Professore ordinario presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", ha dato contributi fondamentali alla fisica statistica, inclusa la teoria termodinamica e dinamica di fluidi complessi come acqua, colloidi, miscele colloidali-polimeriche, particelle irregolari e materiali a base di DNA. È uno dei primi sostenitori della teoria del "secondo punto critico liquido" dell'acqua.
Biografia Nel 1989 Sciortino ha conseguito un dottorato di ricerca in fisica presso l'Università di Palermo, lavorando sull'accoppiamento tra biomolecole e solvente e concentrandosi sul ruolo della cooperatività dei legami a idrogeno dell'acqua nella disposizione supramolecolare delle biomolecole. Dopo il dottorato, è diventato assistente di ricerca presso il Center for Polymer Studies della Boston University, collaborando col gruppo del prof. H. Eugene Stanley.
Dopo il suo incarico di ricerca post-dottorato a Boston, nel 1992 Sciortino è stato nominato ricercatore presso il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori di Cagliari. Un anno dopo si è trasferito alla Sapienza di Roma come ricercatore nel 1993, professore associato nel 2000 e professore ordinario nel 2005. È redattore associato del Journal of Chemical Physics.
Attività di ricerca Sciortino ha dato contributi fondamentali nel campo della meccanica statistica e della teoria della materia condensata soffice. È uno dei primi sostenitori dell'ipotesi del secondo punto critico liquido dell'acqua, che spiega il suo comportamento anomalo con la presenza di un punto critico nascosto nell'acqua surraffreddata. La verifica sperimentale di questa ipotesi è stata ottenuta numericamente in diversi modelli di H2O, e infine confermata con esperimenti di scattering utilizzando impulsi di raggi X.
Sciortino ha lavorato ampiamente sulla fisica degli stati arrestati della materia, dando un contributo fondamentale alla teoria dell'accoppiamento tra modi e al formalismo basato sulla superficie della energia potenziale. Lui e i suoi collaboratori ipotizzarono un nuovo tipo di vetro (vetro rientrante) in sistemi colloidali attrattivi a corto raggio, e questa previsione fu successivamente confermata da diversi esperimenti e simulazioni numeriche. Lui e i suoi coautori furono anche i primi a identificare i gel colloidali come il risultato di un processo dinamico di separazione di fase arrestata. I suoi contributi alla fisica delle interazioni di valenza ridotta sono numerosi: la scoperta di liquidi vuoti, gel di equilibrio, transizioni topologiche rientranti nei fluidi di rete, tra molti altri.
Secondo Scopus, il lavoro di Sciortino è stato citato 27315 volte e il suo indice H è 93. Google Scholar elenca 38415 citazioni e un indice H di 105. Grazie a questi indici bibliometrici, è classificato tra i primi 10 fisici italiani in attività.
Note
Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Palermo Categoria:Studenti dell'Università di Boston Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"