Il castello Barbò è un castello risalente al XII secolo situato nel comune di Pumenengo, in provincia di Bergamo. Prende il nome dalla nobile famiglia milanese dei Barbò, che ne ebbe la proprietà dal XIV al XX secolo.
Storia Il castello fu inizialmente edificato nel XII secolo, al fine di difendere il piccolo borgo nel contesto dei continui conflitti col vicino Rudiano dovuti al controllo del passaggio sul fiume Oglio. Dotato di mura in terra battuta, nel corso del XIII secolo furono sostituite da fortificazioni in mattoni.
Nel 1366 il signore di Milano Bernabò Visconti concesse il territorio della Calciana, di cui faceva parte Pumenengo, alla moglie Regina della Scala, affinché vi costituisse un feudo personale, concedendole inoltre numerosi privilegi. A lei si deve, in particolare, la riedificazione del castello, che nel 1380, con la divisione delle terre tra varie famiglie locali, andò ai Barbò. Agli inizi del Quattrocento la struttura fu sottoposta a un duro assedio da parte del condottiero Cabrino Fondulo, durato quattro mesi, al termine dei quali il feudo fu annesso a Cremona.
Attorno al 1425 il maniero tornò nelle mani dei Barbò, che risiedettero nelle ali meridionale e orientale, decorandone gli ambienti. Nel Settecento l'ala ovest fu adibita a granaio e scuderia, mentre nell'Ottocento fu ricostruita l'ala nord e una struttura esterna, posta nei pressi dell'ingresso e ormai diroccata.
Il legame tra la famiglia e il castello durò ininterrottamente fino agli anni Ottanta del Novecento, quando la struttura fu ceduta al comune di Pumenengo, che agli inizi del XXI secolo ne curò il restauro, adibendo successivamente l'edificio a sede del comune e della biblioteca. Descrizione
Il castello, posto su un terrapieno lambito, sul lato est, dal Naviglio Grande Pallavicino, presenta una pianta trapezoidale, dotata di tre torri: il mastio, sul lato nord-ovest, anticamente utilizzato come prigione e a cui si accede tramite una scala esterna, una torre sul lato est, di cui non rimane che qualche traccia, e la torre che permette l'accesso all'edificio posta sul lato occidentale. Essa è separata dalla piazza antistante il castello dai resti del fossato, che percorrono i lati ovest e sud, e presentava un ponte levatoio, sostituito poi da una struttura fissa. Tramite la torre occidentale si accede ad un rivellino, oltre il quale si apre il cortile interno, sul quale si trovava, lungo il lato meridionale, un porticato, del quale sono rimaste tracce lungo le pareti. Negli ambienti posti al pianterreno, oggi sede della biblioteca comunale, si trovano stanze voltate a ombrello, risalenti al Seicento, sotto le quali si trova il "Cantinone", un ampio ambiente voltato a botte, al fianco del quale si trova l'antica cappella dell'edificio, decorata da affreschi databili tra il XV e il XVI secolo.
Al piano superiore, dove oggi si trovano gli uffici del comune, vi sono vari ambienti affrescati nel corso del XIX secolo con vedute. Tra di esse, spicca la Sala d'onore dei Barbò, oggi adibita ad aula del consiglio comunale. Note
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