La battaglia dello Stretto di Dover venne combattuta nella notte tra il 20 e il 21 aprile 1917 nelle acque dello stretto di Dover, nell'ambito dei più ampi eventi del teatro del Mare del Nord della prima guerra mondiale.
Muovendo dalle basi navali allestite nel Belgio occupato, le forze della Kaiserliche Marine tedesca avevano lanciato, tra la fine del 1916 e l'inizio del 1917, una serie di incursioni notturne mordi-e-fuggi contro le pattuglie della Royal Navy che sorvegliavano le acque dello stretto di Dover per impedirvi il transito degli U-Boot. Queste incursioni avevano causato diverse perdite ai britannici, ma quella condotta dai tedeschi nella notte tra il 20 e il 21 aprile 1917 si trasformò invece in una vittoria per la Royal Navy: una flottiglia di sei cacciatorpediniere tedeschi reduce da un'incursione contro il porto di Dover fu agganciata da una pattuglia di due cacciatorpediniere britannici mentre rientrava verso la sua base, e nel violento scontro che ne seguì due navi tedesche furono affondate con gravi perdite umane tra i loro equipaggi. La sconfitta convinse i tedeschi ad annullare ulteriori incursioni nello stretto per i successivi dieci mesi.
Antefatti Durante la prima guerra mondiale, la sorveglianza delle acque dello stretto di Dover costituita un importante obiettivo per la Royal Navy britannica: in primo luogo, perché attraverso lo stretto e, in generale, attraverso il canale della Manica transitavano le principali linee di rifornimento per le armate britanniche schierate sul fronte occidentale; in secondo luogo, perché lo stretto costituiva la via più breve tramite la quale i sommergibili tedeschi (U-Boot) potevano raggiungere le acque dell'oceano Atlantico per portare i loro attacchi ai convogli navali che rifornivano il Regno Unito. I britannici avevano quindi allestito lungo lo stretto il cosiddetto "Dover Barrage", un misto di campi di mine navali e sbarramenti di reti trainati da pescherecci o fissati a delle boe, protetto da pattuglie di cacciatorpediniere della Dover Patrol del viceammiraglio Reginald Bacon, di base nei porti del Kent. Tra l'aprile e il dicembre 1916, con l'intensificarsi della campagna sommergibilistica tedesca in Atlantico, il Dover Barrage era stato ulteriormente rinforzato con nuovi campi minati e reti anti-sommergibili..
Per quanto lo sbarramento non riuscisse a impedire del tutto il transito degli U-Boot, la sua presenza era nondimeno di intralcio per le loro operazioni e questo spinse la Kaiserliche Marine a prendere provvedimenti. Dopo l'invasione del Belgio del 1914, i tedeschi avevano allestito basi navali a Zeebrugge e Ostenda, utilizzate non solo dagli U-Boot ma anche da una flottiglia di torpediniere (Torpedobootflottille Flandern), parte del più ampio Marinekorps Flandern dell'ammiraglio Ludwig von Schröder, per condurre pattugliamenti offensivi nello stretto di Dover; le torpediniere assegnate alla flottiglia erano però, inizialmente, dei modelli leggeri per operazioni costiere, non adatti a confrontarsi con i cacciatorpediniere britannici, e quindi i tedeschi non erano stati in grado di portare attacchi significativi. La situazione iniziò a mutare verso la fine del 1916, quando il comando tedesco decise di inviare nelle basi belghe alcune flottiglie di moderni cacciatorpediniere d'altura, distaccati dai ranghi della Hochseeflotte; con nuove forze a disposizione, i tedeschi iniziarono quindi una campagna di attacchi periodi alle difese britanniche dello stretto di Dover.
