La pieve di San Cassiano in Decimo è la chiesa parrocchiale di Campiano, frazione di Ravenna e arcidiocesi di Ravenna-Cervia. Fa parte del vicariato di Campiano.
Posta lungo l'antica via Petrosa (percorso romano nato verosimilmente per mettere in comunicazione Ravenna con la via Emilia), l'edificio religioso riporta nel nome la distanza di «10 miglia», ovvero la distanza tra Forlimpopoli, inizio del percorso viario e la pieve stessaForlimpopoli fu sede vescovile ed è più antica di Forlì.
L'intitolazione a San Cassiano, fondatore della chiesa di Imola, ben si coniuga con la tradizione agiografica locale. Una prova è la raffigurazione del martire nel ciclo musivo della Basilica di Sant'Apollinare Nuovo.
Storia La prima attestazione del toponimo in Decimo appare in un documento del 1096., mentre la più precoce attestazione del piviere (cioè del territorio su cui la pieve esercitava la propria giurisdizione) risale all'anno 896. Il suo territorio si estendeva, ad ovest, sino al corso del fiume Ronco (che oggi fiancheggia la via Ravegnana) e, ad est, sino all'Adriatico. La pieve con tutte le sue cappelle, unitamente a quella di San Zaccaria, era di pertinenza dei canonici-cantori della cattedrale ravennate. Dal XIII secolo la pieve di Campiano fu retta da un arciprete.
La pieve, che è sopravvissuta ai bombardamenti, nonostante i numerosi restauri, è giunta sino a noi nella sua struttura architettonica antica. È certo che nacque a navata unica. Corrado Ricci fu il primo a proporre una datazione oscillante tra l'VIII e il IX secolo. Grazie alle indagini archeologiche condotte da Mario Mazzotti è stato possibile individuare le fasi costruttive dell'edificio. La più antica concerne la metà inferiore dell'abside e le pareti rettilinee orientali (inizio dell'VIII secolo). La seconda fase riguarda la costruzione della facciata (o, meglio, della sua metà inferiore), la parte inferiore del campanile ed alcuni lacerti di muratura sui due fianchi (IX-XII secolo). Alla terza fase appartegono: il tratto superiore della facciata, il tratto superiore del campanile (XI-XII secolo).
Nei primi anni del XVIII secolo furono effettuati interventi di consolidamento che riguardarono la canonica (che precedentemente si appoggiava al fianco meridionale dell'edificio), il tetto (fu ricostruito), l'abside (fu rialzata) ed i tratti superiori della muratura, che furono ritoccati..
Descrizione L'edificio, costruito con laterizi di recupero, misura 26 x 10 metri ed è a navata unica. Termina con una grande abside, semicircolare all'interno e poligonale all'esterno. Una buona parte degli arredi risulta rimaneggiata in età moderna L'assetto attuale dell'edificio è da attribuire ai lavori di restauro realizzati negli anni 1934-35, che eliminarono le modifiche operate nel XVIII secolo. Fu abbassata l'abside, fu eliminata la cantoria di controfacciata all'interno dell'edificio, fu messo in sicurezza il campanile ed asportato l'intonaco sulle pareti esterne.
La pieve si presenta oggi con le navate laterali scandite da lesene. Di rilievo gli interessanti reperti custoditi all’interno della chiesa, fra cui un miliario cilindrico usato come supporto del leggio.
Il campanile, che si staglia in altezza per 24 metri, è stato soprannominato «Bartolla», dal nome dato a una statuetta raffigurante Apollo, inserita nel muro occidentale della torre. Si sviluppa su sette ordini, di cui tre di monofore, due di bifore e due di trifore. I tre ordini superiori hanno arcate a doppia ghiera. La maggior parte degli studiosi converge sul XII secolo come termine della sua costruzione.. Una particolarità del campanile di San Cassiano in Decima è che nella parte superiore sono inseriti 18 bacini di ceramica ingobbiata. Decorati con pennellati verdi su fondo bianco, formano un pentagono coi lati concavi. Si tratta di materiale d'importazione di probabile origine bizantina.. Negli anni 1970 il campanile, danneggiato in più punti, è stato restaurato.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
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