Tell Abu Hawam è il sito di un insediamento della Tarda Età del Bronzo (circa 1600 a.C.) situato subito a nord dell'attuale Haifa, in Israele.. Era conosciuta dai Crociati come Cayphas Vetusta (Antica Haifa) e Vetus Cayphas (Vecchia Haifa).

Il sito sorgeva sull’estuario del fiume Qishon ai piedi del fianco settentrionale della catena del Monte Carmelo. Proprio quest’ultimo costituiva un’importante protezione naturale dai venti sud-occidentali, contribuendo a renderlo un punto di ancoraggio sicuro lungo le rotte marittime. L'insediamento, a metà strada tra Cipro ed il delta del Nilo, aveva una posizione strategica, all’arrivo della via che collega la valle di Shiqmona e quella del Giordano (via Megiddo e Bet Shean), che lo rese un importante punto di sbocco al mare per i centri dell’entroterra e dunque di incontro tra vie marittime e terrestri. Storia La cronologia della fondazione del sito non è certa e nel corso del tempo sono state fatte dagli studiosi tre ipotesi: una vede la nascita del sito tra la fine del XV e l'inizio del XIV sec. a.C.; una seconda ipotesi la la fa risalire al regno del faraone Seti I e quindi all’inizio del XIII sec. a.C.; infine l'ipotesi più recente propone una datazione più antica al 1600 a.C. circa.

Anche riguardo all'origine dei fondatori del sito si sono avvicendate varie ipotesi: per alcuni studiosi si trattava di una fondazione cipriota con funzione di centro di snodo per i commerci tra Palestina settentrionale, Cipro ed il mondo egeo, dopo una fase in cui l'insediamento era stato un villaggio di pescatori. Per altri studiosi le origini erano egiziane con finalità militari di base navale. In generale è probabile un'essenziale componente cipriota alle origini dell’insediamento, ma la fondazione sarebbe da ritenersi sostanzialmente locale, a fini commerciali, e da inquadrarsi nell’ambito di una precisa politica economica egiziana, senza arrivare a parlare di base navale e di dominio politico da parte dell’Egitto.

La stratigrafia ha permesso di ricostruire sostanzialmente quattro macrofasi: Età del Bronzo (1400-1100 a. C. - a sua volta suddivisa in due sottofasi caratterizzata un cambiamento nella tipologia abitativa); Età del Ferro (110-925 a.C.); periodo greco-persiano (tardo VI - Inizio IV sec. a.C.); epoca ellenistica, romana, bizantina rappresentata solo da materiali di superficie come la ciotola invetriata nera del tipo "piatto da pesce", caratterizzata da un graffito fenicio inciso sul fondo (IV o III secolo a.C.)

Alla fine dell'XI secolo l'abitato fu trasferito nel sito che divenne poi noto come Haifa el-Atika.

Storia delle ricerche

Le prime indagini archeologiche risalgono agli inizi del XX secolo, quando vennero effettuati degli scavi presso la necropoli del Monte Carmelo, risalente però all’Età del Ferro. Altri scavi furono effettuati sul tell tra il 1929 e il 1930 da Mayer, Makhouly, Baramki e Vilensky, tuttavia le prime ricerche su più vasta scala sono quelle degli anni 1932-1933, sotto la direzione di Hamilton e Sorial. Tali ricerche misero in luce l’insediamento sorto sul tell e permisero di rivelare la complessa stratificazione comprendente fasi appartenenti ad un ampio range cronologico, dagli inizi della Tarda Età del Bronzo all’età Persiana.

A parte alcuni sondaggi effettuati da Anati e Prausnitz nel 1952 e da Anati e Olami nel 1963, solo nel 1980 Jacqueline Balensi fornì uno studio aggiornato del sito. Durante la metà degli anni ’80, nell’ambito di un progetto archeologico multidisciplinare che coinvolgeva diverse istituzioni, furono avviate ulteriori ricerche su quello che rimaneva del tell al fine di identificare nuove evidenze che potessero servire a verificare la stratigrafia e la posizione delle vestigia architettoniche ed a comprendere maggiormente l’evoluzione geomorfologica dell’area. Infatti il sito, una volta sul mare, si trova oggi a circa 1.5-2 km dalla costa a causa del fenomeno dell’insabbiamento dovuto al deposito di detriti del fiume Qishon.

Sito archeologico Abitato

Alla fase relativa all'Età del Bronzo appartengono due sottofasi costruttive. La prima, di preparazione rispetto alla seconda, presenta tracce di attività di cava e terrazzamento che precedono la grande opera di fortificazione ciclopica della sottofase successiva, volta soprattutto a combattere la naturale erosione del sito. La cinta muraria fu costruita insieme al complesso della cittadella, composta da tre ambienti rettangolari, di cui quello centrale più ampio, affiancati probabilmente da un corridoio (la cui planimetria in realtà non è completa). La costruzione di questo complesso rivela una certa abilità: i blocchi delle fondazioni sono impostati su uno strato di drenaggio composto da sabbia argillosa e frammenti di calcare e ciottoli. Questa fase architettonica sembra comprendere due ulteriori sottofasi, separate da una distruzione causata probabilmente da fattori naturali ed in seguito alla quale il bastione nord-occidentale fu rinforzato dall’interno con una grande pavimentazione in pietra. Fu inoltre costruito un edificio a due piani all’interno del quale sono stati rinvenuti materiali di vario tipo come giare commerciali cananee contenenti cereali e resti di pesce e ceramica cipriota e micenea. Sul litorale sono stati rinvenuti anche resti di ancore litiche che testimoniano già in fasi piuttosto antiche, attività relative all’industria marittima nel sito. All’inizio di questa fase risale anche l’impianto del Tempio 50, dedicato probabilmente ad un culto solare destinato a rimanere in vita fino all’Età del Ferro.

