Palaeogadus è un genere estinto di pesci ossei dell'ordine Gadiformes, noto soprattutto grazie agli otoliti fossili rinvenuti nei sedimenti marini dal Paleocene al Miocene dell'Europa settentrionale. Alcuni ritrovamenti di otoliti attribuiti con cautela al genere suggeriscono che la sua origine possa risalire già al tardo Campaniano-Maastrichtiano, prima dell'Estinzione di massa del Cretaceo-Paleogene.

Descrizione I resti scheletrici completi sono rari e provengono soprattutto dall'Oligocene della Paratetide, dove specie come P. carpathicus mostrano un corpo allungato, tipico dei gadiformi nectonici. Gli esemplari conservati indicano pesci di piccole e medie dimensioni, con lunghezze standard non superiori ai 30 centimetri.

Palaeogadus era un pesce dal corpo moderatamente compresso lateralmente e relativamente allungato, con una morfologia generale molto simile a quella dei moderni merluzzi e naselli. La testa era triangolare e provvista di una bocca in posizione terminale; l'articolazione della mandibola inferiore era situata in corrispondenza del margine posteriore dell'orbita. Sia il premascellare sia il dentale portavano denti ben sviluppati, indicativi di un regime alimentare predatorio. La colonna vertebrale comprendeva 44–45 vertebre, di cui 23 addominali e 21–22 caudali. Le spine neurali delle vertebre addominali anteriori erano particolarmente sviluppate. Le vertebre addominali possedevano robuste parapofisi triangolari, più larghe anteriormente e progressivamente ristrette posteriormente. Davanti alla prima pinna dorsale era presente almeno un sopraneurale. La prima pinna dorsale era breve e composta da undici raggi sostenuti da dieci pterigiofori; il sopraneurale e i primi due pterigiofori erano inseriti nello spazio compreso tra la prima e la seconda spina neurale. La seconda pinna dorsale, leggermente arretrata rispetto alla prima, possedeva 28–30 raggi. La pinna anale iniziava all'incirca allo stesso livello della seconda dorsale e risultava particolarmente allungata, con 33–35 raggi; circa sedici pterigiofori anteriori erano collocati davanti alla prima spina emale. La pinna caudale era arrotondata. Le pinne pettorali erano costituite da quattordici raggi, mentre le pinne pelviche, inserite anteriormente al di sotto della cintura pettorale, erano composte da cinque raggi. Il corpo era ricoperto da scaglie cicloidi.Přikryl, T., Kania, I. & Krzemiński, W. Synopsis of fossil fish fauna from the Hermanowa locality (Rupelian; Central Paratethys; Poland): current state of knowledge. Swiss J Geosci 109, 429–443 (2016). https://doi.org/10.1007/s00015-016-0216-5

Le caratteristiche più diagnostiche del genere sono rappresentate dagli otoliti, che costituiscono la principale fonte di informazioni per le specie paleoceniche. Questi sono generalmente allungati, con un rapporto lunghezza/altezza compreso tra 2,1 e 2,6, e presentano un solco omosulcoide poco profondo. Il collum è stretto e ben sviluppato, mentre i colliculi sono nettamente delimitati. Il margine dorsale è debolmente ondulato e raggiunge la massima altezza in corrispondenza dell'angolo postero-dorsale, mentre il margine ventrale è regolarmente arcuato e attraversato da un evidente solco ventrale ricurvo alle estremità. La faccia interna è convessa lungo l'asse orizzontale, mentre quella esterna passa da una lieve convessità anteriore a una concavità nella regione posteriore. In specie come P. weltoni, nota dal Maastrichtiano superiore, gli otoliti raggiungono circa 3,2 mm di lunghezza e mostrano caratteristiche considerate primitive all'interno dei Gadiformes. Quelli di P. sinangulatus, provenienti dal Paleocene della Danimarca, risultano più stretti e sinuosi.Schwarzhans W. & Stringer G.L. (2020) - Fish otoliths from the late Maastrichtian Kemp Clay (Texas, USA) and the early Danian Clayton Formation (Arkansas, USA) and an assessment of extinction and survival of teleost lineages across the K-Pg boundary based on otoliths. Riv. It. Paleontol. Strat., 126(2): 395-446.W. Schwarzhans. 2003. Fish otoliths from the Paleocene of Denmark. Geological Survey of Denmark and Greenland Bulletin 2:1-94.

