Fu attivo a lungo tra Stati Uniti, Italia e Spagna. Si occupò di storia dell'architettura in chiave globale, città contemporanea, urbanistica italiana, ecologia urbana e rapporto tra architettura, memoria e trasformazione dell'esistente. Fu autore di World Architecture: A Cross-Cultural History e di Sprawltown: Looking for the City on Its Edges, e collaborò con numerose riviste internazionali di architettura.
Biografia
Nato a San Francisco nel 1949, Ingersoll si formò all'Università della California, Berkeley, dove conseguì il dottorato in storia dell'architettura. La sua formazione fu legata alla figura di Spiro Kostof, storico dell'architettura e docente a Berkeley, sotto la cui direzione conseguì il dottorato.
Nei primi anni settanta fu voce e flautista del gruppo italiano di rock progressivo Anonima Sound Ltd.. Nel 1986 curò inoltre la scenografia del film Esther di Amos Gitai.
Insegnò alla Rice University di Houston, alla Syracuse University a Firenze, all'Università di Ferrara, al Politecnico federale di Zurigo, all'Università di Navarra di Pamplona e all'Università di Pechino. Visse a lungo in Italia, in particolare in Toscana, mantenendo un rapporto stabile con la cultura architettonica italiana ed europea.
Dal 1983 al 1998 fu caporedattore di Design Book Review, rivista con sede presso l'Università della California, Berkeley. Collaborò inoltre con riviste come Architecture, Arquitectura Viva, Bauwelt, Domus, Il Giornale dell'Architettura, Lotus International, World Architecture e C3 Korea.
Morì il 27 febbraio 2021 a Huebro, nei pressi di Almería, in Spagna, all'età di 72 anni.
Attività critica e temi di ricerca
L'attività critica di Ingersoll unì storia dell'architettura, cultura urbana, osservazione della città contemporanea e attenzione per i processi sociali, ambientali e politici che trasformano il territorio. Nei suoi scritti ricorrono temi come la storia globale dell'architettura, l'urbanistica italiana, la dispersione urbana, il paesaggio, l'ecologia urbana, il consumo di suolo, la cultura materiale, il rapporto tra architettura e politica, il restauro architettonico, la rigenerazione urbana e il riuso dell'esistente.
Tra le sue opere principali vi è World Architecture: A Cross-Cultural History, pubblicato da Oxford University Press. Il libro sviluppa una storia dell'architettura organizzata in chiave globale e comparativa: secondo la presentazione dell'editore, ogni capitolo è costruito cronologicamente e mette a confronto diverse culture architettoniche, con attenzione a fattori sociali, tecnologici e filosofici.;
Il volume si colloca nel solco di A History of Architecture: Settings and Rituals di Spiro Kostof, pubblicato da Oxford University Press. Ingersoll lavorò per anni alla revisione e all'aggiornamento di quell'opera; il processo, secondo Luis Fernández-Galiano, fu però così esteso da produrre un testo nuovo, con nuovo titolo, nuova struttura narrativa e un campo di osservazione più ampio.
Collaborò inoltre con Kenneth Frampton, con il quale pubblicò Ticino Modernism: The University of Lugano nel 2004. La collaborazione con Frampton colloca una parte della sua attività editoriale e critica nel quadro della storiografia architettonica internazionale del secondo Novecento e dei primi anni Duemila.
Un altro nucleo centrale della sua produzione fu la città contemporanea. In Sprawltown: Looking for the City on Its Edges, pubblicato da Princeton Architectural Press nel 2006, Ingersoll affrontò la dispersione urbana, il consumo di suolo e il rapporto tra urbanizzazione, territorio e ambiente. In questo contesto propose la nozione di agricivismo, collegata alla possibilità di mitigare gli effetti dello sprawl attraverso nuove relazioni tra città, agricoltura, paesaggio e pratiche collettive.
Nel testo Layer after layer, pubblicato da Arquitectura Viva, affrontò il tema della stratificazione architettonica e urbana attraverso esempi di lunga durata, leggendo la trasformazione del costruito come processo di crescita, decadimento, rigenerazione e riuso.
Scritti sull'architettura moderna e contemporanea
Ingersoll si occupò di numerosi architetti e contesti moderni e contemporanei, in saggi, recensioni, interviste, testi monografici e articoli pubblicati su riviste specializzate.
Tra gli architetti internazionali trattati vi fu Rem Koolhaas, con il quale dialogò nel 2016 durante l'International Architecture Congress di Pamplona. Il confronto, pubblicato da Arquitectura Viva, riguardava il ruolo politico dell'architettura e il rapporto tra progetto, globalizzazione e trasformazioni economiche.
