Miti d'oggi (Mythologies) è una raccolta di saggi del critico e semiologo francese Roland Barthes, pubblicata originariamente nel 1957 da Éditions du Seuil.

L'opera raccoglie brevi testi dedicati ai miti della società contemporanea e della cultura di massa, seguiti dal saggio teorico Il mito, oggi, nel quale Barthes definisce il mito come un sistema di comunicazione e una forma di discorso.

Storia editoriale Mythologies fu pubblicato in Francia nel 1957 da Éditions du Seuil, nella collana Pierres vives. I testi raccolti nel volume erano apparsi in precedenza su riviste come Esprit, France-Observateur e Les Lettres nouvelles tra il 1954 e il 1956.

In Italia il libro fu pubblicato con il titolo Miti d'oggi. Un'edizione italiana uscì presso Lerici nel 1962. L'edizione Einaudi, nella traduzione di Lidia Lonzi, comprende anche uno scritto di Umberto Eco.

Contenuto Il volume è composto da una serie di brevi saggi dedicati a oggetti, immagini, riti e discorsi della vita quotidiana e della cultura di massa francese degli anni cinquanta. Tra i temi analizzati figurano il catch, la pubblicità, il cinema, la fotografia, il Tour de France, l'automobile, i giocattoli, il cibo, la stampa, la politica e le forme del consumo.

La parte conclusiva del libro, Il mito, oggi, espone il quadro teorico dell'opera. Barthes interpreta il mito non come un racconto arcaico, ma come un sistema semiologico attraverso il quale la società trasforma significati storici e culturali in evidenze apparentemente naturali. Oggetti, immagini e discorsi della vita quotidiana diventano miti quando vengono caricati di un significato ideologico ulteriore.

Temi e interpretazione Mythologies applica gli strumenti della semiologia all'analisi della società di massa. Il mito non è definito dalla natura del proprio oggetto, ma dal modo in cui un oggetto, un'immagine o un discorso vengono investiti di significato: scrittura, fotografia, cinema, pubblicità, sport, spettacolo e giornalismo possono quindi diventare materia della parola mitica.

Nel saggio conclusivo Il mito, oggi, Barthes descrive il mito come un «sistema semiologico secondo». Nel primo sistema, un significante e un significato si uniscono formando un segno. Nel mito, il segno già formato viene assunto nel suo complesso come significante, o «forma», di un nuovo sistema e viene associato a un ulteriore concetto, producendo una nuova significazione.

Il significato originario del segno non scompare completamente, ma viene impoverito e reso disponibile a un nuovo uso ideologico. Una fotografia, un testo o un oggetto conservano quindi il proprio primo significato, ma vengono contemporaneamente impiegati per comunicare un concetto storico e intenzionale che si presenta come naturale.

L'esempio più noto è una fotografia apparsa sulla copertina di Paris Match, nella quale un giovane militare nero in uniforme francese saluta la bandiera. La scena rappresentata costituisce il primo livello del messaggio; trasformata in parola mitica, comunica invece l'immagine di un impero francese unito, armonioso e privo di conflitti, rimuovendo dalla rappresentazione la storia del colonialismo.

La funzione del mito consiste dunque nel trasformare la storia in natura. Rapporti sociali, valori e costruzioni ideologiche vengono presentati come fatti evidenti, necessari e privi di alternative. Per questo Barthes definisce il mito una «parola depoliticizzata»: esso non nega direttamente la realtà, ma elimina dal proprio racconto i processi storici, le contraddizioni e i conflitti che l'hanno prodotta.

Il lavoro del mitologo consiste, al contrario, nel ricostruire tali processi e nel mostrare il carattere costruito di ciò che il discorso borghese presenta come naturale. I brevi saggi della prima parte del volume svolgono questa funzione analizzando oggetti e pratiche apparentemente innocenti come espressioni di sistemi culturali e ideologici più ampi.

Ricezione Mythologies è considerato una delle opere più influenti di Barthes. Pur essendo nato per cogliere i segni di un'epoca precisa, il libro ha continuato a essere letto come parte del patrimonio letterario e critico contemporaneo.

L'influenza dell'opera si è estesa oltre la semiologia propriamente detta. Patrizia Calefato ha accostato la critica culturale di Barthes alle ricerche sviluppate negli stessi anni dai Cultural Studies britannici e in particolare dalla Scuola di Birmingham, individuando nell'analisi degli oggetti quotidiani come sistemi di significazione uno dei punti di contatto fra i due indirizzi.

Il modello semiologico di Miti d'oggi è stato applicato anche alle forme della comunicazione digitale. Nel 2023 Karina Bárcenas Barajas ha analizzato i meme antifemministi e contrari alla dissidenza sessuale diffusi sui social media in Messico come sistemi mitologici di secondo grado. Secondo la studiosa, la combinazione di immagini, testi e riferimenti culturali già dotati di significato produce nuove rappresentazioni ideologiche, le cui funzioni consistono nel deformare il senso, naturalizzare un determinato ordine di genere e depoliticizzare diritti e conflitti sociali.

Edizioni Roland Barthes, Mythologies, Paris, Éditions du Seuil, 1957. Roland Barthes, Miti d'oggi, Milano, Lerici, 1962. Roland Barthes, Miti d'oggi, traduzione di Lidia Lonzi, Torino, Einaudi, 1974. Roland Barthes, Miti d'oggi, traduzione di Lidia Lonzi, con uno scritto di Umberto Eco, Torino, Einaudi, 2016.

Note

Bibliografia

Voci correlate Roland Barthes Semiologia Mito Cultura di massa Ideologia Cultural studies

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