La chiesa di Santa Maria Assunta è la parrocchiale di Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia e diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.; fa parte del vicariato della Pianura.

Storia Un antico luogo di culto in stile romantico sorgeva a Reggiolo già nel 1044.

Al principio del Seicento venne costruita una nuova chiesa che si componeva di tre navate, come confermato anche da un rilievo inserito nel Codice Marliani del 1663; questo edificio fu oggetto di un restauro condotto nel 1796 sotto la guida dell'architetto Domenico Marchelli.

Nel 1822 la parrocchia passò alla diocesi di Parma, ma questa unione durò pochi anni, dato che già nel 1829 entrò a far parte della diocesi di Guastalla.

Questo luogo di culto poco prima della metà del XIX secolo risultava versare in pessime condizioni, tanto che l'ingegnere parmigiano Pietro Sottili presentò rispettivamente nel 1846 e nel 1849 due progetti per la sua ricostruzione, i quali, però, non ricevettero l'approvazione degli organi competenti del Ducato di Parma e Piacenza.

Nel 1852 il vescovo di Guastalla Pietro Giovanni Zanardi dovette interdire la chiesa, stante l'avanzato stato di degrado di quest'ultima; nel 1855 la parrocchiale seicentesca venne definitivamente demolita e nel medesimo anno presero avvio i lavori per la realizzazione del nuovo luogo di culto, il quale, disegnato dall'architetto Cesare Costa, fu terminato nel 1858.

La chiesa venne benedetta il 1º marzo 1862; nel 1867 si provvide a posare il pavimento e nel 1868 fu completata la facciata, che da dieci anni attendeva di essere ultimata.

Tra gli anni sessanta e settanta del Novecento si procedette all'esecuzione dell'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'altare rivolto verso l'assemblea.

La chiesa fu oggetto di interventi di consolidamento in seguito ai terremoti verificatisi nel 1987 e nel 1996; anche il sisma del 2012 arrecò delle lesioni all'edificio, che pertanto dovette essere restaurato e che poté essere riaperto al culto nel 2020.

Descrizione Esterno La facciata a salienti della chiesa, rivolta a occidente, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri. L'ordine inferiore, scandito da lesene doriche, presenta il portale maggiore lunettato, due ingressi secondari timpanati e altrettante finestre a lunetta e nicchie, mentre quello superiore è caratterizzato da una finestra termale e coronato dal frontone di forma triangolare.

Vicino alla parrocchiale si erge su un alto basamento a scarpa il campanile a pianta quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coronata dalla cupola a cipolla poggiante su un'alta lanterna ottagonale.

Interno L'interno dell'edificio si compone di tre navate, le quali sono separate da pilastri cruciformi, abbelliti da lesene d'ordine corinzio che sorreggono la trabeazione modanata e aggettante sopra cui si impostano le volte, a botte sulla navata centrale e a schifo su quelle laterali; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di un gradino e chiuso dall'abside di forma semicircolare, coperta dal catino.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali la pala avente come soggetto lAssunzione di Maria Vergine al Cielo, eseguita da Narciso Malatesta, la tela raffigurante la Madonna con i santi Domenico e Bernardino, dipinta dal De Giorgi verso il 1630, l'altare maggiore in marmi policromi, realizzato al 1728 e ampliato nel 1869, e l'organo, costruito dal lombardo Ernesto Lingiardi nel 1895.

Note

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