Biografia Abelardo Gabriel de la Espriella Otero è nato il 31 luglio 1978 a Bogotà, in una famiglia benestante con origini italiane. È cresciuto nella città di Montería, capoluogo del dipartimento di Córdoba, nel nord della Colombia. Suo padre Abelardo de la Espriella y Juris, avvocato e magistrato amministrativo, è stato deputato e candidato alla carica di governatore del medesimo dipartimento negli anni 1990. Ha compiuto studi di giurisprudenza presso l’Universidad Sergio Arboleda. Nel 2008 si è sposato con Ana Lucía Pineda, con cui ha avuto quattro figli.
Negli anni 2000 de la Espriella è diventato un avvocato penalista ricco e influente, difendendo clienti controversi tra cui alcuni paramilitari di estrema destra. Ha affermato di ammirare e di essere amico di Salvatore Mancuso, ex leader delle Autodifese Unite della Colombia. Ha creato la Fondazione per le Iniziative di Pace (Fipaz), che offre una piattaforma politica ai paramilitari. Dopo si è trasferito negli Stati Uniti per difendere narcotrafficanti estradati e, una volta tornato in Colombia, è stato avvocato di politici di destra, incluso l’ex-presidente Álvaro Uribe e di personalità coinvolte nello scandalo della parapolitica. È stato inoltre l’avvocato dell’uomo d’affari Alex Saab e di David Murcia, creatore del più grande schema piramidale finanziario mai conosciuto dal Paese.
De la Espriella spesso fa causa a giornalisti che indagano sull’origine della sua fortuna e sui suoi legami professionali con personalità sospettate di legami con il narcotraffico. Tra il 2008 e il 2019, la Fondazione per la Libertà di Stampa ha registrato oltre 100 cause per diffamazione intentate da lui, molte delle quali archiviate successivamente.
Abelardo de la Espriella ha svolto inoltre una carriera di uomo d’affari, anche in Italia, dove investe nei settori del vino e del rum. Possiede inoltre una linea di abbigliamento maschile di lusso denominata «De la Espriella Style» e il marchio Café Hope by Animal Voices, che commercializza caffè. È proprietario di un jet privato che utilizza per i propri spostamenti.
Le attività imprenditoriali e la situazione finanziaria del noto avvocato e uomo d'affari colombiano Abelardo de la Espriella sono state oggetto di un intenso dibattito pubblico, soprattutto nel corso della sua campagna elettorale. Al centro delle discussioni vi è il contrasto tra i risultati economici di molte delle sue società e l'immagine di imprenditore di successo che egli presenta come prova della propria autonomia finanziaria. Un'approfondita inchiesta del sito d'informazioni La Silla Vacía ha ricostruito una rete composta da circa 35 società distribuite tra Colombia, Stati Uniti e Panama. Le attività del gruppo spaziano dai servizi legali e immobiliari, riconducibili a De La Espriella Lawyers, fino a iniziative nel settore dell'intrattenimento e dei beni di consumo, tra cui marchi di vino, rum, gelati e abbigliamento. Sebbene alcune operazioni nei comparti immobiliare e dell'intrattenimento abbiano prodotto risultati positivi, i documenti finanziari presentati in Colombia mostrerebbero che diverse aziende del gruppo hanno accumulato perdite e livelli significativi di indebitamento. Anche alcuni progetti commerciali e di marketing avrebbero registrato performance economiche negative. Le opposizioni politiche e vari organi di stampa hanno inoltre criticato il coinvolgimento di società con conti in passivo o in fase di liquidazione in attività collegate alla campagna elettorale, comprese alcune operazioni relative alla logistica e ai trasporti che hanno suscitato controversie. Parallelamente, mentre alcuni dei marchi lanciati dall'imprenditore non hanno ottenuto i risultati sperati, gran parte della sua notorietà e delle sue entrate continuerebbe a derivare dall'attività del suo studio legale. Anche in questo ambito sono emerse polemiche riguardo a compensi multimilionari percepiti da aziende del settore sanitario in difficoltà poco prima che queste venissero poste in liquidazione dalle autorità statali.
