Le elezioni parlamentari in Guinea del 2026 si sono tenute il 31 maggio per il rinnovo dell'Assemblea nazionale, la camera bassa del Parlamento della Guinea.
Si è trattato delle prime elezioni parlamentari dall’approvazione popolare, nel novembre dell’anno precedente, del progetto di nuova Costituzione, che ha così completato il processo di transizione dal governo militare provvisorio, sorto dopo il colpo di Stato del 2021, ad un governo civile, già parzialmente assolto con le elezioni presidenziali dell’anno precedente.
Originariamente previste per il 2025, a seguito dell’approvazione della nuova Costituzione tramite referendum, esse sono state posticipate dapprima al 24 maggio, e successivamente, per effetto di un decreto presidenziale, a tale data.
Le elezioni hanno visto la vittoria schiacciante della formazione Generazione per la Modernità e lo Sviluppo — Costruire Insieme (GMD-BE) del Presidente in carica Mamady Doumbouya che, nonostante si sia presentata solo nel voto maggioritario, ha così potuto ottenere, con ben 93 seggi su 147, un saldo controllo sull’assemblea e sulla futura politica governativa. Il voto, tuttavia, è stato criticato per non essere stato completamente equo, essendo stati messi al bando nei mesi precedenti numerosi partiti politici, nonché avendo le principali formazioni politiche boicottato il procedimento elettorale.
Sistema elettorale Per le elezioni dell’Assemblea nazionale, l’unica delle due camere del Parlamento ad essere direttamente eletta dai cittadini, la legge elettorale guineana prevede l’applicazione di un sistema elettorale misto. Nello specifico, dei 147 seggi: 98 sono eletti secondo il sistema maggioritario, il quale si esplica tuttavia, con alcuni correttivi, in diversi esiti in base al tipo di circoscrizione elettorale: In 21 collegi uninominali, è applicato il sistema maggioritario secco, e dunque esso si risolve semplicemente nella vittoria del singolo candidato che abbia ottenuto il maggior numero di voti (Plurality). Di questi, 4 sono dedicati ai cittadini all’estero; Negli altri 76 collegi plurinominali (che variano da 2 a 5 seggi in base alla popolazione), invece, è applicato il “sistema maggioritario plurinominale a blocchi”, in cui esso si risolve con l’elezione dei primi candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti (Plurality) finché non siano colmati tutti i seggi espressi da quella circoscrizione elettorale. I restanti 49, infine, sono eletti con il sistema proporzionale a lista chiusa di partito all’interno di vari collegi plurinominali.
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2026 Guinea