La chiesa del Santissimo Salvatore è la parrocchiale di Belmonte Piceno, in provincia e arcidiocesi di Fermo; fa parte della vicaria di Amandola.
Storia Probabilmente a Belmonte esisteva una cappelletta dedicata al Santissimo Salvatore già nel X secolo, quando in paese si stabilì una comunità di monaci farfensi; tuttavia, la prima citazione di un luogo di culto con tale dedica risale al 1180.
La chiesa si ritrova poi nuovamente citata nei registri relativi al pagamento delle decime compilati nell'ultimo decennio del Duecento.
Il giuspatronato della chiesa passò nel Trecento ai signori di Monte Passillo, che nel secolo successivo lo trasferirono al capitolo dei canonici della cattedrale di Santa Maria Assunta di Fermo.
Nel 1770-71 l'arcivescovo di Fermo cardinale Urbano Paracciani si fece promotore della ricostruzione della parrocchiale belmontese e l'architetto Domenico Fontana venne incaricato di redigere il progetto; i lavori, seguiti da Pietro Augustoni, furono ultimati nel 1776.
L'evento sismico dell'ottobre del 1943 provocò all'edificio alcuni danni, i quali vennero sanati per interessamento del parroco don Ruffino Brunelli.
Nel 1976 si procedette alla posa del nuovo pavimento in marmo di Trani, realizzato per volere di don Giuseppe Biondi.
Descrizione
Esterno La facciata in mattoni della chiesa, che volge a mezzogiorno, presenta centralmente il portale d'ingresso, sormontato dal timpanetto semicircolare, e sopra una finestra rettangolare ed è scandita da quattro lesene tuscaniche sorreggenti la trabeazione e il frontone.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora ed è coronato dalla cupola a bulbo poggiante sul tamburo.
Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano le cappellette laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di un gradino e chiuso dall'abside semicircolare, coperta dal catino.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali il Crocifisso ligneo, intagliato nel Cinquecento, la pala avente come soggetto il Santissimo Salvatore con la Madonna e i santi Nicola, eseguita nel 1777 da Filippo Ricci, autore pure dei due dipinti ritraenti i Santi Sebastiano, Rocco, Antonio Abate e Francesco d'Assisi adoranti la Vergine Lauretana e Gesù e Caterina martire, Pietro Apostolo, Giovanni Battista con la Croce della redenzione, la Via Crucis, risalente al XVII secolo, l'organo, costruito dalla ditta ascolana Paci nel 1881, e i dipinti dell'abside e della volta, eseguiti da Giuseppe Toscani e raffiguranti rispettivamente Gesù Eucaristia e gli Angeli adoranti e lAgnello Pasquale , i Quattro Evangelisti e le Litanie del Cuore divino'.
Note
Voci correlate Belmonte Piceno Regione ecclesiastica Marche Arcidiocesi di Fermo
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