La Het'man Sahajdačnyj (distintivo ottico U130, poi F130) fu una fregata della Marina militare ucraina, entrata in servizio nel 1993 come parte della classe Krivak.
Unità da combattimento di maggiori dimensioni della flotta ucraina, la Sahajdačnyj fu nominata nave ammiraglia della Marina, partecipando a varie visite di rappresentanza e crociere addestrative oltre a due dispiegamenti operativi: nel 2008 nel mar Mediterraneo per l'operazione Active Endeavour, e nel 2013-2014 nel golfo di Aden per l'operazione Atalanta. Pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina del 2022 la nave, bloccata in porto a Mykolaïv per riparazioni, fu autoaffondata dagli stessi ucraini al fine di prevenirne la cattura da parte degli invasori
Storia
La nave fu impostata nel Cantiere navale Zaliv di Kerč' il 5 ottobre 1990, per conto dell'allora Marina militare sovietica. La dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991 e la proclamazione dell'indipendenza da parte dell'Ucraina cambiarono la destinazione dell'unità mentre ancora era in costruzione: varata il 29 marzo 1992 con il nome di Het'man Sahajdačnyj in onore di Petro Konaševič-Sagajdačnij, atamano dei Cosacchi di Zaporižžja nel XVII secolo, la nave entrò ufficialmente in servizio il 5 luglio 1993 nei ranghi della Marina militare ucraina.
Dopo la radiazione di altre unità ricevute dalla disciolta Marina sovietica, la Sahajdačnyj divenne la nave da combattimento di maggiori dimensioni in servizio con la Marina ucraina, venendo designata come ammiraglia della flotta; in questa veste, nella seconda metà degli anni 1990 e nei primi anni 2000 intraprese varie crociere e visite di cortesia in porti esteri. Il primo impiego operativo si ebbe nel 2008, quando la fregata prese parte all'operazione Active Endeavour, una missione navale a guida NATO volta al contrasto del contrabbando di armi e del terrorismo nelle acque del mar Mediterraneo..
Dopo un ciclo di lavori di manutenzione portato a termine nel gennaio 2011, nell'ottobre 2013 la Sahajdačnyj fu inviata a unirsi al dispositivo dell'operazione Ocean Shield, una missione navale a guida NATO volta al contrasto degli attacchi della pirateria somala, passando poi nel gennaio 2014 al dispositivo dell'analoga operazione Atalanta guidata dall'Unione europea; fino al marzo seguente la fregata incrociò nelle acque del golfo di Aden scortando i mercantili e ispezionando le imbarcazioni locali per prevenire attacchi dei pirati.
L'impiego della fregata nella missione anti-pirateria in Somalia prevenne una sua perdita nel corso degli eventi dell'annessione della Crimea alla Russia del febbraio-marzo 2014, quando buona parte delle poche unità operative della Marina ucraina vennero catturate dai russi nella base di Sebastopoli: dopo voci non verificate di una sua defezione a favore della Russia, la Sahajdačnyj raggiunse all'inizio di marzo la base di Odessa e continuò a operare sotto bandiera ucraina. Già il 14 marzo la fregata intervenne per fronteggiare una piccola formazione navale russa che minacciava di sconfinare nelle acque ucraine, inducendola a ritirarsi senza scontri. Nel 2017 la nave fu sottoposta a lavori di modernizzazione, comprensivi dell'adozione di nuovi apparati radar.
Nel gennaio 2022 il governo ucraino sottoscrisse contratti per l'avvio di importanti lavori di manutenzione e ammodernamento della Sahajdačnyj . La nave si trovava in effetti bloccata in cantiere a Mykolaïv quando, il 24 febbraio 2022, le forze armate russe lanciarono un'invasione su vasta scala dell'Ucraina; impossibilitata a muoversi, e con le truppe russe in rapido avvicinamento a Mykolaïv, la Sahajdačnyj fu quindi autoaffondata dagli stessi ucraini per prevenirne la cattura, probabilmente il 28 febbraio come suggerito dall'analisi di alcune foto satellitari.
Note
Bibliografia
Voci correlate Operazioni navali dell'invasione russa dell'Ucraina
Altri progetti
Categoria:Fregate Categoria:Marina militare ucraina