Il paradosso dell'arciere è il fenomeno per cui una freccia, scoccata da un arco al massimo allungo, viaggia nella direzione in cui è puntato l'arco nonostante, a riposo, essa appaia disallineata lateralmente rispetto al bersaglio a causa della presenza dell'impugnatura.
Il termine fu coniato da E.J. Rendtroff nel 1913, ma descrizioni dettagliate del fenomeno appaiono nella letteratura sul tiro con l'arco già nel testo di Horace A. Ford del 1859 "Archery: Its Theory and Practice".
Spesso il termine viene erroneamente utilizzato per descrivere la semplice flessione della freccia durante il volo, ma la flessione è in realtà la spiegazione del paradosso, non il paradosso stesso.
Dinamica del fenomeno Per ottenere un buon tiro, serve una freccia della rigidezza corretta, definita in gergo tecnico spine (pronunciato "spain"), affinché possa flettersi e aggirare l'impugnatura dell'arco per poi tornare sulla traiettoria corretta non appena lascia l'arma.
Uno spine errato provoca un contatto imprevedibile tra la freccia e l'arco, generando forze variabili che riducono drasticamente la precisione. Per questo motivo, gli arcieri agonisti cercano non solo frecce con uno spine adatto al proprio arco, ma anche una perfetta uniformità di spine all'interno della stessa serie di frecce.
Spine statico e dinamico Lo spine può essere di sue tipi:
Spine statico: la rigidezza misurata in condizioni di riposo applicando un peso al centro dell'asta. Spine dinamico: il modo in cui la freccia si flette effettivamente quando viene scoccata, influenzato dalla potenza dell'arco, dal peso della punta e dalla lunghezza dell'asta.
Archi meno potenti richiedono frecce con meno spine (più flessibili), poiché la forza esercitata è minore e la freccia deve potersi piegare facilmente per aggirare il riser. Al contrario, archi potenti necessitano di frecce più rigide, altrimenti la forza dell'accelerazione causerebbe una deformazione eccessiva (simile al carico critico euleriano), portando la freccia fuori bersaglio o, in casi estremi, causandone la rottura strutturale.
Archi moderni e "Centre shot" Molti archi moderni (come gli archi olimpici da competizione o i compound) presentano un riser con una finestra ritagliata ("arrow window") che permette di appoggiare la freccia esattamente lungo l'asse centrale dell'arco. Questa configurazione è detta tiro centrato.
In questi archi, il "paradosso" tecnicamente scompare perché la freccia è puntata visivamente esattamente verso il bersaglio fin dall'inizio. Tuttavia, la freccia continua a flettersi durante il rilascio a causa della spinta della corda e del modo in cui questa scivola dalle dita dell'arciere, rendendo comunque fondamentale la scelta del corretto spine.
Taratura e misurazione Esistono standard internazionali per misurare lo spine statico:
Standard ATA (ex AMO): si sospende un peso di 2 libbre () al centro di un'asta supportata su due punti distanti 26 pollici (). Standard ASTM: utilizza un peso di 880 grammi su una distanza di 28 pollici ().
L'unità di misura dello spine è solitamente espressa in millesimi di pollice di flessione (ad esempio, uno spine "500" indica una flessione di 0,500 pollici).
Soluzioni alternative Oltre ad alterare la progettazione dell'arco (intervenendo sul taglio centrale), un metodo tradizionale per compensare il paradosso è la tecnica chiamata khatra, tipica del tiro con l'arco asiatico (orientale). Essa consiste nell'applicare una torsione al riser con il polso al momento del rilascio, facendo sì che l'impugnatura si sposti lateralmente "scansando" la freccia e permettendole una traiettoria pulita senza urti.
Note
Voci correlate
Arco (arma) Freccia Balistica Carico critico euleriano
Altri progetti
Collegamenti esterni - Video su YouTube
Categoria:Tiro con l'arco