Il Risorgimento ucraino (), ricordato in chiave storica come Українське культурне відродження "Rinascita culturale ucraino" ed in chiave nazionalistica come Українське національне відродження "Rinascita nazionale ucraina", fu un movimento culturale romantico-nazionalista del XIX secolo sviluppatosi quando il territorio dell'attuale Ucraina era diviso tra Impero austriaco, Regno d'Ungheria e Impero russo. Il movimento principiò con la presa di coscienza etnico-culturale degli ucraini di fine XVIII secolo, portò alla nascita della letteratura ucraina moderna, soprattutto grazie alle opere di Ivan Petrovyč Kotljarevs'kyj, e culminò con la pur effimera fondazione (1917) della Repubblica Popolare Ucraina e degli altri quattro sati ucraini,. poi assimilati dall'Unione sovietica (1921) in seguito alla vittoria nella guerra sovietico-ucraina.

Storiografia e critica

I primi tentativi di analizzare il Risorgimento ucraino risalgono agli inizi del Novecento, per opera d'intellettuali direttamente coinvolti nelle fasi terminali del movimento, in un contesto culturale nel quale già si esprimevano forti critiche al nazionalismo ucraino: nel 1904, per esempio, il moscovita galiziano Osyp Andrijovyč Mončalovskyj definì l'ucrainismo come «vergogna di sentirsi russi».

Nel 1906, lo storico Mychajlo Serhijovyč Hruševs'kyj – leader del movimento nazionale ucraino pre-rivoluzionario, presidente della Central'na Rada (il parlamento provvisorio rivoluzionario creatosi a Kiev alla caduta dello zar) – pubblicò a San Pietroburgo un'edizione separata de "L'ucrainismo in Russia, le sue richieste e i suoi bisogni", parte di "Schizzo di storia del popolo ucraino", in cui caratterizzò l'ucrainismo come una necessità storica d'equiparare i diritti del popolo ucraino a quelli dei russi. Nel 1912, Hrushevsky pubblicò l'articolo "Ucraina e ucrainismo" nella rivista letteraria moscovita appena inaugurata "Ukrainskaya Zhizn", in cui criticava duramente gli ucrainisti che riconoscevano l'incapacità della "tribù ucraina" di partecipare alla vita statale. Nel 1917, il bibliografo Volodymyr Dorošenko – fondatore nel 1914 dell'Unione per la liberazione dell'Ucraina – pubblicò a Vienna "L'ucrainismo in Russia. Tempi recenti" (in bibliografia), in cui delineò la sua visione sulla preistoria della formazione dell'ucrainismo e concluse che l'ucrainismo consapevole si formò in Russia alla fine degli Anni 1890..

In linea con le predette teorie, nei libri di testo ucraini, anche sovietici, pre-2004, il Risorgimento era presentato come una resistenza popolare, in particolare del proletariato ucraino, «sotto l'egida del grande e fraterno popolo russo», contro le potenze straniere occidentali, l'imperialismo e lo spietato sfruttamento dei governanti e degli aristocratici polacchi, austriaci e ungheresi. Nei libri di testo post-2014, il Risorgimento è invece presentato come il trionfo del nazionalismo ucraino sull'autocrazia dello Zar di tutte le Russie e sullo sfruttamento degli ucraini da parte dei boiardi russi.

Estremi cronologici La prima analisi del Risorgimento ucraino da parte degli storici ucraini d'inizio XX secolo, come Hruševs'kyj e Dorošenko, ha portato a suddividere il movimento in tre fasi: la prima va dalla fine del XVIII secolo agli Anni 1840; la seconda copre il ventennio 1840-1850; e la terza la seconda metà del XIX secolo sino al 1914. Contesto e origini

Al principio dell'Età moderna, i confini dell'attuale Ucraina ed il popolo ucraino erano divisi tra la Confederazione polacco-lituana, l'Impero ottomano (che controllava la Podolia e lo Jedysan – la c.d. "Ucraina ottomana") ed il Khanato di Crimea sul Mar Nero. A partire dal XVIII secolo, la situazione fu rimescolata dall'espansione in Europa centrale della Casa d'Asburgo e dell'Impero russo a discapito delle potenze precedenti.

