La Casa del Fascio, anche Casa Littoria, è un edificio situato ad Alessandria, progettato dall'ingegnere Vittorio Tornielli e oggi utilizzato come sede di uffici finanziari e del Genio civile.

Storia e descrizione Progettata nel 1932 dall'ingegnere Vittorio Tornielli, la Casa del Fascio di Alessandria fu costruita tra il 15 ottobre 1932 e il 16 aprile 1935, con l'esecuzione affidata alla ditta Giuseppe Ravera.

Il complesso, che occupa un isolato, si caratterizza per il suo impianto a L, che risolve l'angolo con l'arretramento di un volume semicilindrico, soluzione utile a movimentare la massa dell'edificio e accentuata dalla scelta di impiegare del marmo verde nel basamento e nei pilastri, in contrasto con l'allineamento dei prospetti laterali e con la loro sequenza continua di finestre con cornici in travertino. A partire dal corpo centrale si sviluppano due ali laterali alte tre piani, destinate a uffici, originariamente coperte da terrazzi solari e con due torri concluse da terrazzi poste nel punto di raccordo con il corpo centrale.

La relazione progettuale del 1936 descriveva l'edificio come rispondente a esigenze moderne e rappresentative, con il ricorso a materiali considerati nobili in ragione del ruolo istituzionale attribuito alla Casa del Fascio. La struttura fu realizzata con scheletro in cemento armato e con chiusure perimetrali e interne in muratura di cotto. Al posto del tetto vennero previsti terrazzi con solai in cemento armato a doppia camera d'aria, con manti impermeabili e asfalto.

Per gli interni venne utilizzato un intonaco di cemento che imitava l'effetto della pietra lavorata; inoltre, il corpo centrale curvo vide l'utilizzo di materiali di pregio, con i contorni delle cinque grandi porte in diorite lucidata, le pareti curve rivestite di lastre di travertino e le fasce marcapiano, le cornici e i davanzali in sienite anch'essa lucida. Il grande salone centrale era coperto da capriate di cemento armato che poggiavano sui muri perimetrali e il soffitto era dotato di ampi lucernari. La parte posteriore del salone dei Caduti, concepita come sacrario dei martiri fascisti, formava, con cinque grandi pilastri rivestiti di marmo nero, una sorta di esedra rivestita da vetrate decorate con immagini della storia del fascismo alessandrino.

Dal dopoguerra l'edificio è destinato a uffici finanziari e del Genio civile.

Note

Bibliografia

Categoria:Architetture fasciste di Alessandria Alessandria