Considerato uno dei quattro scultori rococò più importanti di LondraAssieme a Michael Rysbrack, Peter Scheemakers ed Henry Cheere, Roubiliac è stato descritto dalla storica dell'arte Margaret Whinney come "lo scultore più affermato che abbia mai lavorato in Inghilterra".

Biografia Si ritiene che Roubiliac sia nato a Lione il 31 agosto 1702. La biografa Katharine Esdaile ha ipotizzato che lo scultore possa essere nato nel 1705, poiché un documento di matrimonio del 1735 menziona che aveva 30 anni, e il Louis François nato e battezzato nel 1702 potrebbe essere stato un fratello maggiore morto in tenera età. Il padre di Roubiliac, un mercante di seta, si era trasferito con la famiglia a Francoforte già nel 1710. Secondo J. T. Smith, Roubiliac si formò nella bottega di Balthasar Permoser a Dresda, dove Permoser lavorava per l’Elettore protestante di Sassonia, e successivamente a Parigi, nell’atelier del suo concittadino Nicolas Coustou. Deluso dal secondo posto ottenuto al concorso per il Prix de Rome del 1730, ricevette la medaglia ma non l’opportunità di studiare a Roma; si trasferì invece a Londra. Nel 1735 sposò Caroline Magdalene Hélot, membro della comunità ugonotta francese di Londra, nella chiesa di Saint Martin-in-the-Fields.

A Londra lavorò presso lo scultore Thomas Carter, anche se fu presentato da Edward Walpole, figlio del Primo Ministro Robert Walpole, ad Henry Cheere, che lo assunse come assistente. L’intervento di Sir Edward portò all’assegnazione della commissione per metà dei busti della serie destinata al Trinity College di Dublino e per il monumento al duca di Argyll, se Horace Walpole ha ragione in quanto afferma nei suoi Anecdotes of Painting in England.

Nel 1738 ottenne un grande successo con una figura seduta raffigurante Händel, commissionata da Jonathan Tyers, proprietario dei Vauxhall Gardens. La statua fonde realismo e allegoria: Händel è raffigurato in abiti moderni, ma suona una lira dell’antica Grecia e ha un putto seduto ai suoi piedi. Attualmente fa parte della collezione del Victoria and Albert Museum. La sua collocazione di rilievo nei parchi di divertimento alla moda "consolidò la fama di Roubiliac", come affermò Walpole, e l’artista poté aprire lo studio a St Martin’s Lane che mantenne fino alla morte. Roubiliac fu anche uno dei membri fondatori della St Martin’s Lane Academy, un’associazione professionale e una confraternita di artisti rococò che fu precursore della Royal Academy. Proprio il suo studio in St Martin’s Lane divenne la sede delle riunioni dell’Accademia e anche in occasione del suo funerale i suoi membri si riunirono.

Si guadagnò da vivere realizzando busti ritrattistici e monumenti per chiese di campagna fino al 1745, quando ricevette la prima delle sue commissioni per un monumento funebre nell’Abbazia di Westminster, dedicato al duca di Argyll (inaugurato nel 1749). George Vertue era uno dei tanti ammiratori dell’opera, poiché essa dimostrava, a suo avviso, "la grandezza del suo genio nell’invenzione, nel disegno e nell’esecuzione, in ogni parte pari, se non superiore, a qualsiasi altra», eclissando «per nobiltà e maestria tutte quelle realizzate in precedenza dai migliori scultori negli ultimi cinquant’anni". La figura in lutto dell’Eloquenza fu giudicata dal notoriamente spietato John Thomas Smith "un tale monumento alle sue capacità che nemmeno il suo amico Pope avrebbe potuto eguagliarlo con un epitaffio".

