La tomba di Sarenput I, identificata anche come QH36, è una tomba rupestre egizia situata nella necropoli di Qubbet el-Hawa, sulla riva occidentale del Nilo, presso Assuan, in Egitto. Il complesso apparteneva a Sarenput I, governatore di Elefantina e titolare del primo nomo dell'Alto Egitto durante il regno del faraone Sesostri I. La tomba è considerata tra i monumenti più importanti della necropoli per dimensioni, rilievi, pitture e iscrizioni.

Titolare

La tomba era destinata a Sarenput I, funzionario provinciale della XII dinastia egizia e governatore del primo nomo dell'Alto Egitto durante il regno di Sesostri I. Sarenput I portò titoli collegati all'amministrazione locale e alla frontiera meridionale, fra cui quelli di nomarca, sindaco di Elefantina, sorvegliante dei sacerdoti di Satet, sorvegliante delle terre straniere e responsabile di funzioni connesse alla Nubia. Tra le funzioni più importanti dei governatori di questo nomo vi erano il controllo delle rotte commerciali della frontiera nubiana e la supervisione dello sfruttamento delle cave reali di granito della regione.

Le iscrizioni biografiche della tomba ricordano il ruolo di Sarenput I nel quadro della politica nubiana di Sesostri I e il favore reale ricevuto dal titolare. Nella versione interna dell'iscrizione compare il cartiglio di Sesostri I nella frase in cui il titolare afferma di aver costruito la propria tomba per favore regale, mentre il cartiglio è assente nella versione incisa in facciata.

Storia

Costruzione e uso originario La costruzione del complesso funerario è collocata nel Medio Regno, durante la XII dinastia, periodo di attività di Sarenput I sotto Sesostri I. I materiali ceramici studiati nel pozzo 9 sono datati al Medio Regno e in maggioranza alla XII dinastia, cronologia che coincide con il momento di costruzione del complesso funerario. Lo stesso pozzo non ha restituito materiali posteriori al Medio Regno, diversamente da quanto avviene in altri pozzi della necropoli di Qubbet el-Hawa.

La tomba si trova nella parte settentrionale della necropoli, su una terrazza superiore della collina e non lontano dalla tomba di Heqaib, governatore della VI dinastia divinizzato dopo la morte. La posizione della tomba e la ricchezza della sua decorazione riflettono il rango del titolare all'interno dell'élite di Elefantina. Le iscrizioni della tomba menzionano artigiani provenienti dalla Residenza reale impiegati nella costruzione del complesso; questa indicazione è stata collegata alla progettazione architettonica della tomba, ai materiali utilizzati e ai dati archeologici emersi durante gli scavi del 2022.

Dopo l'uso originario nel Medio Regno, la tomba conobbe fasi di rioccupazione, riuso e saccheggio nel Nuovo Regno e nel Periodo tardo; allo stato attuale non sono noti i proprietari delle sepolture secondarie.

Scavi e documentazione

Le prime indagini archeologiche nella collina di Qubbet el-Hawa sono legate a Francis Grenfell, che nel 1885 avviò la prima campagna archeologica nella necropoli. In tale fase furono documentate tombe della VI e della XII dinastia egizia, numerate da QH25 a QH36, fra cui la tomba di Sarenput I. Tra il 1886 e il 1887 la tomba fu liberata da Grenfell, dopo di che le sue iscrizioni furono oggetto di numerose pubblicazioni e discussioni.

Nel XX secolo Hans Wolfgang Müller studiò diversi complessi funerari del Medio Regno a Qubbet el-Hawa, fra cui QH30, QH31, QH32 e QH36. Per QH36 descrisse la porta di accesso, il patio esterno, il portico della facciata e le nicchie poste alle estremità dello spazio, proponendo anche una ricostruzione ipotetica del muro e della porta d'ingresso.

Nel 1914 la Missione archeologica italiana diretta da Ernesto Schiaparelli documentò la tomba mediante una serie di fotografie conservate nell'Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. La serie comprende immagini dell'ingresso ancora parzialmente coperto dalla sabbia, del cortile, della facciata, dell'accesso alle camere scavate nella roccia, della camera a pilastri e di una parete iscritta. Alla medesima scheda dell'Archivio fotografico è associata anche una fotografia di dettaglio di una parete interna, datata al 1903-1913 e proveniente dal Museo di antropologia dell'Università di Torino.

Dal 2012 il Progetto Qubbet el-Hawa dell'Università di Jaén ha ripreso lo studio della tomba QH36. Le ricerche moderne hanno documentato l'esistenza di nove pozzi funerari nel complesso, mentre Jacques de Morgan ne aveva registrati due e Müller sette. Al momento della pubblicazione dello studio del 2023, soltanto i pozzi 7 e 9 erano stati scavati integralmente; le conclusioni sul complesso restavano quindi provvisorie fino al completamento delle indagini.

Descrizione

La tomba QH36 è un grande complesso funerario rupestre scavato nella collina di Qubbet el-Hawa. Il complesso comprende tre ambienti collegati da passaggi; i primi due ambienti presentano colonnati, mentre quello più interno possedeva una nicchia destinata a ospitare una statua del titolare.

Dal punto di vista funzionale, il complesso era articolato in una parte pubblica, comprendente muro esterno, porta monumentale, cortile, facciata porticata e cappella funeraria, e in una parte privata, formata da pozzi e camere sotterranee destinati alle sepolture. La parte pubblica comprendeva una sala a pilastri e una camera di culto collegate da un corridoio voltato.

Esterno La tomba è decorata all'esterno con rilievi incavati e all'interno con pitture.

I rilievi esterni raffigurano Sarenput I con alcuni familiari e con i suoi cani. È stato rilevato un contrasto qualitativo tra i rilievi degli stipiti esterni, più raffinati e forse eseguiti da uno scultore regio, e quelli della facciata, più rozzi e probabilmente riconducibili a una produzione locale. La partecipazione di artigiani legati alla Residenza reale è stata argomentata anche sulla base della tipologia architettonica della tomba, dei rilievi, delle pitture e dei materiali impiegati nella costruzione.

Interno

La tomba è una delle più ricche e meglio conservate della necropoli, con scene incise in facciata e pitture all'interno. Tra le pitture interne conservate figura una scena in cui il titolare compare con il dio Khnum, iconografia considerata significativa perché rara in una tomba privata di questo periodo.

Le fotografie dell'Archivio fotografico del Museo Egizio documentano una camera a pilastri, nella quale è visibile una tavola d'offerte, e la parte settentrionale della parete est della stessa camera, iscritta.

La tomba conserva una lunga iscrizione biografica in due versioni: la prima è incisa sulla facciata, mentre la seconda è dipinta nella prima camera. Le due versioni sono indicate come iscrizione A, per il testo in facciata, e iscrizione B, per il testo interno. Le due versioni trasmettono lo stesso testo biografico, ma non sono identiche nella grafia e nella distribuzione dei segni. La versione interna sviluppa in modo più ampio la scrittura dei termini, mentre la versione in facciata tende a sintetizzarla.

Note

Bibliografia

Voci correlate Assuan Elefantina Medio Regno (Egitto) Nomarca Qubbet el-Hawa Tomba di Sarenput II Tomba rupestre egizia XII dinastia egizia

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Categoria:Tombe egizie Categoria:Siti archeologici del Governatorato di Assuan