Biografia Origini e formazione Giorgio Giulini è stato un nobile, giurista e politico italiano, alto funzionario dello Stato di Milano tra l'ultimo periodo della dominazione spagnola e l'inizio di quella asburgica. Nato a Milano nella parrocchia di San Giovanni sul Muro, era il primogenito di Giuseppe Giulini, avvocato appartenente della nobile famiglia trasferitasi nella città lombarda direttamente da Sorico, e di Livia Casanova. Seguendo le tradizioni familiari intraprese gli studi giuridici, laureandosi in diritto presso l'Università degli Studi di Parma nel maggio 1681. Alla morte prematura del padre, avvenuta due anni dopo, dovette farsi carico del sostentamento della numerosa famiglia, comprendente dodici fratelli.
Carriera sotto il dominio spagnolo Grazie alla reputazione paterna e alle sue competenze legali, ottenne presto incarichi di rilievo dalle autorità locali. Nel 1697 il Senato di Milano lo nominò arbitro nella controversia tra la Comunità di Valsassina e la famiglia Monti.
Il 17 febbraio 1699, per diploma di Carlo II di Spagna, fu nominato vicario generale dello Stato di Milano. Nello stesso anno fu ammesso al Collegio dei giureconsulti di Como, per il quale guidò con successo una delicata missione a Milano nel 1700 per ottenere l'interinazione senatoria di un privilegio concesso da papa Papa Innocenzo XI. Con lo scoppio della Guerra di successione spagnola, nel 1701 prestò giuramento di fedeltà al nuovo sovrano Filippo V di Spagna di Borbone. Tra il 1702 e il 1703 difese con successo l'autonomia di Varese contro il tentativo di infeudazione al duca di San Pietro, Gian Luca Spinola.
Il servizio sotto gli Asburgo Con il passaggio del Ducato di Milano agli Asburgo d'Austria, il Giulini mantenne il proprio prestigio e si allineò al nuovo governo. Nel 1707 prestò giuramento a Carlo III d'Asburgo (il futuro imperatore Carlo VI d'Asburgo) e l'anno successivo fu nominato avvocato fiscale del Ducato.
A partire dal 1708 fece parte della delegazione imperiale incaricata di negoziare l'esecuzione del Trattato di Torino (1703), che prevedeva la cessione di territori lombardi (tra cui l'Alessandrino e la Lomellina) al duca di Savoia. In sede di trattative si oppose fermamente allo smembramento delle aree economicamente più vitali dello Stato, adottando una linea temporizzatrice. Nonostante la sua strenua difesa e le proteste formali da lui avanzate, la sentenza arbitrale del 1712 impose la cessione dei territori ai Savoia.
Il suo operato fu comunque premiato dall'imperatore Carlo VI d'Asburgo, che nel 1711 lo nominò senatore del Ducato di Milano; nello stesso anno fu aggregato al corpo dei decurioni di Como. Tra il 1716 e il 1718 esercitò l'ufficio di podestà di Pavia, governando con una perizia tale da meritare un'iscrizione pubblica di ringraziamento da parte della cittadinanza. Il 9 dicembre 1716 ottenne da Vienna il titolo di conte di Sorico.
Ultimi anni e interessi culturali Accanto ai successi politici, Giulini si dedicò all'incremento del patrimonio di famiglia: acquistò e rilanciò le miniere di ferro di Dongo nel 1713. Restaurò la Villa San Martino (Arcore) e una dimora a Milano, nella contrada di San Nazaro alla Pietrasanta. Cultore di antichità, allestì nel proprio palazzo milanese una collezione di iscrizioni e reperti d'epoca romana. Non dimenticò mai Sorico come terra nativa e ivi intraprese assieme al fratello Faustino numerose opere e cantieri come ad esempio la riedificazione nel 1703 della Chiesa di Santo Stefano (Sorico) tanto da ottenerne il Giuspatronato. Edificò ma non vide mai il completamento di Palazzo Giulini e rivitalizzò la Fiera dei Morti portandola a tre giorni di durata. Incrementò l'attività di allevamento e commercializzazione del pesce con l'ampliamento delle peschiere di famiglia nel Pian di Spagna.
Nel 1723 ricoprì la carica di presidente del magistrato della Sanità di Milano. Nel 1726 ricevette l'incarico imperiale di esaminare gli atti del Concilio Romano di Benedetto XIII per tutelare i diritti asburgici. Ammalatosi durante questo studio, morì a Milano nell'agosto del 1727 e fu sepolto nella chiesa dei Cappuccini di Porta Orientale.
Matrimonio e discendenza Sposò Laura Alippi, esponente di una famiglia di Mandello del Lario, dalla quale ebbe nove figli. Il primogenito Giuseppe seguì le orme paterne come giurista, vicario e podestà; il figlio Faustino entrò nell'ordine dei cappuccini, mentre Giovanni divenne abate. Fu il nonno paterno e padrino di battesimo del celebre storico e storiografo milanese Giorgio Giulini (1714-1780).
Bibliografia F. Argelati, Bibliotheca scriptorum Mediolanensium, I, 2, Mediolani 1745, coll. 688-690. A. Giulini, Le conferenze diplomatiche di Milano per l'esecuzione del trattato di Torino del 1703, in Archivio storico lombardo, XL (1913), 1, pp. 181–207. A. Giulini, Note biografiche di G.G., in Nel secondo centenario della nascita del conte Giorgio Giulini istoriografo milanese, Milano 1916, pp. 8–11. C. Manaresi, La famiglia Giulini, Milano 1938, pp. 33, 112-115, 159-161, 165 s.
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