Condannata all'ergastolo, nel 1987 riuscì a evadere, venendo ricatturata dopo dieci giorni di latitanza. A Downs è stata ripetutamente negata la libertà condizionale, le sono stati diagnosticati disturbi di personalità narcisistica, istrionica e antisociale ed è stata etichettata come "sociopatica deviante".

Primi anni di vita I genitori di Diane (nome completo, Elizabeth Diane Frederickson Downs) erano Willadene e Wesley Frederickson, una coppia di discendenza danese e inglese sposatasi nell'aprile 1954. Diane nacque il 7 agosto 1955 e aveva quattro fratelli. I genitori educarono i figli affinché "non facessero i piagnucoloni", a detta di Willadene. Da adulta, Downs affermò di aver subito abusi sessuali da parte di Wesley quando era bambina, ma in seguito ritrattò le accuse ed entrambi i Frederickson negarono che fossero mai avvenuti.

La famiglia di Downs seguiva rigidi valori conservatori. Durante la crescita era bullizzata dai coetanei in quanto non le era permesso di indossare abiti alla moda o di truccarsi, finché, a quattordici anni, si ribellò alle imposizioni dei genitori, sperimentando un proprio stile e manifestando la sua indipendenza. Si diplomò alla Moon Valley High School di Phoenix, dove incontrò il suo futuro marito, Steve Downs, con cui iniziò una relazione nonostante la disapprovazione dei genitori. Successivamente, Diane si iscrisse alla Pacific Coast Baptist Bible College di Orange, in California, ma fu espulsa dopo un anno per comportamento promiscuo e tornò a casa dei genitori in Arizona.

Steve si arruolò nella Marina degli Stati Uniti e, il 13 novembre 1973, lui e Diane si sposarono dopo che lei era scappata di casa. In seguito dichiarò di essersi sposata "non per amore", ma per scappare dalla sua famiglia.

Nel 1974 nacque la prima figlia della coppia, Christie Ann, mentre nel 1976 nacque Cheryl. Diane rimase nuovamente incinta, ma abortì, salvo pentirsi poi della sua decisione dopo aver visto le immagini di feti in uno stand antiabortista in una fiera locale. Diane decise di "rimediare", nonostante per allora Steve si era sottoposto a una vasectomia. Diane ebbe quindi una relazione extraconiugale con un amico, Mark Sager, da cui ebbe un terzo figlio, Stephen Daniel, nato nel 1979.

Downs e Steve litigavano regolarmente per questioni finanziarie e presunte infedeltà, fino alla decisione di divorziare nel 1980, quando Steve scoprì che di non essere il padre biologico di Stephen. L'8 maggio 1982, Downs diede alla luce, come madre surrogata, a una bambina di nome Jennifer, sebbene avesse fallito due volte i test psichiatrici a causa di segni di psicosi.

Downs lavorava per il Servizio Postale, dove era responsabile dei percorsi postali a Cottage Grove, dell'Oregon. Secondo Steve, non aveva alcun istinto materno e trattava i suoi figli "come spazzatura", ad esempio respingendo Daniel quando chiedeva attenzione; citò un particolare episodio nel quale la figlia Cheryl, dopo essere stata da lui rimproverata per aver saltato sul letto, gli chiese una pistola per uccidersi, in quanto la madre le avrebbe detto "che era cattiva".

Sparatoria e indagine Il 19 maggio 1983, Downs guidò con la sua Old Mohawk Road fino all'ospedale McKenzie-Willamette di Springfield con i figli Christie (otto anni), Cheryl (sette) e Daniel (tre). Raccontò che poco prima delle 22:30, mentre tornava a casa dopo essere stata da un'amica, venne fermata da un uomo sconosciuto che le ordinò di consegnarle l'auto; lei avrebbe finto di gettare le chiavi in un cespuglio vicino, al che lui avrebbe usato una pistola di piccolo calibro per sparare a Downs e ai figli, prima di fuggire. La donna era stata ferita all'avambraccio sinistro, Christie subì un ictus invalidante, Daniel rimase paralizzato dalla vita in giù e Cheryl era morta per la ferita riportata.

La polizia e il personale dell'ospedale dubitarono fin dall'inizio della versione di Downs, in quanto il suo comportamento fu reputato troppo calmo per qualcuno che aveva appena vissuto un evento così traumatico e per alcune dichiarazioni considerate altamente inappropriate.

Il 9 giugno 1983, durante un'intervista, Downs disse che i figli stavano dormendo durante l'accaduto. Durante il procedimento giudiziario cambiò però versione: disse che l'assalitore le sparò durante una colluttazione, per poi fare lo stesso con i figli aprendo la portiera dal lato del guidatore, e che lei fosse riuscita a fuggire fingendo di gettare le chiavi, affinché l'uomo andasse a cercarle. Le prove forensi contraddissero il suo resoconto.

I sospetti si intensificarono quando Downs, durante una visita ai figli in ospedale, telefonò a un suo ex collega e amante dell'Arizona, Robert Knickerbocker. Knickerbocker riferì alla polizia che Downs lo aveva perseguitato e che, a sua detta, sembrava disposta a uccidere sua moglie per rimettersi con lui, ragione per cui era stato sollevato quando Downs era dovuta partire per l'Oregon.

