Angel Down è un romanzo del 2025 dello scrittore statunitense Daniel Kraus, premiato con il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2026.

Il romanzo, ambientato durante la prima guerra mondiale, è scritto come un'unica frase ininterrotta che conferisce alla narrazione un ritmo incessante e intenso.

Trama Verso la fine della Grande guerra, durante l'offensiva della Mosa-Argonne, cinque soldati statunitensi si trovano su un feroce campo di battaglia in Francia.

Il maggior generale Reis, interessato unicamente alla propria, ordina al soldato scelto di prima classe Cyril Bagger di indagare su un urlo soprannaturale che sta facendo impazzire le truppe. Bagger viene inviato in missione insieme a quattro compagni d'arme: il giovane e innocente Arno, il brutale Popkin, l'irrequieto Goodspeed e Veck, gravemente traumatizzato dagli orrori della guerra e affetto da un forte shell shock.

I cinque uomini scoprono che la fonte di quel suono è un angelo, il cui aspetto ricorda a ciascuno di loro una donna del proprio passato. L'angelo è impigliato nel filo spinato e irradia una luce accecante.

Convinti che il maggior generale Reis voglia sfruttare l'angelo per il proprio tornaconto e avanzamento di carriera, i soldati decidono di disertare. Trasportano l'angelo attraverso il campo di battaglia, schivando il fuoco dell'artiglieria mentre litigano continuamente tra loro. Ognuno cerca di conquistarne il favore, sperando che possa esaudire i propri desideri più profondi.

Stile Secondo Publishers Weekly, Kraus costruisce la tensione attraverso il ritmo della sua scrittura, creando una costante sensazione di movimento e urgenza grazie alla scelta di raccontare l'intera storia in un'unica frase. Nonostante questo ritmo incalzante, la prosa mantiene una forte qualità poetica, ricca di passaggi lirici.

Ben H. Winters, sul New York Times, osserva che il romanzo comincia già nel mezzo di una frase e nel mezzo di una battaglia, mentre termina con una virgola, a suggerire che non esiste una vera conclusione, ma soltanto una prosecuzione. Winters definisce inoltre il testo un esempio esemplare di "stile additivo" (additive style), nel quale la prosa procede per associazioni spontanee, accumulando fatti e idee senza esplicitarne necessariamente i rapporti reciproci. A differenza dello stile subordinato, più ordinato e preciso, lo stile additivo suggerisce che il legame tra gli eventi e il loro presunto "significato" mantenga un alone di incertezza tanto nella vita quanto nella letteratura.

Secondo Kirkus Reviews, Kraus ha costruito l'intero romanzo come una lunghissima frase senza punto finale, interrotta soltanto dai capoversi. Questa struttura conferisce alla narrazione un ritmo incessante e intenso.

Accoglienza Accolto positivamente dalla critica statunitense, Angel Down ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa; la giuria lo ha descritto come "un romanzo mozzafiato sulla Prima guerra mondiale, un tour-de-force stilistico che fonde allegoria, realismo magico e fantascienza in un insieme perfettamente coerente, raccontato in un'unica frase".

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