Biografia La carriera militare e l'ingresso nello sport Ufficiale del Regio Esercito insignito del grado di maggiore e Comandante della 138ª Legione "Partenopea" della MVSN nel 1924 in Libia. Gustavo Zinzaro fu un attivo esponente della scena pubblica e sportiva napoletana nella prima metà del novecento, ricoprendo vari incarichi quali, dirigente del , Presidente del Comitato provinciale napoletano della FIDAL e Presidente dell'Accademia Pugilistica Napoletana.
La pentarchia all'A.C. Napoli (1926-1927) Zinzaro entrò stabilmente nel club azzurro a partire dalla stagione della Divisione Nazionale 1926-1927. Si trattava della prima e travagliata annata disputata a carattere nazionale dopo la fondazione del club guidata da Giorgio Ascarelli. In seguito alle premature dimissioni dello stesso Ascarelli dovute a forti divergenze logistiche ed organizzative nell'ambiente societario, la guida dell'Associazione Calcio Napoli venne affidata ad una commissione straordinaria d'emergenza. Zinzaro venne chiamato a far parte di questo organo collegiale — ribattezzato dalle cronache dell'epoca come pentarchia — che contava tra i suoi membri anche i dirigenti Emilio Reale, Eugenio Coppola, Elia e Pichetti. Il comitato mantenne la reggenza e traghettò la società partenopea nelle partite ufficiali fino alla nomina del nuovo consiglio presieduto dall'onorevole Nicola Sansanelli.
La reggenza come Commissario Straordinario Al termine dello stesso campionato, l'onorevole Sansanelli rassegnò a sua volta le dimissioni e l'A.C. Napoli andò incontro alla sua prima gestione commissariale. In questa delicata fase di transizione istituzionale, la Federazione scelse di affidare i pieni poteri proprio al maggiore Zinzaro, nominato formalmente commissario della società. Zinzaro detenne la massima carica per alcuni mesi, risanando la continuità organizzativa prima di passare ufficialmente le consegne al cavaliere Emilio Reale, che gli succedette in veste di presidente.
La diplomazia calcistica nel 1929 Pur non occupando più il ruolo di vertice apicale, Zinzaro mantenne un'altissima rilevanza nei quadri dirigenziali come consigliere strategico del club. Al termine della stagione 1928-1929, il Napoli terminò il campionato all'ottavo posto del proprio girone a pari punti con la Lazio, posizione che decretava l'ultimo posto disponibile per l'ammissione al nascente e storico torneo a girone unico. Dopo il pareggio nello spareggio sul campo neutro di Milano, si rese necessario un ulteriore e logorante scontro a Padova che nessuna delle due compagini intendeva disputare. Zinzaro, sfruttando le proprie competenze burocratiche e militari, si recò personalmente a Bologna in missione diplomatica insieme al presidente Giorgio Ascarelli (nel frattempo tornato alla guida del club) per interloquire direttamente con il presidente della Federazione, Leandro Arpinati. La mediazione di Zinzaro e Ascarelli si rivelò un successo epocale: i due dirigenti convinsero Arpinati dell'inopportunità di escludere dalla nuova massima serie metropoli strategiche come Roma e Napoli. La richiesta venne accolta e si deliberò il definitivo allargamento della Serie A a 18 squadre, con la contemporanea ammissione d'ufficio sia del Napoli che della Lazio e della Triestina.
Note
Bibliografia
Voci correlate Società Sportiva Calcio Napoli Giorgio Ascarelli Emilio Reale Eugenio Coppola
Categoria:Presidenti della S.S.C. Napoli Categoria:Dirigenti sportivi italiani Categoria:Ufficiali del Regio Esercito