La chiesa dei Santi Faustino e Giovita è la parrocchiale di Monte Maderno, frazione di Toscolano Maderno, in provincia e diocesi di Brescia.; fa parte della zona pastorale del Garda.
Storia La località di Maderno di Sopra rientrava in origine tra i possedimenti dei vescovi di Cremona, i quali però nel 1196 la vendettero, insieme alle altre pertinenze gardesane, presumibilmente al monastero di San Faustino Maggiore di Brescia.
Nel 1482 fu sancito l'obbligo per i parroci di Maderno di celebrare regolarmente almeno una messa nella cappella dei Santi Faustino e Giovita.
Il vescovo Domenico Bollani, durante la sua visita pastorale del 1566, rilevò che la chiesa era dotata dell'altare maggiore e dei due laterali dedicati alla Beata Vergine Maria e a san Bartolomeo e che in loco risiedeva un cappellano.
Nel 1629, con decreto del vescovo di Brescia Marino Zorzi, Monte Maderno venne eretta in parrocchia autonoma.
Dalla relazione della visita del 1702 del vescovo Marco Dolfin s'apprende che il numero dei fedeli ammoniaca a 320 e che la chiesa dei Santi Faustino e Giovita, in cui aveva sede la scuola del Santissimo Sacramento, ospitava in totale tre altari e aveva come filiali i due oratori di San Carlo e di San Martino; a quel medesimo secolo risale la parrocchiale neoclassica.
L'adeguamento liturgico fu eseguito mediante l'aggiunta dell'ambone e lo spostamento della mensa eucaristica verso l'assemblea verosimilmente alla fine degli anni sessanta del Novecento.
Nel 1989, secondo quanto stabilito dal Direttorio diocesano per le zone pastorali, emanato dal vescovo Bruno Foresti in data 14 aprile, la parrocchiale entrò a far parte della neo-costituita zona pastorale del Garda.
L'edificio venne interessato da un intervento di restauro e di consolidamento in seguito all'evento sismico dell'autunno del 2004.
Descrizione Esterno La facciata della chiesa, rivolta a occidente, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi scanditi da lesene tuscaniche; quello inferiore presenta centralmente il portale d'ingresso architravato, mentre quello superiore è caratterizzato da una finestra e coronato dal timpano si forma triangolare.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coronata da alcuni pinnacoli.
Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali, introdotte da archi a tutto sesto, e le cui pareti sono scandite da lesene senza capitelli sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si impostano i pennacchi della cupola ribassata; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di tre gradini, coperto anch'esso da una cupola ribassata e chiuso dalla parete di fondo piatta.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la pala avente come soggetto la Beata Vergine Maria con i santi Macario e Felicita, realizzata dal padenghino Giovanni Andrea Bertanza nel 1626, e la tela ritraente la Madonna con il Bambino insieme ai santi Carlo Borromeo, Andrea ed Ercolano e a un donatore, firmata dal medesimo autore.
Note
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