La chiesa di Sant’Antonio abate (XIII secolo) si trova a Solcio, frazione del comune di Lesa, in via S.Antonio 33.

Storia L’oratorio, in diversi documenti precedenti l’edificazione dell’ottocentesca chiesa parrocchiale di San Rocco, risulta essere intitolato ai santi Rocco e Antonio Abate.

Non ne è noto l’anno di costruzione, ma la citazione in una carta dell’abbazia di Arona del 1135 di una chiesa a Solcio in località Calcariola tra il lago e la strada, fa presumere che in quell’anno l’oratorio fosse già esistente.

Eretto nella posizione più elevata del piccolo borgo, è un edificio romanico che oggi ha un immagine conseguente ai rimaneggiamenti del XX secoloI rimaneggiamenti sono soprattutto riferiti al tetto, ai pavimenti con cementine e cotto, agli intonaci, internamente affrescati con motivi ornamentali, alle vetrate dei primi del ‘900 e al rivestimento della cantoria. La struttura è sostanzialmente conservata almeno dal XVII secolo ad oggi. Nel 1990 il parroco ricordava che esternamente (probabilmente riferendosi all’abside) la chiesa nell’ anteguerra aveva ancora gli archetti pensili romanici che furono successivamente rimossi. .

Il sagrato nel 1992 è stato rivestito da un ciottolato e l’accesso chiuso al traffico veicolare da una catena navale. Il piazzale si affaccia sul sottostante golfo di Solcio e su San Quirico e il golfo della Quassa nell’opposta sponda lombarda.

La chiesa è aperta sabato e domenica e la Messa viene celebrata unicamente la domenica corrispondente o successiva al 17/01 in occasione della ricorrenza della festività del Santo.

Architettura e opere La chiesa ha una facciata con tetto a capanna, il portale ad arco è fiancheggiato da due finestrelle rettangolari e sormontato da una terza analoga finestra quadrata (tonda fino al XVll secolo). L’abside è romanica con pianta a semicerchio. Sul lato destro della chiesa, dopo il 1762, è stata creata una porta per accedere alla cantoria da via Sant’AntonioAlmeno fino a quell’anno sappiamo che alla cantoria si accedeva interamente tramite una scala amovibile..

L'interno si presenta a navata unica con due volte a crociera, che riceve luce oltre che dalle tre finestre della facciata, da due finestre policrome sulla parete sinistra e una a destra. Il presbiterio sulla sinistra ospita una colonna in muratura che sostiene il campanile esterno ed è separato dall’abside da un tramezzo.

L’altare è sovrastato da una pregevole ancona lignea bicroma d’oro e bolo rosso, di epoca baroccaPer tradizione è attribuita ad intagliatori valsesiani. In realtà non si è a conoscenza di documenti o elementi che ne possano dare una paternità. È anche ipotizzabile che provenga da qualche bottega di intagliatori aronesi molto attivi sul territorio in quel periodo.. L’intaglio offre motivi ornamentali con foglie di acanto, teste di angeli e al centro del frontone a cuspide aperta spunta da una nuvola con tre cherubini il mezzo busto di Dio pantocratore che regge il globo crucigero. Al di sotto la grande tela dello stesso periodo rappresenta al centro, seduta su un piano elevato sovrastante due angeli tra le nubi, la Beata Vergine col Bambino. Ai lati si trovano in primo piano a sinistra San Rocco (con il cane) e a destra Sant’Antonio abate (con il maialino) ai quali era intitolata la chiesa. In secondo piano a sinistra sono San Giuseppe (con il bastone fiorito) e Sant’Ignazio di Loyola (con il cristogtamma IHS), a destra San Francesco d’Assisi e San Carlo Borromeo.

Ai lati della pala d’altare, appoggiati sul tramezzo che divide il presbiterio dall’abside, su due mensole dorate decorate a stucco ad imitazione dell’ancona sono due statue barocche in legno policromo: la Madonna a sinistra e San Giovanni apostolo a destra, che rivolgono lo sguardo in alto verso una Crocifissione che è mancante in questa chiesa. Si tratta probabilmente di un aggiunta di reimpiego eseguita nei secoli successiviQueste due statue seicentesche non sono menzionate nell’inventario del 1762 dal cappellano Pietro Filippetti. Si tratta di due statue barocche di legno alte circa un metro che sono scavate sul retro fino al cuore del tronco. Questa operazione veniva fatta dopo il taglio e lo sgrossamento per evitare che durante la stagionatura il legno “tirasse” formando crepe..

Il paliotto d’altare, di gusto settecentesco e decorato con un motivo floreale sul fondo bianco, presenta al centro un medaglione che racchiude la scena della cena di Emmaus. Per questi motivi iconografici il paliotto appartiene al tempo liturgico della Pasqua.

Sulla parte di sinistra è una tela di Santa Liberata con i due neonati e la sorella San Faustina da Como (protettrici delle puerpere e dei neonati), mentre su quella di destra si trovano una tela di Sant’Eurosia (con la corona da regina deposta a terra, mentre prega con le mani amputate viene decapitata da un saraceno con la scimitarra e un angelo in volo le porta la corona con la palma del martirio) e una tela con la Sacra Famiglia nella bottega di San Giuseppe (rara iconografia che allude all’umiltà e alla redenzione)Le tele già tutte presenti in questa chiesa nel 1762 sono menzionate dal cappellano Pietro Filippetti, probabilmente eseguite per mano dí artisti locali. La tela d’altare ha segni di vecchi restauri e ridipinture non ottimali in qualche volto, mentre le due tele di Sant’Eurosia e della Sacra famiglia nella bottega di San Giuseppe risultano sporche e con distacchi di colore, tuttavia vi si riconoscono affinità stilistiche comuni..

Sulla controfacciata e le altre pareti sono esposte stampe ottocentesche della Via Crucis in lingua francese, oltre a un Sacro cuore di Gesù e un Sacro cuore di Maria su iconografia di Batoni.

La statua processionale di Sant'Antonio abate, in legno dipinto, è collocata a sinistra nel presbiterio davanti alla colonna campanaria e viene portata in processione dai supisti e dal popolo per le vie di Solcio nel pomeriggio del giorno della ricorrenza.

Note

Voci correlate Chiesa di San Rocco (Solcio di Lesa)

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