Shabhaye roshan (, ) è un film del 2003 diretto da Farzad Motamen, liberamente tratto dall'omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij. La sceneggiatura di Saeed Aghighi è anche una rivisitazione del film del 1957 di Luchino Visconti.

L'adattamento sposta l'ambientazione dalla San Pietroburgo del racconto di Dostoevskij alla Teheran contemporanea, trasforma l'impiegato sognatore in un professore universitario e sviluppa il rapporto tra i due protagonisti in un modo che riflette le convenzioni socioculturali persiane.

Trama Un solitario professore universitario, deluso dalla società e filosoficamente rassegnato, trascorre le proprie giornate insegnando letteratura, leggendo libri e vagabondando per le strade di Teheran. Una notte nota una ragazza intenta a difendersi dalle molestie di un automobilista e interviene in suo aiuto. La ragazza si chiama Roya ed è venuta nella capitale mantenendo una promessa fatta al suo innamorato, Amir: un anno dopo il loro ultimo incontro, lei si sarebbe presentata per quattro notti consecutive nel luogo e nell'ora concordati, in attesa del suo ritorno.

Il professore offre a Roya ospitalità e compagnia e nel corso delle quattro notti tra i due si sviluppa un legame sempre più profondo, finché l'uomo, conquistato dalla dolcezza e dalla fragilità di Roya, giunge alla decisione di chiederle di sposarlo. Tuttavia, nella quarta e ultima notte, Amir si presenta all'appuntamento e Roya, travolta dalla gioia del ritorno dell'amato, si allontana con lui, lasciando il professore di nuovo solo.

Produzione Le riprese si sono svolte interamente a Teheran.

Distribuzione La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche iraniane il 26 novembre 2003. In Italia è inedito.

Accoglienza Inizialmente il film non fu accolto in maniera positiva, tuttavia, dopo il caloroso riscontro del pubblico, divenne un vero e proprio cult, guadagnandosi una buona reputazione anche tra i critici.

Secondo Tahmasb Solhjoo si tratta della migliore opera di Farzad Motamen. La rivista Film va cinema ("Film e cinema") osserva come Motamen racconti la storia d'amore dostoevskiana con un «tono gelido» e che proprio in questo sta l'audacia del film il quale risulta essere «una storia d'amore calma e dignitosa» Film va cinema, anno XII, n. 100, p. 31.

Il film incassò complessivamente toman al botteghino iraniano.

Riconoscimenti Festival internazionale del cinema di Fajr 2003 Candidatura al Simurg di Cristallo alla migliore attrice a Hanieh Tavassoli Candidatura al miglior film (Art and Experience) a Farzad Motamen

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film drammatici Categoria:Film sentimentali Categoria:Film basati su opere di Fëdor Dostoevskij Categoria:Film ambientati a Teheran