Guglielmo Tell è un dramma teatrale di Friedrich Schiller del 1804.

Ultimo dramma completato dall'autore, si ispira alla storia svizzera, con le vicende di Guglielmo Tell e del giuramento del Grütli, atto fondativo della Vecchia Confederazione svizzera.

Trama La vicenda è ambientata nel 1307 nei tre cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo, sottoposti al dominio di Alberto I d'Asburgo, duca d'Austria e sacro romano imperatore.

I atto (Scena 1) Sulla riva del lago di Lucerna, il pastore Kuoni, il cacciatore Werni e il pescatore Ruodi stanno discutendo di una tempesta in arrivo, quando appare il fuggitivo Konrad Baumgarten, inseguito da mercenari asburgici perché ha ucciso Wolfenschießen, castellano di Untervaldo, che aveva tentato di insidiarne la moglie. Sopraggiunge anche Guglielmo Tell; tutti esortano il pescatore a traghettare il fuggitivo attraverso il lago ma questi, conoscendo il vento di favonio in arrivo, rifiuta. Allora Tell si lancia nell'impresa e riesce. Gli inseguitori, giunti sul posto, per rappresaglia si danno al saccheggio.

(Scena 2) A Svitto, Gertrud convince suo marito Werner Stauffacher a unirsi ad altri svizzeri che si oppongono alla tirannia asburgica. Stauffacher decide quindi di recarsi dai suoi amici, che si sentono oppressi quanto lui.

(Scena 3) Ad Altdorf, capoluogo di Uri, contadini e artigiani sono costretti ai lavori forzati per erigere una roccaforte asburgica, la Zwing-Uri, che porrà fine all'antica immediatezza imperiale dei tre cantoni. Stauffacher cerca invano di persuadere Tell a unirsi a lui contro la tirannia asburgica. Intanto, il balivo asburgico Hermann Gessler ordina che il suo cappello sia posto su un palo e che tutti si inchinino ad esso come al balivo in persona.

(Scena 4) Werner Stauffacher di Svitto, Arnold von Melchtal di Untervaldo e Walter Fürst di Uri uniscono le forze per preparare una rivolta congiunta dei tre cantoni .

II atto (Scena 1) L'anziano barone von Attinghausen esprime comprensione per il malcontento del popolo, mentre il suo giovane nipote ed erede Ulrich von Rudenz si schiera dalla parte degli Asburgo.

(Scena 2) I cospiratori di Uri, Svitto e Untervaldo si riuniscono sotto un arcobaleno lunare sul prato di Grütli per prestare giuramento. Guidati dall'ex landamano Itel Reding, formano una comunità territoriale e istituiscono la Confederazione svizzera. Decidono di espellere le forze asburgiche e mettono ai voti i dettagli del piano.

III atto (Scena 1) Tell si trova alla sua fattoria, assieme alla moglie Edvige e ai due figli. Parte quindi per Altdorg assieme a Walter, il figlio maggiore; la moglie Edvige, presagendo che qualcosa di terribile sta per accadere, cerca invano di fermarlo.

(Scena 2) Durante una battuta di caccia, Berta von Bruneck convince Ulrich von Rudenz, suo innamorato, a schierarsi dalla parte degli svizzeri.

(Scena 3) Tell si rifiuta di salutare il cappello posto sul capo per ordine di Gessler e viene arrestato dai suoi scagnozzi. Appare il balivo in persona, che impone a Tell di riuscire colpire una mela posta sulla testa del figlio se vuole salvare la vita di entrambi e ottenere la sua liberazione. Tell prende due frecce dalla faretra e colpisce la mela. Inizialmente elude la domanda del balivo sullo scopo dell'altra freccia. Gessler gli assicura che la sua vita sarà salva, qualunque sia la sua risposta. Allora Tell gli dice in faccia che la seconda freccia era destinata a Gessler se col primo tiro avesse colpito suo figlio. Il balivo si sottrae alla promessa e fa arrestare Tell.

IV atto (Scena 1) Tradotto in barca sul lago di Lucerna, Tell riesce a fuggire grazie a una tempesta, approdando al sito della futura cappella di Tell. Qui chiede al figlio di un pescatore di mostrargli un sentiero segreto per Küssnacht e dice al padre del ragazzo che avrebbero sentito ancora parlare di lui.

(Scena 2) Attinghausen morente, circondato dai suoi servi e amici, dichiara che lo status speciale della nobiltà di sangue è finito; le sue ultime parole esortano gli svizzeri a restare uniti. Rudenz, sopraggiunto poco dopo che lo zio è spirato, si unisce definitivamente ai confederati.

(Scena 3) Tell attende il passaggio di Gessler nei pressi di Küssnacht, per tendergli un agguato. Il suo monologo rivela il suo personale motivo per questa difficile decisione: pur di porre fine alla tirannia del balivo è disposto a ucciderlo. Mentre Gessler è alle prese con dei supplici, e sta per ordinare al suo seguito di calpestarli, viene trafitto dalla freccia di Tell.

V atto (Scena 1) Il castello fortificato di Altdorf viene raso al suolo; insieme, Rudenz e Melchthal salvano Berta che vi era stata imprigionata. Poi arriva un messaggio da Johannes Müller: Alberto d'Asburgo è stato assassinato dal nipote Giovanni il Parricida, cui aveva negato l'eredità. Alberto, ad ogni modo, aveva ignorato l'immediatezza imperiale degli svizzeri per renderli vassalli dell'Austria.

(Scena 2) A casa di Tell, compare un misterioso monaco: si tratta in realtà di Giovanni il Parricida, che implora l'aiuto di Tell. Questi sottolinea la netta differenza tra le loro azioni, tuttavia lo persuade a recarsi in Italia e confessarsi dal papa a Roma.

(Scena 3) La folla accorre e acclama l'azione di Tell. Schiller, maestro dei finali drammatici, permette all'eroe di ritirarsi completamente sullo sfondo, scegliendo di concludere includendo le donne e i non liberi: Berta von Bruneck si unisce a Rudenz, ed egli affranca tutti i suoi servi.

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