Durante questo periodo, alcuni ucraini si assimilarono alla cultura della potenza entro i cui confini vivevano, in particolare nell'est del paese. Soprattutto nell'ovest, invece, gli ucraini (allora chiamati "ruteni", "russini" o "piccoli russi") preservarono la propria identità, così come la memoria storica degli "stati ucraini" esistiti in precedenza: anzitutto il Principato di Galizia-Volinia (1199-1349), originatosi dopo l'invasione mongola della Rus' di Kiev.. L'Etmanato cosacco (1649-1764) complici le rivolte degli Haidamaka, restava nel frattempo coinvolto nelle Spartizioni della Polonia che, alla fine del Settecento, complicarono ulteriormente la posizione politica degli ucraini: annesso da Caterina la Grande nel 1764, l'Etmanato fu politicamente disintegrato, le sue istituzioni liquidate, i suoi territori spartiti nei governatorati di Kiev e della Piccola Russia mentre l'Impero russo estendeva i suoi confini al di là del Dnepr e fino alle coste del Mar Nero.

Questa storia è costellata di episodi ingigantiti dalla cultura popolare e cantati dai kobzar, come le epopee dei cosacchi di Zaporižžja nella loro lotta contro l'Impero ottomano e le incursioni di schiavisti tartari o i canti dei summenzionati ribelli haidamaka.

La russificazione dell'Ucraina principiò quando lo zar Pietro il Grande ordinò l'epurazione degli elementi linguistici ucraini dalla letteratura teologica ortodossa e si acuì al tempo di Caterina la Grande,. quando l'Impero russo raggiunse il suo zenit. Questa avversione per la lingua ucraina e lo stereotipo delle masse contadine ucraine come "barbare" non impedì però ad intellettuali, politici e militari ucraini di raggiungere i più alti livelli della multi-etnica macchina burocratica zarista.. Dato ancor più importante, furono proprio degli intellettuali ucraini, come Hryhoriy Poletyka, a contribuire alla creazione della letteratura russa oltreché della musica classica russa moderne..

Storia

Prima fase Il prof. Paul Robert Magocsi dell'Unviersità di Toronto ha paragonato il ruolo della Galizia nel Risorgimento ucraino a quello del Piemonte sabaudo nel Risorgimento italiano... Durante i primi decenni del dominio asburgico (1770-1780), i funzionari austriaci riconobbero in Galizia l'esistenza di Ruteni, introdussero un sistema di istruzione elementare universale da insegnare nella lingua rutena vernacolare e riconobbero la Chiese cattoliche di rito orientale, a cui apparteneva la stragrande maggioranza della popolazione rutena nella Galizia sotto il dominio austriaco, come uguale alla Chiesa cattolica di rito latino. Ciò fu di particolare importanza, poiché alcuni dei leader del risorgimento ucraino apparteneva a questa confessione...

Un circolo patriottico ucraino risulta attivo nelle terre dell'Impero russo, a Novhorod-Sivers'kyj, già al tempo di Caterina la Grande. La cittadina, già piccolo borgo, si ritrovò ad essere capitale del neo-fondato Vicereame di Novhorod-Sivers'kyj (1781-1796), concentrandovi numerosi patrioti e autonomisti che vi prestarono servizio in varie cariche presso le istituzioni locali o vi risiedettero facendone il primo prolifico centro di ucrainismo in territorio russo. Tra i membri del circolo figurarono Andriy Hudovych, Tymofiy Kalynsky, Ivan Khalansky, Arkhyp Khudorba, Pavlo Koropchevsky, Opanas Lobysevych (uno dei leader), il militare di carriera Mykhailo Myklashevsky, il sopracitato Poletyka (membro dell'Accademia russa delle scienze), Andriy Rachynsky, il vescovo Varlaam Shyshatsky, Fedir Tumansky, l'archimandrita Melkhysedek Znachko-Yavorskyi (figura chiave della Koliivshchyna), H. Dolynsky, S. Shyrai e A. Pryhara.