Nel corso del XIII sec. a. C. si registrano evidenze di una rottura nella continuità urbanistica in seguito ad un incendio. In un primo momento, nelle fortificazioni fu aperta una breccia che servì da nuovo accesso all’insediamento, in seguito si verificò una rottura definitiva, per effetto della quale l’impianto urbanistico ebbe un nuovo orientamento, testimoniato dalla costruzione del nuovo Tempio 30 (impostato sopra il precedente Tempio 50) e dalle fasi recenti di alcuni edifici.

Il cambiamento che portò alla nuova configurazione dell’insediamento viene generalmente attribuito a due fattori principali: l’arrivo di popolazioni dall’area settentrionale e da Cipro e l’evoluzione del paleo-ambiente dovuto all'innalzamento del livello delle acque.

Anche la fase successiva, relativa all'Età del Ferro, è caratterizzata da due sottofasi con un progressivo cambiamento sia nell'impianto urbanistico che nelle caratteristiche architettoniche degli edifici. La nuova tipologia abitativa, detta “casa isolata”, consisteva in strutture a pianta quadrata e tripartita dai muri molto spessi; blocchi di grandi dimensioni venivano utilizzati per gli angoli e gli stipiti delle porte. Il Tempio 30 rimase in uso solo fino alla prima delle due sottofasi ed al suo interno era stato eretto un pilastro dalla sommità sporgente, ai piedi del quale fu rinvenuta una statuetta di bronzo di tipo siro-egiziano. In seguito alla distruzione del Tempio 30 a causa di un incendio, nella stessa area venne costruito un edificio di grandi dimensioni, affiancato da tre ambienti allungati, considerato a carattere pubblico e denominato palazzo-fortezza.

Si ritiene che la fine del sito dell'Età del Bronzo e dell'età del Ferro sia dovuta alla perdita della sua funzione strategica a causa di una cattiva gestione dell’innalzamento del livello del mare. Infatti, anziché intervenire con opere di rafforzamento delle strutture difensive esistenti, si procedette al loro smantellamento al fine di sopraelevare abitazioni individuali (le “case isolate”) e dotare il tell di uno zoccolo impermeabile largo una ventina di metri. Questo tipo di interventi causo il progressivo interramento della laguna ed accelerò irreversibilmente la formazione di paludi. Ad ogni modo, la vita sul sito è caratterizzata da una grande continuità, infatti, in seguito ad una distruzione dovuta ad un incendio alla fine della fase dell'Età del Ferro, l’insediamento mostra i tipici tratti della cultura fenicia, già apparsi alla fine della fase precedente.

Necropoli

Gli scavi del 1924 e del 1952 hanno messo in luce due necropoli riferibili entrambe al sito di Tell Abu Hawam, ma a due periodi differenti. La necropoli più antica è quella della Tarda Età del Bronzo, situata sulla piana ad est del fiume Qishon, mentre quella più recente, datata all'Età del Ferro, è costituita da tombe scavate nella roccia (grotte ad inumazione multipla) sul fianco del Monte Carmelo e si trova ad ovest del tell.

La necropoli del Tardo Bronzo presentava invece sepolture individuali, raramente doppie, scavate nel terreno sabbioso. In alcuni casi le tombe erano coperte da un tumulo. Non è stata riscontrata nessuna preferenza riguardo all’orientamento delle tombe, mentre i corpi venivano generalmente sepolti in posizione supina con le braccia raccolte sul petto o incrociate. I corredi sono piuttosto omogenei: in ogni tomba, generalmente vicino i piedi dell’inumato, erano due o tre giare coperte da una ciotola rovesciata o da un coperchio, all’interno delle quali era una brocchetta-attingitoio; vicino il capo erano invece collocati vasi di piccole dimensioni. In tre tombe sono stati rinvenuti resti di vasi di bronzo; altri ritrovamenti sono costituiti da aghi, spille, oggetti in pietra, figurine in terracotta. È da rilevare la totale assenza di armi.

Probabilmente la necropoli est serviva non solo il sito di Tell Abu Hawam, ma anche altri centri vicini, che si trovano nella stessa area, configurandosi come una necropoli collettiva. Essa è infatti l’unica necropoli presente in tutta la metà meridionale della moderna piana di Haifa. Inoltre, mentre il tell su cui si impostava l’insediamento aveva un’estensione di appena un ettaro, la necropoli occupava un’area di venti ettari.

L’abbandono e lo spostamento dell’area destinata alla necropoli si verificarono probabilmente in un momento di passaggio tra il Tardo Bronzo ed il Ferro e furono determinati da fattori geomorfologici e culturali. Per quanto riguarda i primi, è probabile che la zona, a partire dal 1050 a.C., fosse stata soggetta a terremoti. Un’altra ipotesi è lo spostamento del corso del fiume Qishon proprio nella zona della necropoli, fatto che spiegherebbe la “pietrificazione” dei resti rinvenuti ed il cattivo stato di conservazione delle tombe scavate fino a due metri al di sotto del livello del mare. Il cambiamento culturale non è tuttavia da sottovalutare dal momento che è proprio in questo periodo che si registra un rilevante mutamento nella cultura dell'abitato, in cui sembra assumere una certa importanza la componente fenicia.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Età del bronzo Archeologia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Tell Abu Hawam sul sito della National Library of Israel Tell Abu Hawam sul sito Treccani

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