Biografia "Maiistas" è un nome rarissimo e singolare nel panorama della letteratura greca antica. La sua unica opera giunta fino a noi, incisa su una colonna di marmo nel 125 a.C. (e portata alla luce dagli archeologi francesi nel 1912)IG, XI 4, 1299. nel cosiddetto Serapeo A sull'isola di Delo, è un inno composto verso la fine del III secolo a.C.

Il sacerdote Apollonio II volle registrare sulla colonna la storia del proprio tempio privato. La prima parte dell'iscrizione è un resoconto in prosa scritto dal sacerdote stesso, in cui afferma:

Aretalogia di Serapide La seconda parte dell'iscrizione è invece il raffinato inno in 65 versi (esametri dattilici) commissionato appunto a MaiistasJ. U. Powell, Collectanea Alexandrina, Oxofrd, OUP, 1925, pp. 68-71..

Nel suo componimento, che appunto si potrebbe definire piuttosto una aretalogia, Maiistas celebra i miracoli (aretai) di Serapide e di sua moglie Iside. In particolare, narra in modo epico e drammatico un evento reale: il processo intentato da alcuni cittadini di Delo contro il sacerdote Apollonio per impedirgli di costruire il tempio. Secondo il poema di Maiistas, il dio intervenne miracolosamente durante il processo, "paralizzando" la lingua degli accusatori e lasciandoli muti come statue di pietra, garantendo così la vittoria del sacerdote:

Apollonio scrive in prosa e nel dialetto comune; Maiistas in forma poetica e artificiosa, anche se non esente da erroriTradizionalmente si pensava che fossero dovuti alla sua origine egiziana, mentre secondo W. D. Furley, Revisiting some textual problems in the Delian Sarapis aretalogy by Maiistas (IG XI 4 NO. 1299), in «Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik», n. 180 (2012), pp. 117–125, ritiene che si tratti di errori di trascrizione dello scalpellino che ha inciso materialmente il marmo partendo da una copia manoscritta fornita dall'autore., con uno stile elaborato e locuzioni ricercate, come "il tronco che cambia l'argento" [il banco del cambiavalute] (v. 32), [o] "il tempo che amministra la giustizia". Inoltre, usa la lingua omerica, ma inserisce vocaboli a lui contemporanei (come diēnekes [continuo / perenne], v. 22; ktear [possesso / proprietà], v. 33; atalanton [equivalente / dello stesso peso], v. 43; lēstao [del predone / pirata], v. 47; skīpiōn [scettro / bastone], v. 56),

Note

Bibliografia J. U. Powell, Collectanea Alexandrina, Oxofrd, OUP, 1925, pp. 68-71 (edizione critica). H. Engelmann, The Delian Aretalogy of Sarapis, Leiden, Brill, 1975. A. Palombi, Alcuni aspetti cultuali dell’aretalogia di Sarapide del poeta Maiistas, in «Classics@Journal» (URL consultato in data 8/7/2026). W. D. Furley, Revisiting some textual problems in the Delian Sarapis aretalogy by Maiistas (IG XI 4 NO. 1299), in «Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik», n. 180 (2012), pp. 117–125.

Voci correlate Autori greci antichi

Collegamenti esterni A. Palombi, Alcuni aspetti cultuali dell’aretalogia di Sarapide del poeta Maiistas, in «Classics@Journal» (URL consultato in data 8/7/2026). Il contenuto dell'iscrizione di Delo (in inglese).

Categoria:Letteratura ellenistica Categoria:Poeti greci antichi