A David Chipperfield dedicò il saggio On Material Abstraction, pubblicato da Arquitectura Viva in relazione alla monografia AV Monographs 209-210, David Chipperfield Architects 2009-2019. Il testo leggeva l'opera di Chipperfield attraverso i temi della materialità, della tipologia, della misura, della costruzione e del rapporto con il contesto urbano.
Scrisse anche su Zaha Hadid, occupandosi del MAXXI di Roma nel testo Zaha in the Maze e ricordandone la figura in occasione della morte dell'architetta. Trattò inoltre Richard Meier nel testo The Rome of Meier, dedicato al rapporto tra Roma e architettura contemporanea.
Una parte consistente della sua attività riguardò l'architettura italiana moderna e contemporanea. Ad Aldo Rossi dedicò Building is Forgetting. Four Buildings by Aldo Rossi in Italy, pubblicato da Arquitectura Viva nel 1991. Il testo prendeva in esame quattro opere italiane di Rossi e affrontava il rapporto tra architettura, memoria, costruzione e spazio urbano.
A Franco Albini, Ignazio Gardella e Carlo Mollino dedicò un testo pubblicato da Arquitectura Viva in occasione di tre mostre monografiche allestite nel Nord Italia, leggendo quei tre percorsi come espressioni diverse della modernità architettonica italiana.
Renzo Piano fu oggetto di più interventi critici, tra cui testi sulla Triennale di Milano, sull'Auditorium Parco della Musica di Roma e su Ronchamp. In questi scritti Ingersoll affrontò il rapporto tra opera, luogo, cultura costruttiva e trasformazione dell'esistente.
Pier Luigi Nervi fu trattato in un articolo pubblicato da Arquitectura Viva in relazione a una mostra al MAXXI di Roma, con attenzione alle possibilità plastiche e costruttive delle tecniche moderne e alla posizione di Nervi nel quadro dell'architettura del Novecento.
Nel campo del restauro, del riuso e del rapporto tra nuovo e antico, Ingersoll dedicò diversi contributi a Massimo Carmassi e Gabriella Ioli. Nel 1999 pubblicò Past Perfect su Architecture, articolo dedicato al modo in cui Carmassi interveniva su strutture storiche attraverso innesti funzionali contemporanei leggeri in vetro e acciaio.
Nel 2002 firmò Massimo Carmassi per il numero monografico 214 di C3 Korea. Nello stesso anno scrisse l'introduzione al volume Massimo & Gabriella Carmassi, Senigallia Public Library, dedicato alla trasformazione del Foro Annonario di Senigallia in sede della Biblioteca comunale Antonelliana e dell'archivio storico comunale. La presentazione editoriale del volume descrive il progetto come integrazione di parti esistenti e nuove costruzioni, invece che come ripristino idealizzato dell'edificio originario, e riassume la lettura proposta da Ingersoll nel saggio introduttivo con l'espressione live-in archeology.
Questi contributi collocano l'interesse di Ingersoll per Carmassi e Ioli dentro un tema più generale della sua attività critica: il riuso degli edifici storici, la trasformazione dell'esistente, il rapporto tra architettura contemporanea, memoria, rudere e città.
Ingersoll scrisse anche su Vittorio Gregotti. Nel testo Vittorio Gregotti, 1927-2020, pubblicato da Arquitectura Viva, ne ricordò il ruolo di architetto, teorico, docente, autore ed editore, collocandone l'opera nel rapporto tra architettura, territorio e cultura urbana.
Si occupò inoltre di Massimiliano Fuksas, intervistandolo su Architecture nel 2000 in relazione alla Mostra internazionale di architettura di Venezia e al motto Less Aesthetics, More Ethics.
Opere principali
Zeynep Çelik, Diane Favro e Richard Ingersoll, Streets: Critical Perspectives on Public Space, Berkeley, University of California Press, 1994, ISBN 9780520085503. Lorenzo Bellicini e Richard Ingersoll, Periferia italiana, Roma, Meltemi, 2001, ISBN 9788883530951. Richard Ingersoll, World Architecture 1900-2000. A Critical Mosaic. Vol. 1: Canada and the United States, Vienna, Springer, 2000, ISBN 9783211832844. Kenneth Frampton e Richard Ingersoll, Ticino Modernism: The University of Lugano, New York, Edizioni Press, 2004, ISBN 9781931536288. Richard Ingersoll, Sprawltown: cercando la città in periferia, Roma, Meltemi, 2004, ISBN 9788883532924. Richard Ingersoll, Sprawltown: Looking for the City on Its Edges, New York, Princeton Architectural Press, 2006, ISBN 9781568985664. Richard Ingersoll e Spiro Kostof, World Architecture: A Cross-Cultural History, New York, Oxford University Press, 2013, ISBN 9780195139570.
Note
Collegamenti esterni
Scheda autore su Places Journal. Profilo e ricordo su Arquitectura Viva. Ricordo su Domus.