Si ipotizza oggi che la missione segreta del poeta filo-cosacco russo Vasily Kapnist a Berlino nel 1791 fosse collegata alle attività del circolo. che svolse inoltre un ruolo chiave nella rinascita dei reggimenti cosacchi durante la Campagna di Russia: es. il poeta nazionalista ucraino Ivan Petrovyč Kotljarevs'kyj, legato al Circolo, reclutò a Horoshyn (Governatorato di Poltava) il 5° reggimento di cosacchi ucraini con la promessa del governo centrale zarista di mantenere la formazione attiva.Importante ricordare che proprio supponendo un revanscismo dell'Etmanato cosacco, gli strateghi di Napoleone aveva discusso la possibilità di propagandare la promessa di fondazione di uno stato ucraino indipendente come possibile esito della Campagna di Russia - v.si

Nel 1826, a San Pietroburgo, durante le investigazioni delle autorità zariste nell'ambito della repressione del Decabrismo, si diffusero voci sull'esistenza, nel biennio 1821-1822, di una società segreta indipendentista ucraina nota come Società segreta della Piccola Russia (uk. Малоросійське таємне товариство) la cui effettiva esistenza è ancora dibattuta. L'associazione fu messa in correlazione con il massone-decabrista cosacco Vasyl Lukich Lukashevich, membro della Società degli Slavi Uniti (uk. Товариство об'єднаних слов'ян) il cui intento era quello di trasformare l'impero zarista in una confederazione di repubbliche slave indipendenti. Circa un lustro dopo, la rivolta di novembre (1830-1831) in Polonia e Lituania – e nelle regioni ucrainofone di Podolia e Volinia – contro lo zar fece esplodere per la prima volta la questione delle nazionalità in seno al poli-etnico impero russo..

Negli anni 1833-1837, gli intellettuali Markijan Semenovyč Šaškevyč, Ivan Vahylevych e Yakiv Holovatsky fondarono a Leopoli un gruppo letterario noto come "Triade rutena" ad oggi riconosciuto come capostipite del Nazionalismo romantico ucraino che molto dovette alla parallela diffusione nella intelligencija polacca degli ideali di Giuseppe Mazzini (v.si Giovine Polonia). La Triade attrasse giovani sostenitori idealisti dell'identità ucraina unitaria che collezionarono racconti popolari, tradussero opere slave (scrivendone anche di proprie) e studiarono la storia ucraina, ispirandosi al lavoro promosso in Russia da Kotljarevs'kyj. Alcuni membri si unirono poi a gruppi rivoluzionari polacchi. La raccolta di canti popolari ucraini Rusalka Dnistrovaya, da loro pubblicata a Buda (Ungheria) nel 1837 rimarcò il solco già tracciato in Russia decenni prima da Kotljarevs'kyj per i futuri sviluppi (e successi) nel Risorgimento ucraino: la promozione della lingua ucraina.

Seconda fase

La confraternita dei santi Cirillo e Metodio () fu una società segreta di breve durata (fondata nell'inverno 1845-1846 e smantellata dai russi nel 1847),. con sede a Kiev e composta da 12 membri (alcuni dei quali sostenitori del panslavismo) guidati dall'intellettuale Mykola Ivanovyč Kostomarov, allora professore dell'Università imperiale di Kiev di San Vladimir. L'obiettivo principale dell'organizzazione era la liberalizzazione del tessuto socio-politico della Russia imperiale, in accordo con i principi cristiani e slavofili in voga tra lintelligencija liberale del paese.. Legato alla Confraternita fu anche il poeta Taras Hryhorovyč Ševčenko che nei suoi scritti sostenne il concetto di un'Ucraina indipendente e sovrana e disegnò il mito del "nativismo cosacco". e che nel 1847 condivise il destino degli altri patrioti arrestati dalla Terza sezione.