Džarilgač (; in tataro di Crimea Carılğaç) è un'isola disabitata dell'Ucraina, costituita da un banco di sabbia posto lungo la costa meridionale dell'Oblast' di Cherson e affacciato sulle acque del Mar Nero.
L'isola è, dal 2009, un'area naturale protetta dell'Ucraina.
Geografia
Džarilgač sorge lungo la costa sud-occidentale dell'Ucraina, nelle acque del Mar Nero. L'isola è costituita da una striscia di sabbia lunga e stretta, estesa per 42 chilometri da ovest a est, per una superficie complessiva di 56 chilometri quadrati; nella parte occidentale l'isola è separata dalla costa dell'Oblast' di Cherson da un braccio di mare piuttosto stretto, soggetto a temporanei prosciugamenti che trasformano quindi Džarilgač in una penisola. Anticamente, Džarilgač era un tutt'uno con l'isola di Tendra più a ovest, formando un unico lungo banco di sabbia lungo la costa. L'isola forma la chiusura meridionale di un golfo lungo la costa dell'Oblast' di Cherson, la baia di Džarilgač, la quale costituisce un'insenatura minore della più ampia baia di Karkinit.
Il territorio di Džarilgač è pianeggiante, e ricoperto per circa il 17% (o 9,49 km²) da un gran numero di laghi (circa 200), in maggioranza di acqua salata: questi si formano principalmente a causa delle onde durante le tempeste, le quali possono spingere le acque del Mar Nero a infrangersi sulla bassa linea costiera allagando le zone interne dell'isola; sono comunque presenti delle sorgenti di acqua dolce. In estate la temperatura dell'acqua attorno all'isola raggiunge i 23° C circa, mentre in inverno scende a circa 2° C e raramente gela.
La vegetazione dell'isola comprende specie tipiche della steppa, dei prati, delle zone umide e delle paludi salmastre, oltre a vari tipi di piante acquatiche; una parte significativa dell'isola è ricoperta da alberi e arbusti piantati artificialmente. L'isola ospita una fauna variegata, comprendente specie acclimatate come il cervo rosso (Cervus elaphus), il daino (Dama dama) e il muflone (Ovis orientalis), oltre a esemplari di cinghiali, volpi e lepri; varie specie di uccelli, tra cui cigni, anatre, oche, sterne, ibis, aironi e pellicani utilizzano l'isola come luogo di sosta e nidificazione. Le acque attorno all'isola sono popolate da circa 30 specie di pesci, tra cui razze, passere di mare, triglie, acciughe, aringhe, spratti e muggini; le acque sul lato nord dell'isola, all'interno della baia, sono popolate da varie specie di granchi, molluschi e gamberetti. La zona è frequentata anche dagli spinaroli, l'unica specie di squalo presente nel Mar Nero.
Storia
L'isola di Džarilgač, insieme alla vicina Tendra, è collegata a un episodio della mitologia greca, tramandato dal poeta Dionigi il Periegeta. Secondo la leggenda Achille, invaghitosi della sacerdotessa Ifigenia, la inseguì lungo la costa del Mar Nero per prenderla con la forza; la dea Artemide intervenne in aiuto di Ifigenia, spargendo sabbia davanti a lei mentre Ifigenia si gettava in mare per sfuggire ad Achille. Il guerriero continuò a inseguire Ifigenia per più di cento chilometri lungo la striscia sabbiosa creata da Artemide ma alla fine, stanco per dover procedere sopra la sabbia, dovette fermarsi e abbandonare l'inseguimento. I greci diedero quindi il nome di "Corsa di Achille" o "Percorso di Achille" alla striscia sabbiosa, data dall'unione delle isole di Džarilgač e Tendra.
Le prime tracce di presenza umana stabile su Džarilgač risalgono al 1902, quando su di essa venne realizzata un faro costituito da una torre alta 24,4 metri sorretta da una struttura a travatura reticolare; commissionato dal proprietario terriero Serhiy Skadovskyi, il faro fu progettato dall'ingegnere francese Gustave Eiffel e assemblato con componenti importati dalla Francia. Il faro rimase in funzione fino al 2005 quando, deteriorato dall'erosione marina, venne spento; dal 1997 un secondo faro automatizzato, costituito da una semplice torre in muratura alta 24 metri, era stato innalzato nei pressi del primo faro.
Dopo aver ottenuto lo status di riserva naturale nel 1974, dal 2009 Džarilgač e le acque vicine vennero proclamate dalle autorità ucraine come area naturale protetta e designate come Parco naturale nazionale di Džarilgač. L'isola ha tuttavia subito pesanti danni a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina del 2022: nel maggio 2023 le truppe russe collegarono stabilmente Džarilgač alla costa dell'Oblast' di Cherson, ricoprendo di sabbia il passaggio marino che la separava dalla terraferma e causando così gravi danni ai processi migratori della fauna marina e alla conservazione delle acque della baia. Le truppe russe iniziarono a usare il territorio dell'isola come zona di addestramento e poligono di tiro per l'artiglieria; nell'agosto 2023 le autorità ucraine denunciarono che un devastante incendio, scaturito dalle attività militari russe, aveva distrutto circa ettari di terreno di Džarilgač.
Note
Voci correlate Tendra
Altri progetti
Categoria:Isole dell'Ucraina