Anche quando i committenti erano personaggi illustri, le chiese in cui venivano collocati i monumenti si trovavano spesso nel cuore della campagna inglese: i monumenti dedicati al duca di Montagu (1752) e a sua moglie Mary (1753) si trovano nella chiesa di Warkton, nel Northamptonshire; Horace Walpole, assiduo frequentatore delle residenze di campagna, li notò e li giudicò "ben realizzati e magnifici, ma privi di semplicità".

Il gusto neoclassico, abituato ad apprezzare le linee slanciate e le raffinatezze idealizzate della natura, non gradiva il vigore e l’immediatezza di Roubiliac, tanto che a J.T. Smith le gambe della figura di Ercole, che reggono il busto di Sir Peter Warren nel monumento di Roubiliac nell’Abbazia di Westminster (1753), sembravano "copiate da quelle di un portatore di lettiga, e le braccia da quelle di un barcaiolo".

Verso la metà del secolo, Roubiliac lavorò per un certo periodo come modellatore presso la fabbrica di porcellana di Chelsea, un nuovo sbocco per il talento degli scultori in Gran Bretagna; il suo imprenditore, Nicholas Sprimont, fu il padrino della figlia dello scultore, Sophie, nel 1744. Per un amico come Thomas Hudson fu disposto a scolpire le figure della Pittura e della Scultura per ornare un caminetto in marmo nella casa di Hudson in Great Queen Street, a Lincoln’s Inn Fields. Per l'amico William Hogarth scolpì persino un ritratto del suo cane e l’opera fu in seguito riprodotta in porcellana di Chelsea e da Wedgwood. Essendo la sua seconda moglie (una ricca ereditiera) recentemente deceduta, verso la fine del 1752 intraprese un breve viaggio in Italia in compagnia di diversi artisti.

Roubiliac morì in povertà l'11 gennaio 1762 a Londra e fu sepolto nella chiesa di St Martin-in-the-Fields, dove si era sposato.

Poco dopo la sua morte, dal 12 al 15 maggio 1762, si tenne un’asta per la vendita del contenuto del suo studio, durante la quale il dottor Matthew Maty acquistò una serie dei suoi modelli in gesso e terracotta, che donò al British Museum, appena fondato. I prezzi erano irrisori e, una volta fatto il conto dei suoi beni, i creditori di Roubiliac, secondo quanto riferito da J.T. Smith, dovettero accontentarsi di uno scellino e sei pence per ogni sterlina.

Opere Roubiliac si dedicò principalmente alla realizzazione di busti ritrattistici e, a partire dagli anni ’40 del Settecento, soprattutto a monumenti funebri; questi rappresentavano, in sostanza, i due principali ambiti di applicazione della scultura autonoma in Gran Bretagna all’epoca. Realizzò inoltre diverse sculture ritrattistiche a figura intera. Le sue opere più importanti nell’Abbazia di Westminster sono i monumenti dedicati al duca di Argyll (1748) – l’opera che per prima gli valse la fama di scultore –, ad Händel (1761), a Sir Peter Warren, al feldmaresciallo Wade, al generale Fleming, al generale William Hargrave e a Lady Elizabeth Nightingale (1761).

A Cambridge realizzò le statue di Giorgio I nella Senate House, del duca di Somerset e di Sir Isaac Newton. Il Trinity College di Cambridge conserva una serie di busti da lui realizzati raffiguranti illustri membri del college. Anche la statua di Giorgio II eretta a Golden Square, a Londra, è opera sua.

Il celebre busto di William Shakespeare, noto come “busto Davenant”, di proprietà del Garrick Club di Londra, va attribuito a Roubiliac. Il suo amico Sir Joshua Reynolds dipinse per lui una copia del Ritratto di Chandos. La statua di Shakespeare (1758), commissionata da David Garrick per essere collocata nel suo santuario dedicato a Shakespeare nel giardino di Hampton House, a Twickenham, e lasciata in eredità dall’attore alla nazione inglese, si trova al British Museum. Un modello in terracotta datato 1757 fa parte della collezione del Victoria and Albert Museum.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni