Gioiello d'artista (o oreficeria d'autore) è un'espressione usata per indicare oggetti di gioielleria e oreficeria ideati, progettati o realizzati da artisti visivi – scultori, pittori, architetti, designer – al di fuori della tradizione orafa convenzionale. Tali opere sono concepite come espressione autonoma del linguaggio artistico del loro autore, con caratteristiche di unicità, originalità e ricerca formale proprie dell'opera d'arte, pur mantenendo la funzione di ornamento indossabile.

Contesto internazionale Il fenomeno del gioiello d'artista si è sviluppato a livello globale nel corso del XX secolo. Tra le esperienze più rilevanti si annoverano quella dello scultore statunitense Alexander Calder, che ha realizzato oltre un migliaio di gioielli unici in filo metallico battuto, e le collaborazioni in Francia di Salvador Dalí, Georges Braque e Pablo Picasso con maestri orafi per la trasposizione delle loro poetiche visive in oggetti ornamentali.

Caratteristiche Il gioiello d'artista si distingue dall'alta gioielleria tradizionale per alcune peculiarità, quali priorità del contenuto estetico e concettuale rispetto al valore intrinseco dei materiali, coerenza con il percorso creativo dell'artista nelle discipline considerate "maggiori" (pittura, scultura, architettura) e uso di materiali sia preziosi (oro, platino, brillanti, pietre preziose) sia "poveri" o alternativi (metalli non preziosi, resine, pietre dure e semipreziose). Inoltre, la portabilità diventa condizione funzionale che, anziché limitare l'espressione artistica, può diventare essa stessa elemento generativo del progetto.

Il gioiello d'artista si situa al crocevia tra arte maggiore e arti applicate, superando la tradizionale distinzione tra i due ambiti. Per molti artisti il lavoro nella scala ridotta del gioiello ha costituito un laboratorio di verifica formale in dialogo con la scultura e la pittura.

Storia

Italia L'avvio sistematico del gioiello d'artista in Italia è generalmente ricondotto all'attività del gioielliere romano Mario Masenza. Titolare di una gioielleria in Via del Corso a Roma – frequentata come luogo d'incontro dagli artisti – Masenza fu il primo e più importante committente di gioielli progettati da artisti in Italia, a partire dal 1946. Collezionista di arte moderna e contemporanea, egli intratteneva rapporti personali con gli esponenti della Scuola Romana e con le nuove tendenze dell'arte italiana del dopoguerra.

Tra gli artisti coinvolti da Masenza figurano Afro, Mirko e Dino Basaldella, Nino Franchina, Giuseppe Capogrossi, Lorenzo Guerrini, Edgardo Mannucci, Pietro Consagra e Giuseppe Uncini. I gioielli prodotti erano pezzi unici, in materiali preziosi, destinati a una clientela dell'alta borghesia e dell'aristocrazia, compreso il collezionismo nordamericano e anglosassone. L'attività proseguì fino alla morte di Masenza nel 1985, e per alcuni anni successivi sotto la guida del figlio Cesare.

A partire dalla metà degli anni sessanta, i fratelli Danilo e Massimo Fumanti, mercanti di pietre preziose romani, avviarono una propria attività di promozione del gioiello d'artista, coinvolgendo artisti di una generazione più giovane come Mario Ceroli e Getulio Alviani. Rispetto a Masenza, i Fumanti si orientarono verso figure emergenti dell'arte contemporanea, mantenendo tuttavia l'impostazione del pezzo unico in materiali preziosi.

A Milano, a partire dal 1967, GianCarlo Montebello e Teresa Pomodoro fondarono la GEM (Gioielli Edizioni Montebello), uno studio-laboratorio di progettazione e costruzione di oreficeria a disposizione degli artisti. La GEM introdusse due innovazioni decisive: la produzione di gioielli come multipli – opere riproducibili in serie limitate e numerate, mantenendo l'alta qualità concettuale ed esecutiva ma accessibili a una clientela più ampia; l'impiego sistematico di materiali "poveri" accanto a quelli preziosi: metalli non preziosi, pietre dure e semipreziose, smalti e resine industriali.

Tra gli artisti coinvolti dalla GEM: Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Gastone Novelli e Rodolfo Aricò.

Tra gli architetti e designer italiani, Ettore Sottsass è il caso più rilevante di impegno continuativo e organico nella gioielleria d'autore, dai primi anni sessanta in poi. Il suo lavoro nel gioiello si inserisce coerentemente nella sua visione progettuale complessiva e si distingue per il carattere innovativo rispetto alla tradizione orafa.

A partire dagli anni ottanta, l'imprenditore Cleto Munari promosse una vasta committenza di gioielli, orologi e oggetti d'argento affidati ai maggiori architetti italiani e internazionali, tra cui Gae Aulenti, Carlo Scarpa, Mario Bellini, Achille Castiglioni, Alessandro Mendini, Michele De Lucchi, Hans Hollein, Richard Meier e Robert Venturi.

Dagli anni novanta in poi, nuove iniziative hanno coinvolto artisti della generazione più recente, come quella avviata nel 1998 dall'orafa romana Elena Levi Palazzolo e dal gallerista Franco Noero, che coinvolse inizialmente artisti come Stefano Arienti, Maurizio Cannavacciuolo e Massimo Kaufmann, e successivamente anche Luigi Ontani e Paola Pivi.

Artisti rappresentativi Tra i principali artisti italiani che si sono cimentati con la gioielleria d'autore:

Getulio Alviani Afro Basaldella Dino Basaldella Mirko Basaldella Mirella Bentivoglio Giuseppe Capogrossi Mario Ceroli Pietro Consagra Lucio Fontana Nino Franchina Lorenzo Guerrini Edgardo Mannucci Arturo Martini Umberto Mastroianni Arnaldo Pomodoro Giò Pomodoro Ettore Sottsass Giuseppe Uncini

Conservazione e istituzionalizzazione Dalla seconda metà del XX secolosi è registrata una crescente attenzione istituzionale verso il gioiello d'artista:

il Tesoro dei Granduchi (già Museo degli Argenti) di Palazzo Pitti a Firenze ha destinato sale permanenti al gioiello d'autore contemporaneo; ad Arezzo, le manifestazioni biennali Oro d'Autore (dal 1976) raccolgono un cospicuo patrimonio di opere d'autore; a Vicenza, presso la Basilica Palladiana, il Museo del Gioiello ospita periodiche rassegne; la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma conserva una collezione avviata da Palma Bucarelli.

Note

Bibliografia Alba Cappellieri, Gioielli del Novecento, Skira, Milano, 2010. ISBN 978-88-6130-591-5. Claudio Cerritelli, Luisa Somaini, Gioielli d'Artista in Italia 1945–1995, Electa, Milano, 1995. ISBN 978-88-435-5027-2. Marilena Mosco (a cura di), L'Arte del Gioiello e il Gioiello d'Artista dal '900 ad oggi, Giunti, Firenze, 2001. ISBN 978-88-09-01907-2. Ludovico Pratesi, Francesca Romana Morelli, Ori d'Artista. Il Gioiello nell'arte italiana 1900–2004, Silvana Editoriale, Milano, 2004. ISBN 978-88-8215-739-5.

Voci correlate Design di gioielli Oreficeria

Categoria:Arte contemporanea Categoria:Gioielleria