L'atonia uterina è la perdita della capacità dell'utero di contrarsi adeguatamente dopo il parto. Uno dei sintomi che possono manifestarsi è l'emorragia postpartum, di cui è la causa in oltre il 75% dei casi. Anemia e carenza di ferro sono invece possibili complicanze.
Tra i fattori di rischio si possono elencare parto prolungato, parto precipitoso, distensione uterina (in caso di gemelli, polidramnios, o feto grande per l'età gestazionale), fibromi, IMC superiore a 40 e corioamniosite. La contrazione dei muscoli dell'utero è necessaria per chiudere i vasi sanguigni che alimentavano la placenta prima del parto. La diagnosi è basata sulla palpazione dell'utero dopo il parto. Altre disfunzioni che possono presentarsi in modo simile sono la ritenzione della placenta, l'inversione uterina e le lacerazioni associate al parto.
Gli emocomponenti dovrebbero essere pronti per l'uso nei soggetti ad alto rischio; è anche possibile somministrare ossitocina sintetica per cercare di prevenire l'insorgenza dell'atonia. Text was copied from this source, which is available under a . Le forme di trattamento comprendono il massaggio uterino, l'uso di farmaci, il tamponamento uterino o un intervento chirurgico. Tra i farmaci utilizzati sono compresi ossitocina, metilergometrina, carboprost, misoprostolo e prostaglandina E2. L'atonia uterina si verifica nel 2,5% dei parti negli Stati Uniti. A livello globale, l'emorragia postpartum è tra le prime cinque cause di mortalità materna.
Note
Categoria:Malattie dell'apparato genitale femminile Categoria:Parto