Villa Magnani si trova in via Filippo Pananti, a Ronta, frazione di Borgo San Lorenzo.
Storia
La costruzione fu voluta e in parte progettata da Girolamo Magnani (Ronta, 1835 - Ronta, 1908), esponente di una facoltosa famiglia del luogo oltre che consigliere comunale di Borgo San Lorenzo e tra i fondatori dell'Ospedale Mugellano,Francesco Niccolai, In Compianto del N.U. Girolamo Magnani in Il Messaggero del Mugello, 25 febbraio 1908. che volle abitare vicino all'antica villa paterna, localizzata poco più a monte. Tra il 1858 e il 1862 maestranze locali portarono a compimento l'opera. Il nucleo principale più antico e modesto dell'attuale, risalente al '500, passò in proprietà di Girolamo Magnani dopo essere appartenuto ai Pananti -più volte imparentati con i Magnani - e alla famiglia PapiNotizie su Villa Magnani in Pier Tommaso Messeri: Archivio della Famiglia Magnani di Ronta: Inventario (1780-1942) Tesi di Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche, Università degli Studi di Firenze- Scuola di Studi Umanistici e della Formazione, SAGAS, Realatore Prof. Laura Giambastiani, Correlatori Prof. Giovanni Cipriani , Dott. Annantonia Martorano, A.A. 2013/2014. I lavori di ampliamento della struttura interessarono prevalentemente la parte di ponente. Grazie anche al lascito dello zio paterno, nonché suo tutore, Don Alessandro Magnani, pievano di San Giovanni Maggiore, Girolamo Magnani poté edificare una struttura imponente. Nei lavori nei pressi delle pertinenze di villa Magnani, dai muratori che stavano lavorando, venne ritrovato un prezioso sigillo medievale che Girolamo Magnani inviò a studiare al famoso Gaetano Milanesi.
Parte del giardino all'italiana, un tempo ricco di lecci e più ampio, venne espropriata per i lavori del tronco Marradi-Borgo San Lorenzo della ferrovia Faentina che si conclusero nel 1893. L'abitazione, danneggiata in parte e quindi restaurata dopo il terremoto del 1919, subì danni e furti durante la il secondo conflitto mondiale da parte di reparti dell'esercito tedesco e alleatoNotizie su Villa Magnani in Pier Tommaso Messeri: Archivio della Famiglia Magnani di Ronta: Inventario (1780-1942) Tesi di Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche, Università degli Studi di Firenze- Scuola di Studi Umanistici e della Formazione, SAGAS, Realatore Prof. Laura Giambastiani, Correlatori Prof. Giovanni Cipriani , Dott. Annantonia Martorano, A.A. 2013/2014.
Il 16 febbraio 1920, il treno merci 6385 proveniente da Marradi e diretto a Firenze, deragliò sul Ponte di Caino precipitando nei campi sottostanti. Ci furono dei morti e molti feriti vennero accolti e assistiti nella villa MagnaniClaudio Mercatali, L'incidente più grave avvenuto nella Faentina,Il Blog della Biblioteca di Marradi, sabato 30 ottobre 2021Il blog della Biblioteca di Marradi: 1920 Il disastro ferroviario di Ronta.
Nella villa abitarono Giuseppe Magnani (Ronta, 1860- Ronta, 1916), sindaco di Borgo San Lorenzo, il maggiore Gaetano Magnani (Ronta, 1873-Feldkirck, 1918), Medaglia D'argento al Valor Militare, eroe e patriota al quale è stata intitolata una via poco più a valle, nell'abitato del Poggio, l'ingegnere Alessandro Magnani, che brevettò delle importanti "lampade ad acetilene per minatori" e progettò il monumento ai caduti della prima guerra mondiale alla Piazza, l'avvocato Gian Emilio Canesi, anch'egli Medaglia D'argento al Valor Militare, mutilato di Guerra e pioniere per le Biblioteca per Ciechi di Monza, marito di Jolanda Magnani, ultima esponente della famiglia Magnani del ramo di Girolamo. La villa è ancora in proprietà dei discendenti della famiglia.
Descrizione La dimora presenta caratteri architettonico stilistici di metà ottocento ed è impreziosita, all'esterno, con lo stemma dei famiglia dipinto da Pietro Alessio Chini - il quale aveva lavorato per lo zio nella Pieve di san Giovanni Maggiore - come, della stessa mano e aiuti, sono i numerosi affreschi e decorazioni interni. Molta attenzione fu riservata nelle opere in ferro battuto oltre che nei dettagli stilistici dell'ingresso. Ampie sale si affacciavano sulla vallata mugellana e facevano da sentinella a quella che fu il fulcro di una fattoriaAnnuario Toscano : guida amministrativa, commerciale e professionale della Regione 1909. Firenze, Bemporad e figlio, 1909. dotata di numerosi poderi e boschi che arrivavano fino al crinale dell'appennino. Sono presenti ancora annessi agricoli rimasti corredati di antichi strumenti mezzadrili.
In quegli ambienti venne conservato parte dell'archivio personale dell'epigrammista Filippo Pananti.
Note
Bibliografia Annuario Toscano: guida amministrativa, commerciale e professionale della Regione 1909. Firenze, Bemporad e figlio, 1909. Lino Chini, Storia antica e Moderna del Mugello, Roma, Multigrafica Editrice 1969. Antonio Margheri, "Dio e Patria" nel Mugello: le memorie di Antonio Pini prigioniero nella Grande Guerra, Borgo San Lorenzo , edizioni Noferini, 2015. Pier Tommaso Messeri: Archivio della Famiglia Magnani di Ronta: Inventario (1780-1942) Tesi di Laurea Magistrale in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche, Università degli Studi di Firenze- Scuola di Studi Umanistici e della Formazione, SAGAS, Realatore Prof. Laura Giambastiani, Correlatori Prof. Giovanni Cipriani , Dott. Annantonia Martorano, A.A. 2013/2014. Francesco Niccolai, Mugello e Val di Sieve: guida topografica storico artistica illustrata, Roma, Multigrafica Editrice 1974. Piergiacomo Pietroli, Gaetano Milanesi: erudizione e storia dell'arte in Italia nell'ottocento/ profilo e carteggio artistico, Siena, Accademia Degli Intronati, 2004. Il Messaggero del Mugello: periodico per gli interessi della Vallata e Paesi limitrofi
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