Carriera politica Nel luglio 2025 ha deciso di trasformare la propria notorietà in un progetto politico, fondando il movimento “Difensori della Patria”.
Presidenziali del 2026 Candidatosi alle elezioni presidenziali del 2026 (scegliendo come suo vicepresidente José Manuel Restrepo, ex rettore universitario ed ex ministro dell’economia) Abelardo de la Espriella spiegò sin da subito il senso del suo impegno politico:
Repubblicano, ha promesso di combattere la criminalità organizzata e l’eradicazione chimica delle piantagioni di coca e di fare una politica economica ultraliberale con il sostegno Usa.
Autodefinitosi «El Tigre», si distingue per discorsi fortemente offensivi contro la sinistra colombiana, che promette di «sventrare», e per numerosi insulti rivolti ai suoi avversari politici. Facendo campagna con la maglia della nazionale di calcio e un berretto da baseball, si presenta come un outsider proveniente dal basso, in lotta contro le élite e la politica «di sempre». Nonostante questo le modalità di finanziamento del celebre avvocato sono state oggetto di ampio dibattito. Alcune indagini giornalistiche, comprese quelle pubblicate dalla Rivista Cambio, hanno alimentato seri interrogativi dopo aver rilevato trasferimenti di ingenti somme dalla sua campagna verso società poco trasparenti o di recente costituzione.
Diversi analisti sottolineano come il suo senso dello spettacolo e della comunicazione abbia rappresentato un elemento centrale della sua campagna elettorale. Il quotidiano El País scrisse al tempo che «i suoi discorsi in oltre 100 città della Colombia sono sembrati più un concerto pop che un classico comizio politico: proietta su maxi schermi video generati dall’intelligenza artificiale, spara fuochi d’artificio, lancia fiamme e droni sorvolano la folla mentre lui parla dal palco».
Il sito politico La Silla Vacía osservò al tempo che «tutta la sua campagna ruota attorno all’idea del “maschio alfa” come segno indiscutibile della sua capacità di governare», nel tentativo di distinguersi dall’altra candidata di destra, Paloma Valencia. Ha inoltre attaccato il candidato alla vicepresidenza di quest’ultima, Juan Daniel Oviedo, per la sua omosessualità, ritenendo che il suo orientamento sessuale gli impedisse di governare. La sua campagna ottiene altresì il sostegno di settori con una forte capacità di mobilitazione, come i veterani dell’esercito e le chiese evangeliche. Si classifica al primo posto nel primo turno di votazione del 31 maggio con il 43,7 % dei voti, risultato nettamente superiore alle previsioni dei sondaggi, contro il 40,90% di Iván Cepeda, suo avversario di sinistra alle elezioni presidenziali. Riesce in particolare a capitalizzare sul fallimento della politica di sicurezza del governo uscente e sulla forte ostilità di una parte dell’opinione pubblica nei confronti del presidente uscente Gustavo Petro e della sinistra in generale, insieme al sostegno del presidente statunitense Donald Trump «totale e assoluto».
Tenutosi dunque il successivo 21 giugno un turno di ballottaggio, in quanto nessuno dei due candidati era riuscito ad ottenere sin da subito la maggioranza assoluta delle preferenze, Abelardo de la Espriella è quindi emerso definitivamente vincitore con una differenza di circa 250 mila voti, avendo ottenuto il 49,7% dei voti contro il 48,7% di Iván Cepeda.
L'insediamento alla Casa de Nariño è avvenuto il successivo 7 agosto.
Posizionamento politico
La lotta alla criminalità e al narcotraffico occupa un posto centrale nel suo pensiero politico, che si basa sulla costruzione di «mega-carceri» nelle quali i detenuti sarebbero rinchiusi «dieci piani sottoterra» e nutriti «con pane e acqua».
