Il fresco era una tradizione veneziana consistente in uscite serali in gondola o in altre imbarcazioni, praticata in forme diverse tra XVII e XX secolo. Il termine indica sia cortei cerimoniali sul Canal Grande, sia passeggiate civili, sia infine cene popolari in gondola diffuse dopo il 1866.

Storia

Epoca repubblicana (XVII – XVIII secolo) Le prime testimonianze della tradizione risalgono al Seicento, da parte dell'incisore Giacomo Franco (Degli habiti costumi et usi della Città, 1610) (pp. 23-24) e del librettista e poeta Giovan Francesco Busenello, che ne parlano come pratica già consolidata nella vita veneziana. In questo periodo si teneva di sera, da Pasqua a settembre, e vedeva un gran numero di gondole a remi (circa 300–400), elegantemente addobbate, percorrere il Canal Grande. Alla festa, accompagnata dalla musica, partecipavano patrizi, gentiluomini e cortigiane. Aveva principalmente una funzione cerimoniale: celebrare le élite repubblicane e mostrare il loro sfarzo e la loro ricchezza.

Epoca asburgica (1797–1866) Con l'arrivo dell'Ottocento e la caduta della repubblica la forma cerimoniale continua, ma si "borghesizza". Le gondole vengono affiancate da altre imbarcazioni come i Gondolìn da frésco (più piccoli, bassi e leggeri), insieme a battelli e barchette, tutti elegantemente addobbati. Le imbarcazioni passano ora continuamente su e giù per il Canal Grande. Il fresco si svolge principalmente in occasione della visita dei principi o di qualche festa nazionale, diventando uno spettacolo di contorno a occasioni di maggiore importanza.

Epoca post‑unitaria (1866 –?) Stando a fonti orali, la festa diventa sempre più popolare. In occasioni speciali il Canal Grande veniva percorso da persone all'interno di barche di loro proprietà. Queste si ritrovavano con amici e parenti per conversare, bere e mangiare tutti insieme.

Ad oggi la tradizione risulta scomparsa.

Note

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