Classificazione Questo genere rappresenta uno dei più antichi membri della famiglia Merlucciidae, probabilmente vicino all'origine dei moderni naselli del genere Merluccius. Il genere fu istituito da Georg Ludwig von Rath nel 1859 sulla base di resti provenienti dall'Eocene-Oligocene della Svizzera; gli studi successivi si concentrarono soprattutto sugli otoliti, particolarmente abbondanti nei depositi del bacino del Mare del Nord e della Paratetide. La specie tipo originariamente designata è Palaeogadus troschelii von Rath, 1859, che tuttavia oggi è generalmente considerata sinonimo più recente di Palaeogadus crassus (inizialmente attribuita da Louis Agassiz nel 1842 al genere Nemopteryx), nota soprattutto dal Rupeliano della Svizzera.L. Agassiz. 1842. Recherches Sur Les Poissons Fossiles. Tome V (14me livraison)von Rath, G., 1859. Beitrag zur Kenntniss der fossilen Fische des Plattenberges im Canton Glarus. Zeitschr. Deutsch. Geol. Ges. 11, 108–132.Daniltshenko, P.G., 1947. O filogeneticeskoj svjazi mezdu rodami Palaeogadus i Merluccius. Dokl. Akad. Nauk SSSR LVIII, 659–662Wettstein, A. (1886). Ueber die Fischfauna des tertiaeren Glarnerschiefers: Untersuchung aus der geologischen Sammlung in Zürich, p.59, pl.4 fig.2).

Tra le specie attribuite al genere figurano: Palaeogadus sinangulatus del Paleocene della Danimarca; P. carpathicus dell'Oligocene dei Carpazi polacchi; P. ruisbroekensis e P. compactus dell'Oligocene inferiore del BelgioP. A. M. Gaemers. 1984. Fish otoliths from the Bassevelde Sand (Late Tongrian) of Ruisbroek, Belgium, and the Stratigraphy of the Early Oligocene of Belgium. Mededelingen van de Werkgroep voor Tertiaire en Kwartaire Geologie 21(1):13-57; P. serratus dell'Eocene dell'InghilterraE. Casier. 1966. Faune ichthyologique du London Clay 1-510; P. germanus dell'Oligocene inferiore del Mare del Nord e della Paratetide orientale; P. simionescui dell'Eocene superiore - Oligocene inferiore della Romania; P. rarus dell'Oligocene inferiore della Paratetide; P. schwarzhansi del Bacino Del Mar Caspio e della Paratetide; P. intergerinus dell'Oligocene della Paratetide orientaleP. Constantin. 1999. Oligocene-lowermost Miocene fossil fish-fauna (Teleostei) from Romanian Eastern Carpathians. Geo-Eco-Marina 4:119-134; P. altropatanus del Miocene medio dell'Azerbaigian.K. A. Monsch and A. F. Bannikov. 2011. New taxonomic synopses and revision of the scombroid fishes (Scombroidei, Perciformes), including billfishes, from the Cenozoic of territories of the former USSR. Earth and Environmental Science Transactions of the Royal Society of Edinburgh 102(4):253-300Kotlarczyk, J., Jerzmańska, A., Świdnicka, E., and Wiszniowska, T. 2006. A framework of ichthyofaunal ecostratigraphy of the Oligocene–Early Miocene strata of the Polish Outer Carpathian basin. Annales Societatis Geologorum Poloniae 76: 1–111. Molte di queste specie, tuttavia, sono note da esemplari frammentari e probabilmente non appartengono al genere Palaeogadus.

Paleoecologia Palaeogadus era probabilmente un pesce nectonico carnivoro di piccole o medie dimensioni, adattato ad ambienti costieri e di piattaforma continentale. Alcune specie sembrano aver occupato acque relativamente profonde, mentre altre vivevano in habitat marini poco profondi e forse estuarini. Le differenze morfologiche degli otoliti suggeriscono una notevole diversificazione ecologica durante l'Oligocene, soprattutto nella Paratetide, dove erano presenti numerose forme coeve.

Note

Categoria:Gadiformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 1859