Dichiara poi di voler porre fine ai negoziati di pace con i guerriglieri (attivi sin dallo scoppio del Conflitto armato colombiano).
Nei riguardi dell’ordine pubblico in generale, poi, difende una linea repressiva nei confronti dei movimenti di protesta, affermando di voler autorizzare le forze dell’ordine a “sparare per uccidere” in caso di aggressione. Ha inoltre proposto di liberalizzare la vendita di armi da fuoco ai cittadini. La denuncia della corruzione costituisce un altro tema ricorrente della sua retorica politica.
Sul piano economico, dichiara di ispirarsi al presidente argentino Javier Milei, sostenendo il libero mercato e proponendo di ridurre al minimo il perimetro d’azione dello Stato. Promise in campagna elettorale una crescita annua del 7 % ed è favorevole ad una riduzione della spesa pubblica e delle imposte per le imprese, nonché una semplificazione amministrativa.
Sostiene la legalizzazione del fracking (fratturazione idraulica), il rilancio di nuovi contratti petroliferi e l’abbandono della transizione energetica promossa dal governo precedente al momento della sua candidatura.
Propone inoltre una «dollarizzazione» dell’economia colombiana, in quanto, secondo lui, la Colombia dovrebbe essere gestita come un’impresa e «affidata a persone che, nel corso della loro vita, hanno creato ricchezza». Egli stesso, in campagna elettorale, mise in evidenza il proprio successo finanziario per dimostrare la sua competenza e affermò di rappresentare coloro che non hanno «mai vissuto della tettarella dello Stato».
Fortemente filo-americano in politica estera, dichiarò in campagna elettorale di aver preso in considerazione la possibilità di ritirare la Colombia dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, dall’Organizzazione degli Stati Americani e dal Sistema interamericano di protezione dei diritti umani.
Ha accolto con favore l’attacco degli Stati Uniti contro il Venezuela nel gennaio 2026 e ha ripetutamente affermato in campagna elettorale che qualsiasi futura relazione diplomatica con il Venezuela sarebbe stata incanalata attraverso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Ha inoltre dichiarato di voler ripristinare le relazioni diplomatiche con Israele, che erano state interrotte dal governo colombiano in segno di protesta contro la guerra di Gaza, annunciando poi la sua intenzione di aprire un’ambasciata a Gerusalemme, rompendo così con la posizione tradizionale della Colombia: in virtù di ciò, alla fine del 2025 ha altresì incontrato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, al quale ha promesso di «rafforzare i legami di amicizia e cooperazione» tra la Colombia e Israele.https://elpais.com/america-colombia/elecciones-presidenciales/2026-06-16/dos-visiones-antagonicas-de-la-politica-exterior-el-otro-campo-de-batalla-entre-cepeda-y-de-la-espriella.html
Vita privata Abelardo de la Espriella possiede le cittadinanze colombiana, statunitense e italiana. Nel 2023 ha fatto riconoscere la cittadinanza italiana — trasmessa automaticamente dai nonni — mentre è stato naturalizzato cittadino statunitense nel 2024, grazie ai suoi anni di residenza nel paese.
Ama esibire il proprio stile di vita sui social network, facendosi riprendere a bordo del suo jet privato, alla guida di una Rolls-Royce Phantom o nelle sue diverse proprietà. Ha inciso due album — essendo un cantante lirico dilettante —, pubblicato cinque libri e partecipato a diverse serie televisive. È appassionato di caccia.
Dall’inizio degli anni 2010 ha vissuto tra Miami e Firenze.
È sposato con Ana Lucía Pineda, donna d’affari a capo di diverse aziende, anche negli Stati Uniti. La coppia ha quattro figli, tutti nati negli Stati Uniti.
Negli Stati Uniti finanzia campagne elettorali del Partito Repubblicano e intrattiene rapporti con funzionari governativi.
Note
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