Le azioni dei tedeschi si concretizzarono in incursioni mordi-e-fuggi da parte di più flottiglie di cacciatorpediniere, lanciate nelle notti senza Luna e aventi come obiettivo le pattuglie britanniche di guardia nelle acque dello stretto. La prima di queste incursioni portò alla battaglia dello Stretto di Dover del 26-27 ottobre 1916: i britannici furono colti completamente di sorpresa e subirono pesanti perdite, con un cacciatorpediniere, una nave da trasporto e sei pescherecci affondati e svariate altre unità danneggiate, mentre i tedeschi rientrarono alla base senza aver perso alcuna nave. I tedeschi ripeterono poi le loro incursioni con cadenza mensile tra la fine del 1916 e l'inizio del 1917, e pur senza ottenere risultati eclatanti come quelli dello scontro di ottobre continuarono a infliggere danni alle forze britanniche di pattuglia nello stretto. Nonostante le proteste del comandante della Hochseeflotte ammiraglio Reinhard Scheer, il quale avversava il distacco dalla flotta dei suoi preziosi e contati cacciatorpediniere per le operazioni nello stretto di Dover, alla fine di marzo 1917 i tedeschi avevano concentrato nelle basi belghe l'intera 3ª Flottiglia cacciatorpediniere del capitano di fregata Kahle, per un totale di 24-25 unità d'altura supportate da altre 14-15 torpediniere costiere..
Forze in campo
Dopo aver trascorso un mese a organizzarsi, Kahle preparò una nuova incursione per la successiva notte di novilunio, prevista per il 20-21 aprile. Dodici cacciatorpediniere tedeschi avrebbero preso parte all'azione, suddivisi in due "mezze flottiglie" di uguale forza schierate in zone opposte dello stretto: la 5ª Mezza flottiglia del capitano di corvetta Theophil Gautier (cacciatorpediniere V 71, V 73, V 81, S 53, G 85 e G 42) avrebbe operato nella parte nord dello stretto lungo la costa inglese, attaccando in primo luogo le navi britanniche di pattuglia per poi, se le circostanze del caso avessero reso fattibile l'azione, dirigere a Dover per bombardarne il porto; la 6ª Mezza flottiglia del capitano di corvetta Konrad Albrecht (cacciatorpediniere V 47, G 95, V 68, G 96, G 91, e V 70) avrebbe invece operato nella parte sud dello stretto lungo la costa francese, e avrebbe parimenti diretto a bombardare Calais dopo aver completato gli attacchi al naviglio nemico. Viste le difficoltà in materia di coordinamento tra diverse flottiglie operanti in zone diverse dello stretto riscontrate nelle precedenti incursioni, il capitano Kahle non sarebbe stato in mare con le sue navi, ma sarebbe rimasto a terra nel quartier generale di Bruges e avrebbe diretto l'azione via radio; rimanendo a terra, Kahle inoltre contava di poter fornire alle sue navi informazioni fresche di intelligence ottenute dalle intercettazioni del traffico radio britannico...
Il sistema di decrittazione delle comunicazioni nemiche portato avanti dalla Royal Navy (la cosiddetta "Room 40") non fu in grado di lanciare alcun allarme preventivo, quindi l'Ammiragliato britannico non aveva alterato alcun modo lo schema di pattugliamento previsto per la notte tra il 20 e il 21 aprile nelle acque dello stretto.. Sotto il controllo del comandante E. L. Cardale, la sera del 20 aprile quattro cacciatorpediniere britannici (Nugent, Matchless, Morris e Amazon) erano schierati di pattuglia nello stretto di Dover, posizionati all'estremità sud-orientale dello sbarramento verso la costa francese; alle 19:45 di quello stesso giorno erano invece salpati da Dover, sotto la guida del comandante A. M. Peck, due più grossi cacciatorpediniere conduttore (Broke e Swift), diretti a pattugliare l'estremità nord-occidentale dello sbarramento vicino alla costa inglese. Nella rada di The Downs davanti Deal stazionavano gli incrociatori leggeri e e tre cacciatorpediniere, pronti ad accorrere rapidamente in rinforzo alle pattuglie in caso di attacco tedesco; altri sei cacciatorpediniere britannici (Myngs, Miranda, Saracen, Mentor, Lydiard e Lucifer) erano in riserva a Dover..
