Biografia Nato a Trieste in una famiglia di radicate tradizioni antifasciste (il padre Raimondo Miniussi, operaio, subì persecuzioni e discriminazioni sul lavoro da parte del regime per il suo rifiuto di iscriversi al Partito Nazionale Fascista), Aldo crebbe nel clima di forte tensione politica della Trieste degli anni Trenta e Quaranta.

Da giovanissimo trovò impiego come operaio specializzato presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico (CRDA) di Monfalcone, dove peraltro esiste già fin dal 1909 un ambiente lavorativo caratterizzato da una forte coscienza di classe, grazie alla nutrita presenza antifascista tra gli operai composta soprattutto da militanti socialisti ed anarchici.

Centinaia di operai dei CRDA, in larghissima parte giovani e poco più che ventenni, presero parte attiva alla lotta di Liberazione arruolandosi nei G.A.P. (Gruppi di Azione Patriottica ) e nelle brigate partigiane, subendo tuttavia una durissima repressione.

L'armistizio di Badoglio è dell'8 settembre 1943, e nello stesso giorno gli alleati sono già sbarcati a Salerno: in quasi tutte le fabbriche d'Italia vi sono scioperi e comizi.

Ed è proprio nella notte tra il 9 e 10 settembre che le maestranze del cantiere scendono in piazza in tuta blu da lavoro (il "terlis"), e nasce la famosa "Brigata Proletaria": una formazione di circa 800 operai che rappresentò la più grande unità partigiana costituitasi in Italia nelle prime fasi della Resistenza.

La Battaglia di Gorizia Quando gli operai raggiungono Gorizia sono oltre 2000, occupano l'aeroporto di Merna e la stazione di Gorizia, unendosi al IX Corpus sloveno e ai gruppi partigiani italiani. Qui gli scontri andranno avanti fino al 28 di settembre, ma la preponderanza delle truppe di occupazione tedesche - che dispongono di panzern e copertura aerea - è troppa, i partigiani caduti si contano a centinaia, ed alla fine i combattenti della Brigata Proletaria - male armati e senza nessuna esperienza di guerra in quanto sono in maggioranza operai -, non potranno far altro che ripiegare o fuggire.

L'impegno nella Resistenza In seguito alla dura repressione che ne seguirà e alla conseguente istituzione della Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) da parte degli occupanti tedeschi, Miniussi scelse attivamente la via della clandestinità per sottrarsi alla leva forzata e per combattere il regime nazifascista.

Entrato nel movimento partigiano, operò inizialmente in collegamento con le formazioni emiliane nel settore di Modena, dove partecipò alle prime delicate fasi di organizzazione delle brigate di montagna. Successivamente, su disposizione dei comandi, rientrò nel proprio territorio d'origine nella Venezia Giulia, dove le condizioni della lotta partigiana erano rese drammatiche dalla compresenza delle forze d'occupazione naziste, dei collaborazionisti della Repubblica Sociale Italiana e dalle complesse dinamiche di frontiera.

Arruolatosi nei quadri della Divisione Garibaldi Natisone, assunse il nome di battaglia di "Riva". Con la sua unità prese parte a numerose azioni di sabotaggio e di guerriglia finalizzate a interrompere le linee di comunicazione tedesche e a contrastare i rastrellamenti nei pressi del capoluogo giuliano.

Arresto e morte Nell'inverno tra il 1944 e il 1945, l'alto comando tedesco intensificò le operazioni di controguerriglia nella provincia di Trieste, avvalendosi di spie e delatori. Durante uno di questi feroci rastrellamenti, Miniussi venne intercettato dalle forze nazifasciste.

Condotto in prigionia, venne sottoposto a duri interrogatori e torture affinché rivelasse i dettagli logistici della sua brigata, mantenendo tuttavia il silenzio. Il 23 febbraio 1945, a poche settimane dalla definitiva liberazione della città, Aldo Miniussi venne fucilato all'età di vent'anni.

Note

Bibliografia Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, Quaderni della Resistenza giuliana, Trieste. Galliano Fogar, Dall'antifascismo alla Resistenza nelle provincie di confine, Udine, 1966. Andrea Berrini, Noi siamo la classe operaia: i duemila di Monfalcone. Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2004. ISBN 88-8490-479-X

Voci correlate Divisione Garibaldi Natisone Zona d'operazioni del Litorale adriatico Resistenza italiana

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