Humanitas è stato un periodico politico e culturale italiano, fondato e diretto da Piero Delfino Pesce a Bari nel 1911, e pubblicato fino al 1924.

Di orientamento progressista ma anche fautore di un rinnovamento spiritualistico, si proponeva di aprire la cultura italiana ai contributi teorici e artistici stranieri, diventando un punto di riferimento per l'avanguardia culturale del meridionalismo del primo Novecento.

Storia Il primo numero uscì nel 1911 per iniziativa dell'intellettuale e politico pugliese Piero Delfino Pesce. Fin dal principio, la linea editoriale sostenne le tesi del riformismo meridionalista, di un mazzinianesimo anti-giolittiano e avverso al positivismo, di un idealismo mistico-spirituale ma laico, che rifiutava il materialismo e lo scientismo. Tra le sue battaglie vi fu la pubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese.

La sede della rivista era ubicata a Bari, all'angolo tra via Beatillo e corso Cavour, all'interno di un polo che univa la redazione, la tipografia e una carto-libreria. Affiancata al settimanale nacque anche la casa editrice "Humanitas", che tra il 1911 e il 1924 diede alle stampe oltre settanta volumi di saggistica, teatro e poesia.

Nel corso della sua attività, la rivista ospitò interventi di illustri personalità della cultura e della politica dell'epoca, aprendosi anche a tematiche artistiche d'avanguardia, alla filosofia e alla ricerca estetica. Ebbe in particolare un ruolo nell'articolazione del Futurismo esoterico e nelle ricerche sullo spiritismo tra i movimenti avanguardisti, che resero la rivista barese un oggetto di studio rilevante a livello internazionale.

Nonostante annoverasse tra i suoi lettori anche Benito Mussolini, nel luglio del 1922 la rivista sostenne l'adesione del Partito Repubblicano all'Alleanza del Lavoro in chiave antifascista. Pesce venne incarcerato per un mese, ma si oppose in seguito con maggiore veemenza al nuovo regime fascista, finché la rivista fu costretta alla chiusura nel 1924 dallo squadrismo.

Collaborazioni Tra i collaboratori di area politica, democratica e repubblicana vi furono: Napoleone Colajanni Eugenio Chiesa Terenzio Grandi Tommaso Fiore Alfonso Leonetti

In ambito artistico, letterario e d'avanguardia, la testata ospitò scritti di: Anton Giulio Bragaglia, che tra il 1913 e il 1914 vi pubblicò una serie di articoli dedicati allo spiritismo, all'occultismo e alla sperimentazione fotografica (tra cui La fotografia dell'invisibile e I fantasmi dei vivi e dei morti), che anticiparono le sue teorie sul fotodinamismo.Una tecnica fotografica per cercare di catturare l'invisibile, attraverso una «smaterializzazione» che rendesse l'idea visiva di fantasmi ed ectoplasmi eterei, dalla sagoma spesso sdoppiata o sfocata, cfr. La stessa casa editrice legata al periodico pubblicò inoltre nel 1915 il saggio di Bragaglia I tedeschi e le canzoni di guerra (1813-1870-1915).

Salvatore Quasimodo Hrand Nazariantz (poeta armeno rifugiato in Puglia) Francesco Meriano Enrico Cardile

Note

Bibliografia Nicola Fanizza, Piero Delfino Pesce e la rinascenza mediterranea nel centenario della rivista Humanitas (1911-1924), Bari, Giuseppe Laterza Edizioni, 2011. Vitilio Masiello (curatore), Piero Delfino Pesce e la rinascenza mediterranea. Nel centenario della rivista «Humanitas» (1911-1924), Bari, Laterza, 2013.

Voci correlate Anton Giulio Bragaglia Avanguardia Futurismo Meridionalismo Storia di Bari

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