Biografia e governatorato Già alto funzionario dell'amministrazione finanziaria fatimide con la qualifica di ṣāḥib al-khums (responsabile della riscossione della quinta parte delle imposte), Khalīl ibn Isḥāq fu designato governatore dal primo califfo fatimide al-Mahdi Billah nel corso del 912.Alex Metcalfe, The Muslims of Medieval Italy, Edinburgh University Press, 2009, p. 40. La sua nomina giunse in una fase di forte instabilità. Il suo predecessore, al-Hasan ibn Ahmad ibn Abī Khinzīr, era stato destituito di fatto dallo jund (la milizia arabo-sicula di Palermo) a causa dell'esosità fiscale e delle frizioni religiose tra la popolazione locale sunnita e il nuovo regime sciita ismailita.Nino Pisciotta, Il Medioevo di Tavi e dintorni, Palermo, ISSPE, 2025, p. 74.

Il mandato di Khalīl si rivelò breve, inserendosi nell'interregno tra la cacciata di Ibn Abī Khinzīr e l'esplosione della grande rivolta indipendentista. Inviato a Palermo per tentare di ristabilire l'ordine amministrativo ed esattoriale senza ricorrere a un aperto scontro militare, il governatore non dispose dell'autorità né delle forze necessarie per sanare le tensioni etniche e confessionali tra l'elemento arabo autoctono e i guerrieri berberi Kutama al seguito della corte. Incapace di consolidare il controllo fatimide sulla capitale dell'isola, cessò la carica negli ultimi mesi del 912, venendo rimpiazzato da ʿAlī ibn ʿUmar al-Balawī poco prima che la Sicilia si sollevasse apertamente sotto la guida di Aḥmad ibn Qurhub.

Note

Bibliografia Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, 2ª edizione riveduta e modificata da C. A. Nallino, Vol. II, Catania, Romeo Prampolini, 1935. Alex Metcalfe, The Muslims of Medieval Italy, Edinburgh, Edinburgh University Press, 2009. ISBN 978-0-7486-2008-1.

Voci correlate Governanti islamici di Sicilia Storia della Sicilia islamica Califfato fatimide

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