale 1 15 16

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera di Stato Governo SDS (28), N.Si-SLS-FOKUS (9), D (6) Appoggio esterno Resni (5), IMNS-MIN (2) Opposizione GS (29), SD (6), LEVICA (5)

Composizione

Presidenza del Governo Carica Titolare Partito Presidente del Governo Janez Janša SDSMinistri senza portafoglio Sloveni all'estero Suzana Lep Šimenko SDS Ministeri Ministri Partito Infrastrutture ed energia Jernej Vrtovec N.Si Economia, turismo e sport Anže Logar D Affari esteri ed europei Tone Kajzer SDS Interno Franci Matoz SDS Difesa Valentin Hajdinjak N.Si Finanze Andrej Šircelj SDS Giustizia Mihael Zupančič D Salute Tadej Ostrc D Demografia, lavoro e affari sociali Mateja Ribič N.Si Istruzione Borut Rončević SDS Cultura Ignacija Fridl Jarc SDS Agricoltura, foreste e alimentazione Janez Cigler Kralj N.Si Risorse naturali e pianificazione territoriale Polona Rifelj SDS Autogoverno locale, coesione e regioni Monika Kirbiš Rojs N.Si

Note Esplicative

Bibliografiche

Janša IV