La battaglia
Le flottiglie tedesche lasciarono le loro basi tra le 18:15 e le 18:00 del 20 aprile, dirigendo separatamente verso ovest incontro allo sbarramento britannico. Il distaccamento agli ordini del capitano Albrecht fu il primo ad aprire il fuoco: senza aver incontrato naviglio nemico da attaccare, intorno alle 23:10 le navi tedesche si presentarono davanti Calais e bombardarono i dintorni del porto con i loro cannoni per cinque minuti, prima di invertire la rotta e fare ritorno verso le loro basi. Le vampate dei cannoni tedeschi furono scorte nel buio dal comandante Cardale a bordo del Nugent, ma prima che questi potesse avvicinarsi per indagare il bombardamento era cessato; Cardale riprese quindi la normale posizione di pattugliamento. Anche la pattuglia formata dal Broke e dallo Swift aveva scorto all'orizzonte i lampi delle cannonate tedesche, e temendo un attacco nemico all'altra pattuglia Peck aveva subito ordinato di dirigere verso il luogo del supposto scontro; un messaggio radio di Cardale lo informò tuttavia che le navi britanniche non avevano ingaggiato alcun nemico, quindi alle 23:30 Peck invertì la rotta e tornò alla sua posizione di pattugliamento assegnata..
Anche la mezza flottiglia di Gautier non aveva trovato naviglio da attaccare a nord dello sbarramento britannico, quindi i tedeschi si diressero verso Dover per bombardarla. Il peschereccio armato Sabreur, di guardia lungo la costa, fu il primo ad avvistare i tedeschi intorno alle 23:30, poco prima che questi aprissero il fuoco contro il porto di Dover; i tedeschi bombardarono al cittadina per una decina di minuti, mentre l'ammiraglio Bacon esitava a dare l'ordine ai cacciatorpediniere della forza di riserva di uscire in mare e ingaggiare il nemico; quando infine le navi britanniche iniziarono a lasciare il porto alle 23:55, i tedeschi avevano interrotto il bombardamento ed erano già sulla rotta di ritorno. La pattuglia Broke - Swift aveva a sua volta avvistato i lampi delle cannonate in direzione di Dover, ma non sapendo che cosa li avesse generati aveva mantenuto la sua posizione; poco dopo la mezzanotte del 21 aprile la pattuglia aveva ricevuto istruzioni su come coordinarsi ed evitare incidenti di fuoco amico con le forze uscite da Dover: i cacciatorpediniere della riserva andarono a pattugliare le acque comprese tra l'entrata meridionale alla rada dei The Downs e l'entrata orientale alla rada di Dover, mentre le navi di Peck erano a est del banco di Goodwin Sands di guardia all'estremità settentrionale del Dover Barrage..
Le forze britanniche non avvistarono nessuna nave nemica, quindi alle 00:25 l'ammiraglio Bacon ordinò alla divisione di Dover di rientrare alla base; pochi minuti dopo, la battaglia prese vita. Dopo aver completato il bombardamento di Dover, Gautier non si era diretto subito alla base ma aveva deciso di condurre la sua mezza flottiglia all'entrata meridionale dei The Dows per cercare qualche nave nemica da attaccare. Dopo aver appreso che i cacciatorpediniere della riserva erano in mare, il comandante Peck aveva spostato leggermente la sua linea di pattugliamento verso est, ma alle 00:45 aveva invertito la rotta e si era diretto verso ovest, con lo Swift a precedere in linea di fila il Broke. Poco prima di virare nuovamente verso est, lo Swift avvistò nel buio alcuni cacciatorpediniere a sinistra della sua prua: si trattava delle navi tedesche, in rotta verso est, le quali aprirono subito il fuoco sul britannico. Peck ordinò subito di rispondere al fuoco con cannoni e siluri, poi fece virare bruscamente lo Swift a dritta per speronare il cacciatorpediniere più vicino: lo Swift mancò il bersaglio e attraversò la linea nemica, venendo ripetutamente colpito da varie cannonate e accusando diversi danni, ma, mentre attraversava la linea tedesca, uno dei suoi siluri raggiunse il cacciatorpediniere tedesco G 85, immobilizzandolo e appiccandovi un incendio a bordo..