Palazzo Alfieri è un palazzo monumentale di Torino costruito nel 1921 in stile Eclettico dagli architetti Alfonso Stile e Guglielmo Vigna come sede piemontese del Banco di Napoli all'angolo tra via Alfieri e via dell'Arsenale, nel quartiere Centro.

È vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio https://www.comune.torino.it/media/2427 e contiene l'unico rifugio antiatomico della città e forse il primo d'Italia.

Storia Il palazzo segue lo sviluppo del quartiere finanziario, a ridosso di Piazza San Carlo, dedicato dalla città alle banche nei primi del Novecento che vede costruire, intorno a Palazzo Ferrero d'Ormea, sede della Banca d'Italia, sedi centrali di istituti come il Palazzo della Banca Commerciale Italiana, quello della Banca Nazionale del Lavoro in Palazzo Trucchi di Levaldigi, quello di Banca Subalpina in Palazzo Caisotti di Casalgrasso e quello della Cassa di Risparmio di Torino in Palazzo Perrone di San Martino.

Il Banco di Napoli, desideroso di sviluppare i suoi affari nel Nord Ovest, dà incarico nel 1921 agli architetti Alfonso Stile e Guglielmo Vigna di costruire la sede di rappresentanza nella stessa via in cui sono già presenti alcuni suoi concorrenti.

La realizzazione del salone centrale, dove trovano posto gli sportelli per il pubblico, è affidata all'architetto Giacomo Salvadori de Wiesenhoff, allievo di Carlo Ceppi e ideatore del Grand Hotel di Ceresole Reale, il quale si ispira all’Art Nouveau per creare i marmi policromi della pavimentazione e le colonne che lo contornano.

Con le fusioni tra istituti bancari avvenute alla fine del secolo scorso, il palazzo nel 2018 passa di proprietà di Intesa Sanpaolo che lo aliena nel 2025 dopo averlo tenuto in stato di abbandono per una decina d'anni .

Descrizione Il palazzo, con una metratura di circa 5000 m² complessivi, ha facciate con linee sobrie e monumentali. È in corso una completa ristrutturazione che prevede la realizzazione di 30 unità abitative distribuite su cinque piani. Elemento distintivo del progetto è il chiostro interno, che da salone centrale di una banca diventerà un cortile interno a pianta quadrata pensato come fulcro distributivo del complesso.

Il caveau presente nel piano sotterraneo, posto esattamente sotto il salone, con pareti in calcestruzzo armato spesse un metro e mezzo , sopravvissuto al bombardamenti di Torino del 1942 e del 1943 , è stato usato per anni dalla banca per stoccare i beni più preziosi, da gioielli a opere d’arte. Su richiesta di alcuni acquirenti stranieri , diventerà un rifugio antiatomico (l'unico presente in città e forse il primo in Italia ) con protezione fino al livello sette della scala INES, il grado massimo in caso di incidenti nucleari e radiologici definito dall’AIEA. Dotato di porte blindate anti-radiazione, con un impianto autonomo di ventilazione con filtrazione sui carboni attivi NBC (nucleare, biologica e chimica) in grado di purificare l’aria al 99,9% da particelle radioattive, virus e batteri, valvole di sovra-pressione tarate a sessanta Pascal per impedire l’ingresso di aria contaminata, uno spazio per stoccaggio di beni di prima necessità e un’autonomia elettrica e idrica con acqua potabile , consentirà agli ambienti di avere un’autonomia fino a 30 giorni per 12 persone .

Note

Bibliografia Emilio Bruno, Giovanni Chevalley, Giacomo Salvatori di Wiesenhof, Carlo Ceppi (1829 - 1921): architetto, Rattero, Torino 1931

Alfieri