Lo sguardo di Emma (À bras-le-corps) è un film del 2025 diretto e co-sceneggiato da Marie-Elsa Sgualdo, suo primo lungometraggio.
Trama Nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale, Emma è una ragazza di quindici anni che vive in Svizzera, al confine con la Francia. Rimane incinta dopo essere stata violentata mentre gareggiava per un premio alla virtù per finanziare i suoi studi di infermiera. Spinta dalla sua volontà di vivere, dovrà compiere scelte strazianti per perseguire le sue aspirazioni. Dovrà anche affrontare i pregiudizi dei membri della sua comunità protestante.
Produzione La preparazione del film ha richiesto complessivamente sette anni, realizzato da Marie-Elsa Sgualdo a stretto contatto con Déborah Helle, l'unica coordinatrice di intimità certificata in Svizzera.
Il film è prodotto dalla svizzera Box Productions, dalla belga Hélicotronc, dalla francese Offshore e co-prodotto da Radio Télévision Suisse.
È stato girato tra maggio e giugno 2024, principalmente a Romainmôtier e a Goumoëns, nel Canton Vaud, a Colombier, nel Canton Neuchâtel.
Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima il 1º settembre 2025 alla 82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nella sezione Venezia Spotlight. È uscito nelle sale cinematografiche svizzere l'11 febbraio 2026 e in quelle italiane il 2 aprile 2026 distribuito da Trent Film.
Accoglienza Alla prima della Mostra di Venezia, il film ha ricevuto una standing ovation di cinque minuti.
Critica Il sito francese AlloCiné ha registrato una media di 3,6 su 5 da parte di 14 critici.
Il critico cinematografico Fabien Lemercier, su Cineuropa, ha elogiato il film, notando «una finezza narrativa che si sposa con una messa in scena semplice ma di grande sensibilità». Anche Nikki Baughan, su Screen International, lo ha elogiato, sottolineando la «recitazione misurata ed emotivamente intelligente» di Lila Gueneau e le ambientazioni svizzere «innegabilmente mozzafiato». Max Borg, su The Film Verdict, lo ha descritto come «un viaggio dal ritmo costante, a volte cinematograficamente convenzionale ma sempre pieno di sincerità e passione, principalmente grazie al forte cast corale».
Francesco Puma, su Quinlan.it, assegna 7,5 su 10 e considera che «Emma diventa il centro di un cinema che osserva la violenza senza compiacimento e l'emancipazione senza retorica».
Tematiche Il film tratta di libertà e autoaffermazione. Il consenso e la violenza sessuale sono presentati da una prospettiva femminile, con discrezione e silenzio. Un femminismo di emancipazione delicato e silenzioso, che ripercorre le vite di due generazioni di donne abusate. Per Lila Guenau, il ruolo di Emma è principalmente fisico ed emotivo: l'intera psicologia del personaggio è trasmessa attraverso la moderazione, gli sguardi e la postura, come era nel 1943. Per il suo personaggio, la regista si è ispirata alle testimonianze delle donne e agli archivi dell'epoca. Nel film si vede come l'ingiustizia distrugge, mettendo in discussione la neutralità, il conformismo e il conservatorismo protestante. L'obiettivo principale del film è consentire agli spettatori di mettere in discussione le proprie idee sullo stupro, le proprie azioni o inazioni e i propri silenzi complici.
Riconoscimenti 2026 – Premio del cinema svizzero Migliore fotografia a Benoît Dervaux Migliore montaggio a Karine Sudan 2026 – Joburg Film Festival Miglior film Migliore fotografia a Benoît Dervaux Menzione speciale a Lila Gueneau
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici Categoria:Film ambientati negli anni 1940 Categoria:Film ambientati in Svizzera Categoria:Film girati in Svizzera