Con il termine Mafiosfera si definisce l'ecosistema digitale, comunicativo e simbolico all'interno del quale le organizzazioni criminali di stampo mafioso operano, comunicano e riproducono i propri codici identitari. Il concetto, coniato dal prof. Marcello Ravveduto (Università di Salerno), nasce per analogia dal termine "infosfera" di Luciano Floridi, descrivendo una "zona d'ombra" dell'informazione in cui la comunicazione non è strumento di libertà, ma mezzo di dominio, controllo e riproduzione del potere criminale. Descrizione e origini La mafiosfera non riguarda esclusivamente le comunicazioni interne ai clan, ma investe l'intera sfera pubblica, coinvolgendo i media mainstream, la cultura di massa e le piattaforme di social network. Rappresenta l'evoluzione delle mafie nella cosiddetta network society, dove la rete criminale diventa essa stessa un medium.

In questo ambiente, le organizzazioni mafiose dematerializzano la loro geografia fisica senza perdere il controllo del territorio, replicando online le dinamiche di potere del mondo reale. Mentre l'infosfera globale tende alla trasparenza e all'interconnessione, la mafiosfera opera secondo logiche di opacità, chiusura e mitizzazione, agendo come un parassita simbolico che sfrutta e distorce le finalità relazionali dei canali digitali.

Stratificazione del fenomeno Il fenomeno si articola su tre livelli interconnessi: Livello endogeno: comprende i sistemi comunicativi interni (codici criptici, rituali iniziatici e gerarchie) utilizzati per consolidare l'appartenenza al gruppo. Livello esogeno: riguarda la proiezione dell'immaginario mafioso verso l'esterno attraverso i media e la cultura pop, alimentando un'ambivalenza tra demonizzazione e fascinazione. Livello interstiziale: rappresenta lo spazio di negoziazione tra mondo criminale e società civile, dove avviene la normalizzazione di valori e interessi mafiosi nel tessuto sociale.

Estetica e narrazione sui social media L'utilizzo dei social media, in particolare di piattaforme come TikTok e Instagram, ha trasformato la mafia in un prodotto mediatico. Questo fenomeno si manifesta attraverso due pratiche principali:

Mobinfluencing: l'attività di esponenti o familiari dei clan che agiscono come veri e propri influencer, ostentando lusso, ricchezza e potere (fenomeno correlato al cosiddetto narcoglamour)J. Estrin, In Mexico, the Glamour of Narco-Culture, in «The New York Times», 2 settembre 2011. per costruire consenso sociale e legittimazione territoriale. Mobstering: la diffusione e l'imitazione dei modelli comportamentali mafiosi da parte di soggetti non necessariamente affiliati (definiti "mafiofili"), che contribuiscono a normalizzare l'estetica criminale attraverso la condivisione di contenuti celebrativi, musica neomelodica o trap, ed emoji con significati criptici.

I social network assumono il ruolo di "vetrine digitali"V. Codeluppi, Vetrinizzazione. Individui e società in scena, Torino, Bollati Boringhieri, 2021. dove i tradizionali memento mafiosi (immagini sacre, riti, linguaggi gergali) vengono aggiornati attraverso le modalità d'uso delle piattaforme ed espansi grazie alle dinamiche degli algoritmi. Le piattaforme vengono utilizzate sia per la propaganda sia per fini operativi, quali: Il reclutamento indiretto tramite la promozione di stili di vita basati sul successo economico immediato (marketing criminale); Il controllo della rete dei follower come estensione del controllo del territorio; La minaccia e l'offesa degli avversari (faide virtuali); La pubblicazione di contenuti da parte di soggetti detenuti per mantenere contatti con l'esterno (evasione digitale).

Impatto sociale La mafiosfera produce una distorsione valoriale che trasforma la violenza in spettacolo e il criminale in una celebrità, richiamando storicamente la figura del "bandito sociale"E. J. Hobsbawm, I banditi. Il banditismo sociale nell'età moderna, Torino, Einaudi, 2002..

Questo processo di estetizzazione del male persegue l'obiettivo di sedurre le nuove generazioni offrendo modelli di riscatto sociale, normalizzare la violenza anestetizzando la condanna morale attraverso l'intrattenimento, ed esercitare il controllo intimidendo i rivali o denigrando le istituzioni e i collaboratori di giustizia.

Note

Voci correlate Infosfera Sociologia della devianza Cibercriminalità

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