Il trading al dettaglio sul mercato dei cambi è un segmento minoritario del più ampio mercato valutario, nel quale i privati speculano sui tassi di cambio tra le valute. Il settore si è sviluppato con la diffusione di Internet e delle piattaforme di trading elettronico dedicate, che hanno aperto ai singoli investitori l'accesso ai mercati valutari globali. Secondo stime del 2016, il trading al dettaglio rappresentava il 5,5% dell'intero mercato dei cambi, pari a un volume giornaliero di circa 282 miliardi di dollari.

Prima della diffusione delle piattaforme di trading forex, alla fine degli anni Novanta, il mercato dei cambi era appannaggio delle grandi istituzioni finanziarie. La crescita del trading al dettaglio è iniziata con lo sviluppo di Internet, dei software di negoziazione e dei broker forex che offrivano la possibilità di operare a margine. Oggi i trader possono negoziare valute a pronti (spot) con i market maker utilizzando il margine: è sufficiente versare una piccola percentuale del valore dell'operazione per acquistare o vendere valute in pochi secondi.

Storia La prima generazione di piattaforme di trading online per il forex comparve nel 1994. La tecnologia web permise ai trader al dettaglio di accedere ai mercati valutari e di negoziare coppie di valute direttamente dal proprio computer.

Lo sviluppo delle piattaforme di trading ha attraversato diverse fasi. Le prime erano semplici programmi da scaricare sul computer; seguirono interfacce più intuitive, dotate di funzioni come i grafici e gli strumenti di analisi tecnica. Successivamente le piattaforme approdarono al web e ai dispositivi mobili, come tablet e smartphone. Dal 2010 lo sviluppo si è concentrato sull'integrazione del trading automatico e del social trading.

Regolamentazione A partire dal 2010 le autorità di vigilanza finanziaria dei mercati sviluppati hanno introdotto misure per limitare la leva finanziaria a disposizione degli investitori al dettaglio, in particolare nelle operazioni sui cambi. Queste restrizioni miravano a contenere la speculazione e a proteggere i piccoli investitori da perdite impreviste. Anche i broker forex sono soggetti a regolamentazione: nella maggior parte dei paesi le norme antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo impongono ai broker obblighi di adeguata verifica della clientela (know your customer). Dove le criptovalute sono ammesse per depositare e prelevare fondi presso i broker, possono inoltre trovare applicazione le normative in materia.

Stati Uniti Negli Stati Uniti nessuna autorità vigila da sola sull'intero settore del forex al dettaglio. Il Dodd-Frank Act ha ripartito le competenze sui derivati valutari al dettaglio tra più agenzie — tra cui SEC, CFTC, OCC, Federal Reserve, FDIC, NFA e FINRA — a seconda del tipo di soggetto che intermedia le operazioni. In base al Commodity Exchange Act, la CFTC è competente sui futures commission merchant, sui dealer forex al dettaglio e su altri soggetti in precedenza non regolamentati. Sebbene la vigilanza resti frammentata, il controllo regolamentare sul settore è cresciuto di pari passo con il mercato.

La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha fissato la leva massima consentita ai trader forex al dettaglio a 50:1 per le principali coppie di valute e a 20:1 per tutte le altre. Tra le valute principali figurano il dollaro australiano, la sterlina britannica, il dollaro canadese, la corona danese, l'euro, lo yen giapponese, il dollaro neozelandese, la corona norvegese, la corona svedese, il franco svizzero e il dollaro statunitense. La National Futures Association (NFA) è autorizzata a rivedere periodicamente l'elenco delle valute principali alla luce delle variazioni di volatilità.

La versione iniziale del regolamento CFTC del 2010 prevedeva limiti di leva più severi, pari a 10:1; l'autorità adottò però i limiti più elevati di 50:1 e 20:1 in seguito alle critiche degli operatori del mercato forex. Prima del 2010, anno di entrata in vigore di queste norme, non esisteva alcuna restrizione in materia.

Unione europea In Europa l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha posto un tetto alla leva finanziaria che i broker e i fornitori di CFD possono offrire agli investitori al dettaglio. Questi limiti, in vigore dal 2018, variano da 30:1 ad appena 2:1 a seconda della classe di attività: le più volatili, come le criptovalute, sono soggette ai limiti più bassi.

I limiti di leva fissati dall'ESMA sono i seguenti: 30:1 per le principali coppie di valute; 20:1 per le coppie di valute minori, l'oro e i principali indici azionari; 10:1 per le materie prime diverse dall'oro e per gli indici azionari minori; 5:1 per i singoli titoli azionari e gli altri valori di riferimento; 2:1 per le criptovalute.

Per l'ESMA le coppie di valute principali sono quelle composte da due qualsiasi delle seguenti valute: dollaro statunitense, euro, yen giapponese, sterlina britannica, dollaro canadese e franco svizzero; tutte le altre sono considerate minori.

Gli indici principali sono FTSE 100, CAC 40, DAX 30, DJIA, S&P 500, NASDAQ, NASDAQ-100, Nikkei 225, ASX 200 ed EURO STOXX 50; tutti gli altri sono considerati minori.

Regno Unito Nel 2019 la Financial Conduct Authority (FCA) britannica ha recepito le restrizioni sulla leva introdotte dall'ESMA. Le misure sopra descritte sono così entrate a far parte del diritto interno britannico con l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e sono tuttora in vigore.

Giappone In Giappone la Financial Services Agency (FSA) ha limitato la leva a disposizione dei trader al dettaglio nelle operazioni sui cambi già dal 2010: il tetto, fissato a 50:1 nell'agosto di quell'anno, fu poi ridotto a 25:1 nell'agosto 2011. Nei primi anni duemila le casalinghe giapponesi, note collettivamente come Mrs Watanabe, si erano avvicinate al trading valutario per migliorare la propria situazione economica.

Australia In Australia l'Australian Securities and Investments Commission (ASIC) ha adottato nel marzo 2021 un provvedimento di intervento sui prodotti che fissa, tra l'altro, limiti alla leva offerta da broker e fornitori di CFD agli investitori al dettaglio; per le valute il massimo è di 30:1.

Frode Il trading forex al dettaglio è stato presentato da alcuni come un modo facile per guadagnare, diventando così terreno fertile per numerose truffe valutarie. In risposta, le autorità di vigilanza di diversi paesi hanno introdotto restrizioni, diffuso avvertenze su questo tipo di attività e avviato azioni legali contro i responsabili. Tuttavia, data la natura decentralizzata del mercato dei cambi e la facilità di accesso globale a Internet, molti broker hanno sede in giurisdizioni meno rigorose.

Note

Voci correlate Intermediario Day trading Scalping

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