Downs non rivelò alla polizia di possedere una pistola calibro .22, ma sia Steve che Knickerbocker informarono le autorità; aveva acquistato l'arma in Arizona, durante il suo matrimonio. Sebbene la polizia non trovò la pistola, in casa furono rinvenute delle cartucce inesplose con segni di estrattori corrispondenti a quelli dell'arma del delitto. Inoltre, laddove Downs disse di aver guidato velocemente verso l'ospedale dopo l'attacco, diversi testimoni affermarono di aver visto l'auto andare a una velocità stimata di 8-11 km/h. Successivamente la figlia sopravvissuta, Christie, riacquistò la capacità di parlare e descrisse come la madre avesse parcheggiato l'auto sul ciglio della strada e avesse sparato a lei e ai fratelli, per poi colpire sé stessa al braccio. Pertanto, nove mesi dopo la sparatoria, Downs fu arrestata con l'accusa di omicidio e tentato omicidio.

I pubblici ministeri sostennero che Downs avesse cercato di uccidere i figli per continuare la sua relazione con Knickerbocker, in quanto quest'ultimo, a detta della donna, le aveva fatto sapere di non volere figli nella sua vita. Lo psichiatra dell'accusa diagnosticò a Downs disturbi di personalità narcisistica, istrionica e antisociale. Testimoniò che Downs non mostrava alcun rimorso per le sue azioni e che considerava i suoi figli privi di empatia, come se fossero degli oggetti, provando per loro sentimenti superficiali limitati al fatto che facessero parte della sua vita. Gran parte del caso contro di lei si basò sulla testimonianza di Christie. Il 17 giugno 1984, Downs fu condannata all'ergastolo e a cinquant'anni di carcere; doveva scontare venticinque anni prima di essere presa in considerazione per la libertà condizionale. Il giudice chiarì di non intendere che Downs tornasse mai più libera.

Detenzione Secondo la legge dell'Oregon dell'epoca, in quanto criminale pericolosa, Downs avrebbe avuto diritto a un'udienza per la libertà condizionale dal 2009 in poi, ogni due anni, fino al suo rilascio o morte. Nella sua prima richiesta di libertà condizionale il 9 dicembre 2008, Downs ribadì la sua innocenza e la sua versione per la quale sarebbe stato un estraneo a sparare a lei e ai figli.

Douglas Harcleroad, procuratore distrettuale della contea di Lane, scrisse alla commissione che Downs continuava a negare la propria responsabilità per il suo comportamento criminale, inventando di volta in volta diverse versioni sull'identikit dell'aggressore. All'udienza, fu negata alla donna la libertà vigilata; lo stesso accadde nel 2010, 2020 e nel 2025, durante le quali Downs professò la sua innocenza. Il Consiglio per la libertà vigilata e la supervisione post-carceraria dell'Oregon hanno concesso a Downs un differimento esteso di 6 anni e ha programmato la sua prossima udienza per la valutazione della libertà vigilata per il 2031.

Eventi successivi I due figli sopravvissuti di Downs andarono a vivere con il procuratore capo del suo caso, Fred Hugi. Lui e sua moglie, Joanne, li adottarono nel 1986.

Inizialmente Downs fu incarcerata presso l'Oregon Women's Correctional Center di Salem. L'11 luglio 1987, Downs evase dalla sua cella scavalcando una recinzione di filo spinato alta 5,5 metri. Per dieci giorni, Downs riuscì a sfuggire alle forze dell'ordine, nonostante una ricerca che coinvolse quattordici Stati, prima di essere ricatturata. Ricevette un'ulteriore condanna a cinque anni per l'evasione. Dopo la sua ricattura, Downs fu trasferita al Clinton Correctional Facility for Women del Dipartimento di Correzione del New Jersey, dopo che Hugi fece pressioni a causa dell'eccessiva vicinanza tra la prigione di Salem alla sua casa. Durante i suoi dieci giorni di evasione, Hugi aveva temuto che Downs avrebbe tentato di recarsi lì nella speranza di contattare Christie e Danny. Nonostante i significativi miglioramenti alla sicurezza apportati al carcere femminile dopo l'evasione, i funzionari statali accettarono la tesi di Hugi secondo la quale Downs rappresentasse un eccessivo pericolo per l'incolumità di Christie e Daniel.

Mentre era in prigione, Downs conseguì una laurea associata in studi generali. Nel 1994, dopo aver scontato dieci anni, Downs fu trasferita al Dipartimento di Correzione e Riabilitazione della California. Nel 2010, Downs fu trasferito al Valley State Prison for Women a Chowchilla, in California, ma fu trasferita altrove quando la struttura fu convertita in un istituto esclusivamente maschile nel 2013.

Prima del suo arresto, Downs rimase incinta del suo quarto figlio e diede alla luce una bambina, che chiamò Amy Elizabeth, un mese dopo il suo processo del 1984. Dieci giorni prima della condanna di Downs, Amy fu presa in custodia dallo Stato dell'Oregon e adottata da Chris e Jackie Babcock, che in seguito la ribattezzarono Rebecca Babcock. Da adulta, Rebecca apparve all'Oprah Winfrey Show e al 20/20 della ABC, dove parlò dei suoi sentimenti relativi alla madre biologica. Rebecca scrisse a Downs durante la sua giovinezza e affermò di essersi pentita, in quanto ora considera sua madre "un mostro". Nel 2020, Rebecca è stata la protagonista della seconda stagione del podcast Happy Face, nel quale ha raccontato i suoi sforzi per trovare il suo padre biologico.

L'autrice Ann Rule scrisse il libro Piccoli sacrifici nel 1987, nel quale descrive dettagliatamente la vita di Downs e il suo processo per omicidio. Il libro documenta i resoconti di amici, conoscenti, vicini e della figlia sopravvissuta di Downs, Christie, che metteva in discussione la qualità del suo ruolo genitoriale. Un film per la televisione, intitolato Sacrificio d'amore, con Farrah Fawcett nei panni di Downs, è andato in onda sulla ABC nel 1989.

Note