Biografia Figlio di Pietro Bearzi e Maria Jonassin, nacque nella parrocchia di San Giorgio a Pordenone, da una famiglia originaria di Tolmezzo.
Studiò all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ottenne riconoscimenti. Durante la prima guerra d’indipendenza combatté come sottotenente. Era specializzato nel ritratto storico, genere in cui il neoclassicismo si combina con tendenze puriste, come osservato da Stefano Aloisi. Lavorò anche a Venezia, dove possedeva uno studio in campo San Stin. Nel 1834 realizzò il busto del Pordenone, oggi al Museo Civico, e quello di Pomponio Amalteo per il municipio cittadino. Già nel 1832 gli fu commissionato il tondo del naturalista Lazzaro Moro, collocato dal 1847 nel Panteon Veneto di Palazzo Ducale. Bearzi fu tra i pochi scultori non veneziani, insieme a Minisini e Bernardis, a eseguire opere per il Panteon: tra queste i tondi di Giovanni Arduini e Apostolo Zeno, il busto di Giambattista Galliciolli (1857-1858) e quello del doge Pietro Orseolo II (1860-1862). Nel 1853 scolpì per il barone Pasquale Revoltella una Madonna con Bambino destinata alla cappella di famiglia a Trieste, opera definita da Giuseppe Bergamini «di gusto rinascimentale». Magani ne sottolineò l’affinità con Bernardis, pur riconoscendogli maggiore qualità espressiva e una tecnica di modellato più fluida.
Morì a Pordenone intorno al 1870. Opere
Note